OBAMA È TROPPO MAGRO, L´AMERICA NON LO VOTERÀ - I NERI DELLA FLORIDA LO CONTESTANO, LA FAMIGLIA HILTON PURE - E WAL-MART AIZZA I SUOI MANAGER "OBAMA PERICOLOSO, AIUTA I SINDACATI".
1 - NERI ANTI-OBAMA «CHE FAI PER NOI?»
dal Corriere della Sera - Per la prima volta un comizio di Obama è stato interrotto da un manipolo di contestatori. È avvenuto ieri mattina in Florida, a St. Petersburg, quando tre attivisti neri hanno interrotto il candidato democratico alla Casa Bianca ed esposto uno striscione di fuoco: «E la comunità nera, Obama?», rimproverandogli di non avere preso posizioni nette su numerose questioni, dalla crisi del settore del credito alle violenze da parte della polizia su ragazzi di colore. Il senatore dell'Illinois, che cerca di tenersi lontano dalle fasce estreme dell'attivismo nero, ha faticato a convincere i manifestanti a lasciarlo proseguire. L'episodio è avvenuto nel giorno in cui la questione razziale è balzata al centro della corsa alla Casa Bianca, con uno scambio di accuse tra Obama e McCain.
2 - WAL-MART AIZZA I SUOI MANAGER "OBAMA PERICOLOSO, AIUTA I SINDACATI"
Alex Van Buren per la Repubblica
Il "pericolo Obama" tormenta la grande industria americana. Il senatore democratico aveva appena concluso un discorso ironizzante sui fantasmi evocati dal rivale repubblicano McCain - «vi spaventeranno dicendovi che sono un tipo strano, con un nome strano e una faccia diversa dai presidenti raffigurati sulle banconote» - che già il Wall Street Journal rilanciava l´allarme della Wal-Mart, il gigante del commercio al dettaglio. Se Obama vincerà, avvisa la mega-azienda, si materializzerà l´incubo della comparsa di nuovi sindacati.
Per scongiurarlo, i vertici della Wal-Mart hanno indetto assemblee sull´intero territorio nazionale. Ai dipendenti hanno consegnato un monito: l´introduzione di un collegio sindacale porterà a una riduzione nei posti di lavoro, e a tagli necessari ad assorbire il rialzo nel costo della manodopera. Votare Obama - avvertono i dirigenti - vuol dire spalancare le porte al sindacato. La Wal-Mart è da tempo nel mirino delle categorie dei lavoratori per le paghe ritenute basse e l´assistenza sanitaria inadeguata.
A tutto questo il Wall Street Journal aggiunge un ulteriore motivo di preoccupazione: Barack Obama, fra le sue tante stranezze, è anche dotato di una insolita magrezza; è troppo smilzo rispetto alla corporatura dell´americano medio, che per il 66 per cento tende al grasso, e per il 32 all´obesità, perciò magari non lo voterà. Insomma a pari altezza (1 m. e 86), l´elettore comune pesa almeno cinque chili in più degli 81 di Obama.
Da ciò deriva che l´aspirante candidato democratico «non è in sintonia con l´America»: accusa ripetuta dallo sfidante McCain, assieme a quella di assomigliare alle "starlet" come Paris Hilton e Britney Spears. Cosa che, per inciso, è dispiaciuta assai alla miliardaria dinastia dei Hilton, generosi finanziatori dei repubblicani, e infatti ieri hanno elevato robuste proteste all´indirizzo di McCain. L´ultimo clip sfornato dai repubblicani ieri mostra Obama nei panni di Mosé: "Lo appelleranno 'l´unico´", lo canzona lo script, "e il mondo sarà benedetto".
Eppure le colpe addossate al senatore cadono su un terreno fertile: sui timori dell´elettorato scosso dalle avvisaglie di una recessione economica. Dalla California arriva la notizia dei 22 mila licenziamenti disposti dal governatore Arnold Schwarzenegger, il quale ha anche ridotto gli stipendi di 200 mila dipendenti statali. Una misura d´emergenza necessaria - spiega Schwarzenegger - finché il parlamento della California approverà una legge finanziaria che rifletta lo stato dell´economia. Nell´attesa, manca la copertura finanziaria indispensabile a pagare i dipendenti del settore amministrativo. Il Dipartimento del Lavoro fa sapere che negli Usa quest´anno sono stati persi 463 mila posti di lavoro. E questo, forse più d´ogni altra cosa, agita i sogni dell´America.
Dagospia 02 Agosto 2008
dal Corriere della Sera - Per la prima volta un comizio di Obama è stato interrotto da un manipolo di contestatori. È avvenuto ieri mattina in Florida, a St. Petersburg, quando tre attivisti neri hanno interrotto il candidato democratico alla Casa Bianca ed esposto uno striscione di fuoco: «E la comunità nera, Obama?», rimproverandogli di non avere preso posizioni nette su numerose questioni, dalla crisi del settore del credito alle violenze da parte della polizia su ragazzi di colore. Il senatore dell'Illinois, che cerca di tenersi lontano dalle fasce estreme dell'attivismo nero, ha faticato a convincere i manifestanti a lasciarlo proseguire. L'episodio è avvenuto nel giorno in cui la questione razziale è balzata al centro della corsa alla Casa Bianca, con uno scambio di accuse tra Obama e McCain.
2 - WAL-MART AIZZA I SUOI MANAGER "OBAMA PERICOLOSO, AIUTA I SINDACATI"
Alex Van Buren per la Repubblica
Il "pericolo Obama" tormenta la grande industria americana. Il senatore democratico aveva appena concluso un discorso ironizzante sui fantasmi evocati dal rivale repubblicano McCain - «vi spaventeranno dicendovi che sono un tipo strano, con un nome strano e una faccia diversa dai presidenti raffigurati sulle banconote» - che già il Wall Street Journal rilanciava l´allarme della Wal-Mart, il gigante del commercio al dettaglio. Se Obama vincerà, avvisa la mega-azienda, si materializzerà l´incubo della comparsa di nuovi sindacati.
Per scongiurarlo, i vertici della Wal-Mart hanno indetto assemblee sull´intero territorio nazionale. Ai dipendenti hanno consegnato un monito: l´introduzione di un collegio sindacale porterà a una riduzione nei posti di lavoro, e a tagli necessari ad assorbire il rialzo nel costo della manodopera. Votare Obama - avvertono i dirigenti - vuol dire spalancare le porte al sindacato. La Wal-Mart è da tempo nel mirino delle categorie dei lavoratori per le paghe ritenute basse e l´assistenza sanitaria inadeguata.
A tutto questo il Wall Street Journal aggiunge un ulteriore motivo di preoccupazione: Barack Obama, fra le sue tante stranezze, è anche dotato di una insolita magrezza; è troppo smilzo rispetto alla corporatura dell´americano medio, che per il 66 per cento tende al grasso, e per il 32 all´obesità, perciò magari non lo voterà. Insomma a pari altezza (1 m. e 86), l´elettore comune pesa almeno cinque chili in più degli 81 di Obama.
Da ciò deriva che l´aspirante candidato democratico «non è in sintonia con l´America»: accusa ripetuta dallo sfidante McCain, assieme a quella di assomigliare alle "starlet" come Paris Hilton e Britney Spears. Cosa che, per inciso, è dispiaciuta assai alla miliardaria dinastia dei Hilton, generosi finanziatori dei repubblicani, e infatti ieri hanno elevato robuste proteste all´indirizzo di McCain. L´ultimo clip sfornato dai repubblicani ieri mostra Obama nei panni di Mosé: "Lo appelleranno 'l´unico´", lo canzona lo script, "e il mondo sarà benedetto".
Eppure le colpe addossate al senatore cadono su un terreno fertile: sui timori dell´elettorato scosso dalle avvisaglie di una recessione economica. Dalla California arriva la notizia dei 22 mila licenziamenti disposti dal governatore Arnold Schwarzenegger, il quale ha anche ridotto gli stipendi di 200 mila dipendenti statali. Una misura d´emergenza necessaria - spiega Schwarzenegger - finché il parlamento della California approverà una legge finanziaria che rifletta lo stato dell´economia. Nell´attesa, manca la copertura finanziaria indispensabile a pagare i dipendenti del settore amministrativo. Il Dipartimento del Lavoro fa sapere che negli Usa quest´anno sono stati persi 463 mila posti di lavoro. E questo, forse più d´ogni altra cosa, agita i sogni dell´America.
Dagospia 02 Agosto 2008