FIAT, RICAVI + 14% - VODAFONE, DOPO IL FLOP, IL BUY BACK - ADDIO SVILUPPO ITALIA, NASCE INVITALIA (SI SALVI CHI PUÒ) - DOPO ABETE, REGINA - E.ON PIGLIATUTTO - MAXISCONTO IMPREGILO - PICCOLI DORIS CRESCONO.
1 - FIAT AUTO, IN II TRIM. RICAVI A 7,8 MLD (+14,6%).
(Apcom) - Fiat Group Automobiles nel secondo trimestre 2008 ha realizzato ricavi pari a 7,8 miliardi di euro, in aumento del 14,6% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Un risultato, si legge in una nota, ottenuto "grazie al successo dei nuovi modelli e all'andamento del mercato brasiliano che continua ad essere favorevole".
2 - VODAFONE: A SORPRESA LANCIA BUYBACK AZIONARI DA 2 MLD DLR
(Agi/Reuters) - Il colosso britannico della telefonia mobile annuncia a sorpresa il lancio di un buyback (riacquisto) di azionario da un miliardo di sterline (2 miliardi di dollari). Ieri il titolo Vodafone ha perso oltre il 14% sulla scia di una revisione al ribasso delle stime sulle entrate. Il buyback e' stato decisio proprio in risposta a questo forte arretramento del valore delle azioni del gruppo. "L'inziativa - spiega un comunicato - riflette la convinzione del board che il titolo Vodafone sia sottovalutato". Attualmente a ondra il titolo Vodefone avanza del 3,5%.
3 - SCAJOLA: NASCE INVITALIA, NUOVO STRUMENTO PER ATTRARRE INVESTIMENTI.
(Apcom) - Un nuovo strumento per attrarre gli investimenti stranieri in Italia. Così il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, parla di Invitalia, la società che nasce oggi dalle ceneri di Sviluppo Italia. "Invitalia ha il compito di attrarre investimenti stranieri in Italia", spiega il ministro sottolineando che i settori piu' interessanti dove potrà agire sono "il turismo, l'agricoltura e il settore manifatturiero".
"L'Italia è indietro - osserva Scajola - perché da noi è difficile fare impresa per le aziende italiane. Ecco perché abbiamo fatto un provvedimento importante nel piano triennale di semplificazione delle procedure". Questo strumento servirà ancora di più per le imprese straniere "che hanno ancora delle difficoltà non conoscendo il nostro sistema", sottolinea Scajola sottolineando che Invitalia, è "uno strumento operativo che ha come missione nuova quella di attrarre finanziamenti e imprese straniere in Italia".
4 - AURELIO REGINA DESIGNATO PER IL DOPO ABETE.
Ernesto Menicucci per il "Corriere della Sera - Roma" - Adesso è ufficiale: Aurelio Regina è stato designato come candidato unico a presidente dell'Unione degli industriali di Roma per il quadriennio 2008-2012. Come anticipato dal Corriere la settimana scorsa, la Giunta riunitasi ieri l'ha indicato come successore di Luigi Abete, a conferma di un ampio consenso ricevuto nelle consultazioni. La nomina arriverà a novembre in Assemblea.
«La mia - ha detto Regina - è una designazione che va in una linea di continuità rispetto alla presidenza di Luigi Abete: sono orgoglioso di succedergli, lo considero un punto di riferimento e l'associazione che mi lascia è molto più grande, sana, coesa e rappresentativa ». Regina presenterà le linee programmatiche ad ottobre: «Roma è un grande laboratorio, dove ci sono tutte le eccellenze del mondo delle infrastrutture. E c'è bisogno di un ulteriore salto di qualità, perchè Roma può essere un traino per tutta l'Italia». Regina, che sarà eletto praticamente all'unanimità, pensa ad un sistema nel quale la divisione tra grandi e piccole aziende venga superata: «È un sistema nel quale si può collaborare, soprattutto su grandi temi come la modernizzazione e la formazione». Il momento, secondo Aurelio Regina, è propizio: «Ci sono due avvenimenti molto importanti. Intanto il federalismo fiscale, che per i cittadini può essere un mezzo di sviluppo reale. E poi le opportunità che danno i finanziamenti per Roma Capitale». Il futuro presidente degli Industriali cita un terzo fattore: «Un aspetto direi generazionale: il sindaco Gianni Alemanno, io e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti siamo più o meno coetanei (Regina è del '63, ndr). Cercheremo di mettere a frutto questa comunanza per un'Unione più autorevole, più internazionale, innovativa e rappresentativa».
5 - L'INCONTENTABILE E.ON.
Luca Pagni per "la Repubblica" - Il loro primo obbiettivo era crescere in Spagna. Ma il governo di Madrid l´ha di fatto impedito, beccandosi anche una condanna dalla Ue. Ai tedeschi di E.On non è rimasto che consolarsi con l´Italia. Dove sono entrati rilevando le centrali e i contratti di Endesa, grazie all´accordo con Enel cui hanno lasciato via libera per la conquista della società iberica. E ora che hanno messo un piede nel nostro paese (diventando uno dei leader del settore elettrico alle spalle di Enel, Edison e A2A) vogliono diventare sempre più grandi. Prossimo obiettivo: rilevare il 50% di Mpe, la joint venture con il gruppo Merloni di cui i tedeschi controllano l´altra metà. Non è una questione di soldi (E.On ha un fatturato da 70 miliardi) ma di tempo: attendere che da Fabriano si liberino di una attività che, di certo, non fa parte del loro core business.
6 - PETROLIO: PROSEGUE CALO, BARILE USA SOTTO QUOTA 127 DOLLARI.
(Agi/Afp) - Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio sui circuiti, incoraggiata dallo scemare dei timori per gli effetti previsti dell'uragano Dolly sulle installazioni del Golfo del Messico. I future di settembre del Light Crude segnano 126,85 dollari con una flessione di 1,57 dollari. I future del Brent segnano 127,78 dollari con una flessione di 1,77 dollari.
7 - IL CALO DEI BONUS PENALIZZA IL FISCO USA.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Si stringe la cinghia nelle Grande Mela: i manager di Wall Street potrebbero vedere infatti i loro bonus dimagrire del 20 per cento. Quella che sembra una boccata di austerità imposta dalla difficoltà dei mercati, rischia però di avere alcune controindicazioni. A lanciare l'allarme è David Paterson il governatore democratico dello Stato di New York, preoccupato che i tagli ai lauti redditi di Borsa si traducano in una diminuzione del gettito fiscale. Secondo i dati dell'Amministrazione, ogni sforbiciata del 10% dei bonus nel mondo finanziario, corrisponde ad una riduzione di 350 milioni di dollari della raccolta fiscale. New York, che prevede per quest'anno una perdita di oltre un miliardo e mezzo di dollari, cerca ora di correre ai ripari. Per Paterson l'unica soluzione è un aiuto pubblico all'economia: il "New Deal" sognato dal governatore potrebbe comprendere misure a favore delle grandi banche in difficoltà. Un aiuto poco disinteressato: i giganti della finanza in crisi sono i più importanti contribuenti per lo Stato di New York.
8 - LA VESPA CONQUISTA GLI STATES.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Negli Stati Uniti l'austerity che ha ucciso i Suv sta spingendo gli americani verso forme di mobilità un po' più economiche. Così, oltre alle utilitarie, sulle ali del barile impazzito vola un simbolo italianissimo: la Vespa. Se in tutti gli States le due ruote hanno aumentato le vendite del 24% a maggio, Piaggio ha fatto registrare una crescita del 105%, una popolarità che la Vespa non conosceva dai tempi di «Vacanze Romane». L'azienda continua a crescere sul mercato americano da tre anni e le ottime prospettive sembrano assicurate anche per giugno. Piaggio, però, non è ancora appagata e promette di sfoderare un asso nella manica per conquistare definitivamente gli Stati Uniti in preda allo shock pe-trolifero: sono previsti entro il prossimo anno nuovi scooter ad alimentazione ibrida. Certo, non avranno il fascino della vecchia Vespa guidata da Gregory Peck nel celebre film, ma promettono lo stesso grandi emozioni: 60 chilometri con un litro, di questi tempi meglio di un sogno hollywoodiano.
9 - LE BANCHE D'AFFARI E MEDIOLANUM.
Al. G. per "Il Sole 24 Ore" - I banchieri d'affari, giustamente, pensano a fare business. Ma per farli, soprattutto in un Paese come l'Italia dove le relazioni contano più delle competenze, spesso è necessario accreditarsi come amici o supporter di progetti vicini a chi governa. Sta di fatto che, da quando Silvio Berlusconi è tornato alla guida del Governo, i dossier sui destini futuri di Mediolanum (partecipata dalla Fininvest) sono cresciuti in modo esponenziale. C'è chi propone integrazioni con grandi gruppi bancari italiani, chi riesuma il vecchio piano d'integrazione con le Generali, chi punta sulla cessione a qualche banca estera.
Nella gran parte dei casi si tratta di un puro e gratuito tentativo di accreditare una vicinanza al Premier, come alcune recenti assunzioni di uomini legati al mondo Fininvest, fatte volutamente pensando di strizzare l'occhio al Cavaliere. Nel caso di Mediolanum, però, ogni tentativo pare velleitario. Il vero patron del gruppo, Ennio Doris, sta solo pensando all'incoronazione del figlio alla guida del gruppo. Ma di cedere l'azienda, non ha alcuna intenzione.
10 - MAXISCONTO IMPREGILO.
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Il profitto del reato realizzato da Impregilo nel trattamento dei rifiuti in Campania potrebbe costare al gruppo delle costruzioni circa un decimo rispetto a quanto stimato dalla procura di Napoli un anno fa. Oggi finalmente il Tribunale del Riesame dovrebbe pronunciarsi sull´entità del presunto illecito di Impregilo e ordinare così il dissequestro cautelare sui crediti, i beni e i conti correnti del gruppo di costruzioni. Da quanto si evince dalle motivazioni della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, a cui il giudice del Riesame dovrà uniformarsi, la cifra da sequestrare dovrebbe essere ridotta da 750 milioni a circa una settantina. Anche qualcosa di meno, secondo l´interpretazione più ottimistica dei legali di Impregilo. Ad ogni modo, la vera vittoria del gruppo sarà quella di chiudere per sempre la questione della spazzatura partenopea.
Dagospia 23 Luglio 2008
(Apcom) - Fiat Group Automobiles nel secondo trimestre 2008 ha realizzato ricavi pari a 7,8 miliardi di euro, in aumento del 14,6% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Un risultato, si legge in una nota, ottenuto "grazie al successo dei nuovi modelli e all'andamento del mercato brasiliano che continua ad essere favorevole".
2 - VODAFONE: A SORPRESA LANCIA BUYBACK AZIONARI DA 2 MLD DLR
(Agi/Reuters) - Il colosso britannico della telefonia mobile annuncia a sorpresa il lancio di un buyback (riacquisto) di azionario da un miliardo di sterline (2 miliardi di dollari). Ieri il titolo Vodafone ha perso oltre il 14% sulla scia di una revisione al ribasso delle stime sulle entrate. Il buyback e' stato decisio proprio in risposta a questo forte arretramento del valore delle azioni del gruppo. "L'inziativa - spiega un comunicato - riflette la convinzione del board che il titolo Vodafone sia sottovalutato". Attualmente a ondra il titolo Vodefone avanza del 3,5%.
3 - SCAJOLA: NASCE INVITALIA, NUOVO STRUMENTO PER ATTRARRE INVESTIMENTI.
(Apcom) - Un nuovo strumento per attrarre gli investimenti stranieri in Italia. Così il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, parla di Invitalia, la società che nasce oggi dalle ceneri di Sviluppo Italia. "Invitalia ha il compito di attrarre investimenti stranieri in Italia", spiega il ministro sottolineando che i settori piu' interessanti dove potrà agire sono "il turismo, l'agricoltura e il settore manifatturiero".
"L'Italia è indietro - osserva Scajola - perché da noi è difficile fare impresa per le aziende italiane. Ecco perché abbiamo fatto un provvedimento importante nel piano triennale di semplificazione delle procedure". Questo strumento servirà ancora di più per le imprese straniere "che hanno ancora delle difficoltà non conoscendo il nostro sistema", sottolinea Scajola sottolineando che Invitalia, è "uno strumento operativo che ha come missione nuova quella di attrarre finanziamenti e imprese straniere in Italia".
4 - AURELIO REGINA DESIGNATO PER IL DOPO ABETE.
Ernesto Menicucci per il "Corriere della Sera - Roma" - Adesso è ufficiale: Aurelio Regina è stato designato come candidato unico a presidente dell'Unione degli industriali di Roma per il quadriennio 2008-2012. Come anticipato dal Corriere la settimana scorsa, la Giunta riunitasi ieri l'ha indicato come successore di Luigi Abete, a conferma di un ampio consenso ricevuto nelle consultazioni. La nomina arriverà a novembre in Assemblea.
«La mia - ha detto Regina - è una designazione che va in una linea di continuità rispetto alla presidenza di Luigi Abete: sono orgoglioso di succedergli, lo considero un punto di riferimento e l'associazione che mi lascia è molto più grande, sana, coesa e rappresentativa ». Regina presenterà le linee programmatiche ad ottobre: «Roma è un grande laboratorio, dove ci sono tutte le eccellenze del mondo delle infrastrutture. E c'è bisogno di un ulteriore salto di qualità, perchè Roma può essere un traino per tutta l'Italia». Regina, che sarà eletto praticamente all'unanimità, pensa ad un sistema nel quale la divisione tra grandi e piccole aziende venga superata: «È un sistema nel quale si può collaborare, soprattutto su grandi temi come la modernizzazione e la formazione». Il momento, secondo Aurelio Regina, è propizio: «Ci sono due avvenimenti molto importanti. Intanto il federalismo fiscale, che per i cittadini può essere un mezzo di sviluppo reale. E poi le opportunità che danno i finanziamenti per Roma Capitale». Il futuro presidente degli Industriali cita un terzo fattore: «Un aspetto direi generazionale: il sindaco Gianni Alemanno, io e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti siamo più o meno coetanei (Regina è del '63, ndr). Cercheremo di mettere a frutto questa comunanza per un'Unione più autorevole, più internazionale, innovativa e rappresentativa».
5 - L'INCONTENTABILE E.ON.
Luca Pagni per "la Repubblica" - Il loro primo obbiettivo era crescere in Spagna. Ma il governo di Madrid l´ha di fatto impedito, beccandosi anche una condanna dalla Ue. Ai tedeschi di E.On non è rimasto che consolarsi con l´Italia. Dove sono entrati rilevando le centrali e i contratti di Endesa, grazie all´accordo con Enel cui hanno lasciato via libera per la conquista della società iberica. E ora che hanno messo un piede nel nostro paese (diventando uno dei leader del settore elettrico alle spalle di Enel, Edison e A2A) vogliono diventare sempre più grandi. Prossimo obiettivo: rilevare il 50% di Mpe, la joint venture con il gruppo Merloni di cui i tedeschi controllano l´altra metà. Non è una questione di soldi (E.On ha un fatturato da 70 miliardi) ma di tempo: attendere che da Fabriano si liberino di una attività che, di certo, non fa parte del loro core business.
6 - PETROLIO: PROSEGUE CALO, BARILE USA SOTTO QUOTA 127 DOLLARI.
(Agi/Afp) - Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio sui circuiti, incoraggiata dallo scemare dei timori per gli effetti previsti dell'uragano Dolly sulle installazioni del Golfo del Messico. I future di settembre del Light Crude segnano 126,85 dollari con una flessione di 1,57 dollari. I future del Brent segnano 127,78 dollari con una flessione di 1,77 dollari.
7 - IL CALO DEI BONUS PENALIZZA IL FISCO USA.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Si stringe la cinghia nelle Grande Mela: i manager di Wall Street potrebbero vedere infatti i loro bonus dimagrire del 20 per cento. Quella che sembra una boccata di austerità imposta dalla difficoltà dei mercati, rischia però di avere alcune controindicazioni. A lanciare l'allarme è David Paterson il governatore democratico dello Stato di New York, preoccupato che i tagli ai lauti redditi di Borsa si traducano in una diminuzione del gettito fiscale. Secondo i dati dell'Amministrazione, ogni sforbiciata del 10% dei bonus nel mondo finanziario, corrisponde ad una riduzione di 350 milioni di dollari della raccolta fiscale. New York, che prevede per quest'anno una perdita di oltre un miliardo e mezzo di dollari, cerca ora di correre ai ripari. Per Paterson l'unica soluzione è un aiuto pubblico all'economia: il "New Deal" sognato dal governatore potrebbe comprendere misure a favore delle grandi banche in difficoltà. Un aiuto poco disinteressato: i giganti della finanza in crisi sono i più importanti contribuenti per lo Stato di New York.
8 - LA VESPA CONQUISTA GLI STATES.
G. Ve. per "Il Sole 24 Ore" - Negli Stati Uniti l'austerity che ha ucciso i Suv sta spingendo gli americani verso forme di mobilità un po' più economiche. Così, oltre alle utilitarie, sulle ali del barile impazzito vola un simbolo italianissimo: la Vespa. Se in tutti gli States le due ruote hanno aumentato le vendite del 24% a maggio, Piaggio ha fatto registrare una crescita del 105%, una popolarità che la Vespa non conosceva dai tempi di «Vacanze Romane». L'azienda continua a crescere sul mercato americano da tre anni e le ottime prospettive sembrano assicurate anche per giugno. Piaggio, però, non è ancora appagata e promette di sfoderare un asso nella manica per conquistare definitivamente gli Stati Uniti in preda allo shock pe-trolifero: sono previsti entro il prossimo anno nuovi scooter ad alimentazione ibrida. Certo, non avranno il fascino della vecchia Vespa guidata da Gregory Peck nel celebre film, ma promettono lo stesso grandi emozioni: 60 chilometri con un litro, di questi tempi meglio di un sogno hollywoodiano.
9 - LE BANCHE D'AFFARI E MEDIOLANUM.
Al. G. per "Il Sole 24 Ore" - I banchieri d'affari, giustamente, pensano a fare business. Ma per farli, soprattutto in un Paese come l'Italia dove le relazioni contano più delle competenze, spesso è necessario accreditarsi come amici o supporter di progetti vicini a chi governa. Sta di fatto che, da quando Silvio Berlusconi è tornato alla guida del Governo, i dossier sui destini futuri di Mediolanum (partecipata dalla Fininvest) sono cresciuti in modo esponenziale. C'è chi propone integrazioni con grandi gruppi bancari italiani, chi riesuma il vecchio piano d'integrazione con le Generali, chi punta sulla cessione a qualche banca estera.
Nella gran parte dei casi si tratta di un puro e gratuito tentativo di accreditare una vicinanza al Premier, come alcune recenti assunzioni di uomini legati al mondo Fininvest, fatte volutamente pensando di strizzare l'occhio al Cavaliere. Nel caso di Mediolanum, però, ogni tentativo pare velleitario. Il vero patron del gruppo, Ennio Doris, sta solo pensando all'incoronazione del figlio alla guida del gruppo. Ma di cedere l'azienda, non ha alcuna intenzione.
10 - MAXISCONTO IMPREGILO.
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - Il profitto del reato realizzato da Impregilo nel trattamento dei rifiuti in Campania potrebbe costare al gruppo delle costruzioni circa un decimo rispetto a quanto stimato dalla procura di Napoli un anno fa. Oggi finalmente il Tribunale del Riesame dovrebbe pronunciarsi sull´entità del presunto illecito di Impregilo e ordinare così il dissequestro cautelare sui crediti, i beni e i conti correnti del gruppo di costruzioni. Da quanto si evince dalle motivazioni della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, a cui il giudice del Riesame dovrà uniformarsi, la cifra da sequestrare dovrebbe essere ridotta da 750 milioni a circa una settantina. Anche qualcosa di meno, secondo l´interpretazione più ottimistica dei legali di Impregilo. Ad ogni modo, la vera vittoria del gruppo sarà quella di chiudere per sempre la questione della spazzatura partenopea.
Dagospia 23 Luglio 2008