IL SULTANO DELL'OMAN ACCOLTO IN SICILIA COME BABBO NATALE
I POTENTI OMAGGIANO, IL POPOLO SUPPLICA. LA LETTERA DEL DISOCCUPATO
"UNA FERRARI PER IL MIO BAMBINO"; "PER ME UNA VILLA E UN LAVORO MIGLIORE".
I POTENTI OMAGGIANO, IL POPOLO SUPPLICA. LA LETTERA DEL DISOCCUPATO
"UNA FERRARI PER IL MIO BAMBINO"; "PER ME UNA VILLA E UN LAVORO MIGLIORE".
Claudia Brunetto per "la Repubblica - Palermo"
1 - GLI OMAGGI DEI POTENTI LE SUPPLICHE DEGLI ULTIMI
Ieri mattina, intorno alle 10,15, è partito dal porto il corteo di tredici Mercedes, tutte di colore diverso e targate Oman, diretto all´aeroporto "Falcone e Borsellino" e scortato dalla polizia e da un mezzo dell´esercito, per accogliere Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman. Sua Altezza è atterrato alle 12,45 a bordo di un volo di Stato dell´Oman, un Boeing 747, proveniente da Parigi per trascorrere qualche giorno di vacanza nel capoluogo siciliano. Con lui un centinaio di accompagnatori. Ad accoglierlo all´aeroporto un picchetto d´onore di diplomatici che hanno così inaugurato la sua permanenza in città. Un saluto anche dalle autorità aeroportuali, dai Carabinieri, dalla Guardia di finanza e dalla Polizia.
Poi a bordo di una Mercedes grigio metallizzata e con il corteo al seguito, Qaboos Bin Said ha fatto strada per il porto dove è arrivato intorno alle 13,30. Qui già dal mattino erano state attivate misure di sicurezza eccezionali con 324 metri di doppie transenne lungo il molo Vittorio Veneto dove dalla scorsa settimana è ormeggiato il panfilo reale "Al Said". Il traffico in via Crispi è stato interrotto per una decina di minuti, fatto che ha scatenato le proteste degli automobilisti. Mentre gli elicotteri della Polizia hanno sorvolato il panfilo pochi minuti prima dell´arrivo del sultano.
Qualche preparativo particolare ha mobilitato il personale del porto. Per esempio coprire con un telo bianco l´insegna del bar sul molo Vittorio Veneto proprio di fronte al panfilo reale e pulire la striscia d´asfalto di fronte alla lussuosa imbarcazione del Sultano. «Non lo avevamo mai fatto prima», hanno dichiarato gli addetti alla pulizia. La gente dietro le transenne lo aspettava già dalle dieci del mattino e quando Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman, è arrivato al porto di Palermo lo ha salutato con un applauso.
La Mercedes grigia, è sfrecciata lungo il molo Vittorio Veneto fino ad accostarsi alla passerella più grande del panfilo "Al Said" abbellita da un tappeto rosso. Appena sceso dalla vettura, il monarca si è rivolto alla folla che lo attendeva e ha alzato la mano destra in segno di saluto accennando un sorriso. A quel punto la gente ha ricambiato applaudendo. Poi nel giro di qualche secondo il Sultano, vestito con un abito grigio e il copricapo di astrakan, è sparito all´interno del panfilo.
Lo staff di Qaboos Bin Said ha ribadito che il sultano è a Palermo in vacanza e non ha in programma incontri istituzionali. Dopo il pranzo ha trascorso la sua prima giornata a Palermo a bordo dell´imbarcazione fra i libri, la musica e il meritato riposo che esige un vacanza di relax. In compenso Villa Igiea dove sono ospitate le più importanti personalità dell´Oman ieri pomeriggio si è svuotata, perché tutto lo staff è andato a trovare il sultano sul panfilo. Fra i programmi dei prossimi giorni forse un giro della costa a bordo di uno dei mega yacht.
Da ieri sono state affisse in tutte le vetrine della città, le locandine di invito al concerto della banda militare della guardia reale del sultanato dell´Oman previsto per oggi alle 19,30 davanti al teatro Massimo. Per l´esibizione è stata allestita un´area tecnica e un parterre da 250 posti riservati, secondo quanto previsto dal protocollo del sultanato. Il concerto è comunque aperto a tutti i cittadini. Per loro sono previsti alla fine dell´esibizione piccoli gadget. Probabile che, durante il concerto, l´ambasciatore dell´Oman annunci il regalo, in danaro, che Sua Altezza riserva alle città delle quali è ospite. A Bari, per esempio, il monarca ha donato 5 milioni di euro per borse di studio e strutture ospedaliere. Domani sera su "Al Said" ci sarà la cena con i ministri. E venerdì sulla nave appoggio presumibilmente quella con le autorità locali anche se gli inviti ufficiali non sono ancora arrivati.
2 - LE SPERANZE DIETRO LE TRANSENNE "MAESTÀ, VOGLIAMO UN LAVORO"
Un cenno di saluto alla folla che aspettava il suo arrivo, poi subito a bordo del panfilo reale. Da ieri Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman, ha cominciato la vacanza a Palermo. Il monarca è atterrato all´aeroporto "Falcone e Borsellino" alle 12,45 e da lì ha raggiunto il porto a bordo di una delle tredici Mercedes che compongono il parco auto al suo seguito. Il primo giorno palermitano Sua Altezza lo ha trascorso sul maxi-yacht reale. Difficile che ne scenda oggi quando, alle 19,30, si terrà davanti al teatro Massimo il concerto della banda nazionale omanita che il sovrano offre alla città. Per il momento non sono in programma incontri istituzionali.
Rosario Romano è uno dei tanti palermitani che ieri mattina sotto il sole cocente hanno atteso al porto per ore l´arrivo del sultano. «Vorrei tanto riuscire a consegnargli questo messaggio - dice Romano - Potrei fare il cameriere sulla sua nave o il cuoco, sono molto bravo in cucina. Il fatto che lui sia qui significherà pure qualcosa. I palermitani hanno bisogno di aiuto, forse almeno sua maestà può fare qualcosa». Dietro le doppie transenne del molo Vittorio Veneto in direzione del panfilo «Al Said» circa duecento persone si sono lanciate in speranze e sogni a occhi aperti, come se il sultano fosse arrivato in Sicilia per risolvere i problemi della città.
Nessuno di loro, infatti, crede alla storia della visita in Sicilia per una semplice vacanza. Come è accaduto in Puglia, sono sicuri che anche qui Qaboos Bin Said sorprenderà con qualche dono: «Ci auguriamo che lasci un po´ di soldi alla nostra città, ma anche a noi - dice Giuseppe D´Arpa - non mi dispiacerebbe ricevere un suo omaggio in denaro. Tanto per lui un euro in più o in meno non fa certo la differenza. A noi cambierebbe invece la vita».
In alto macchine fotografiche, telefonini cellulari pronti a scattare immagini e telecamere prese in prestito anche da qualche amico per l´occasione. Angelina La Monica con il figlio Giovanni non stacca gli occhi dal panfilo: «Per il bambino una Ferrari andrebbe bene - dice la signora - Per me, invece, una villa sul mare e un lavoro migliore. Finché c´è vita, c´è speranza». Il tempo scorre, ma nessuno abbandona la sua postazione conquistata a fatica: «Non mi importa quanto c´è da aspettare - dice Libero Alabiso - sono molto curioso, ho letto di lui sui giornali. Certo sarebbe bello pensare che farà dei doni alla città. Del resto si è dimostrato altrove molto generoso».
Gli fa eco Annalisa Carlino: «Speriamo di vederlo - dice la signora - almeno per un istante. Dicono che sia un uomo buono e anche io avrei qualche richiesta da fargli». Se avessero potuto esprimere un desiderio al sultano, la maggior parte di loro avrebbe chiesto un lavoro per sé o per i propri figli. «Lui ha tanti soldi - dice Giusy La Barbera - Io, invece, non ho neanche un lavoro. E neanche i miei figli. Forse il nostro è solo un sogno. Ma intanto stiamo qui ad aspettarlo». Altri avrebbero chiesto assegni in bianco e lussuose residenze estive. Altri ancora soltanto una vacanza visto che qualcuno non si ricorda più che sapore ha: «Quanto mi piacerebbe andare in giro per il mondo come fa il sultano - dice Chiara Moncada con tutta la famiglia ad attendere il sultano - Mi basterebbe anche avere i soldi per fare un viaggio. È da una vita che non parto».
Qualcuno addirittura coltivava l´illusione che una volta sceso dalla sua Mercedes il sultano avrebbe lanciato alla folla banconote e regali: «Non si sa mai - dice Giuseppe Puccio - Magari si impietosisce a vederci fermi qui da tempo e ci regala qualcosa». Ma non ci sono soltanto disoccupati, casalinghe e famiglie ad attendere le munifiche mosse del sultano. Anche il mondo del commercio cittadino, dalle gioiellerie ai generi alimentari si è mobilitato per fargli pervenire un omaggio. Ieri mattina al porto è arrivata anche una partita di cannoli di Piana degli Albanesi, ma anche questa è stata rispedita indietro come tutto il resto.
Molti titolari dei negozi di abbigliamento attendono ancora di vedere entrare nelle loro boutique almeno qualcuna delle ottocento persone al seguito del sultano decisa a concedersi uno shopping sostanzioso. Purtroppo però i diversi tentativi di far pervenire al panfilo di Qaboos Bin Said qualunque tipo di dono fino a ora sono miseramente falliti. Secondo il protocollo è assolutamente vietato accettare pacchi regalo anche per motivi di sicurezza.
C´è chi allora vorrebbe quantomeno lanciare al sultano un messaggio di stima in nome della sua fama di monarca illuminato e amato dal popolo: «Sappiamo che non riceve doni - dice Irma Fiorentino dell´omonima gioielleria - così avevo pensato di fargli avere almeno un mio personale messaggio di saluto. Abbiamo interessi comuni e lo stimo molto come uomo politico. E volevo anche ringraziarlo per essere passato dalla nostra città».
Silvano Barraja proprietario di una delle più note gioiellerie della città non ha ancora visto nessun componente dello staff del sultano aggirarsi per i negozi del centro della città: «Siamo un po´ stupiti di non avere visto ancora nessuno - dice Barraja con un po´ di rammarico - Abbiamo anche i biglietti da visita dell´azienda scritti in arabo esposti in vetrina, ma qui non ha comprato nessuno. Noi siamo pronti ad accoglierli. D´altronde il porto è inaccessibile e i nostri eventuali doni non sarebbero mai arrivati al sultano». Qualche arabo si è affacciato invece al negozio «Dell´Oglio» in via Ruggero Settimo: «Hanno acquistato un pantalone nei giorni scorsi - dice il personale - Ma attendiamo ancora le grandi spese. O almeno speriamo».
Solo speranze anche da Torregrossa sempre in via Ruggero Settimo dove nessun acquisto eccezionale è stato effettuato in questi gironi di permanenza sull´Isola dalle autorità dell´Oman. Lo stesso presidente della Regione Raffaele Lombardo ha tirato in ballo qualche dono che sarebbe molto gradito all´Isola: «Hanno dei cavalli di razza araba bianca davvero straordinari - dice il governatore - E a noi ne servirebbero alcuni per ripopolare l´Istituto ippico regionale». Dallo staff del sultano intanto sottolineano che se la beneficenza arriverà anche per Palermo sarà fatta in silenzio in accordo con la discrezione di sua maestà.
Dagospia 06 Agosto 2008
1 - GLI OMAGGI DEI POTENTI LE SUPPLICHE DEGLI ULTIMI
Ieri mattina, intorno alle 10,15, è partito dal porto il corteo di tredici Mercedes, tutte di colore diverso e targate Oman, diretto all´aeroporto "Falcone e Borsellino" e scortato dalla polizia e da un mezzo dell´esercito, per accogliere Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman. Sua Altezza è atterrato alle 12,45 a bordo di un volo di Stato dell´Oman, un Boeing 747, proveniente da Parigi per trascorrere qualche giorno di vacanza nel capoluogo siciliano. Con lui un centinaio di accompagnatori. Ad accoglierlo all´aeroporto un picchetto d´onore di diplomatici che hanno così inaugurato la sua permanenza in città. Un saluto anche dalle autorità aeroportuali, dai Carabinieri, dalla Guardia di finanza e dalla Polizia.
Poi a bordo di una Mercedes grigio metallizzata e con il corteo al seguito, Qaboos Bin Said ha fatto strada per il porto dove è arrivato intorno alle 13,30. Qui già dal mattino erano state attivate misure di sicurezza eccezionali con 324 metri di doppie transenne lungo il molo Vittorio Veneto dove dalla scorsa settimana è ormeggiato il panfilo reale "Al Said". Il traffico in via Crispi è stato interrotto per una decina di minuti, fatto che ha scatenato le proteste degli automobilisti. Mentre gli elicotteri della Polizia hanno sorvolato il panfilo pochi minuti prima dell´arrivo del sultano.
Qualche preparativo particolare ha mobilitato il personale del porto. Per esempio coprire con un telo bianco l´insegna del bar sul molo Vittorio Veneto proprio di fronte al panfilo reale e pulire la striscia d´asfalto di fronte alla lussuosa imbarcazione del Sultano. «Non lo avevamo mai fatto prima», hanno dichiarato gli addetti alla pulizia. La gente dietro le transenne lo aspettava già dalle dieci del mattino e quando Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman, è arrivato al porto di Palermo lo ha salutato con un applauso.
La Mercedes grigia, è sfrecciata lungo il molo Vittorio Veneto fino ad accostarsi alla passerella più grande del panfilo "Al Said" abbellita da un tappeto rosso. Appena sceso dalla vettura, il monarca si è rivolto alla folla che lo attendeva e ha alzato la mano destra in segno di saluto accennando un sorriso. A quel punto la gente ha ricambiato applaudendo. Poi nel giro di qualche secondo il Sultano, vestito con un abito grigio e il copricapo di astrakan, è sparito all´interno del panfilo.
Lo staff di Qaboos Bin Said ha ribadito che il sultano è a Palermo in vacanza e non ha in programma incontri istituzionali. Dopo il pranzo ha trascorso la sua prima giornata a Palermo a bordo dell´imbarcazione fra i libri, la musica e il meritato riposo che esige un vacanza di relax. In compenso Villa Igiea dove sono ospitate le più importanti personalità dell´Oman ieri pomeriggio si è svuotata, perché tutto lo staff è andato a trovare il sultano sul panfilo. Fra i programmi dei prossimi giorni forse un giro della costa a bordo di uno dei mega yacht.
Da ieri sono state affisse in tutte le vetrine della città, le locandine di invito al concerto della banda militare della guardia reale del sultanato dell´Oman previsto per oggi alle 19,30 davanti al teatro Massimo. Per l´esibizione è stata allestita un´area tecnica e un parterre da 250 posti riservati, secondo quanto previsto dal protocollo del sultanato. Il concerto è comunque aperto a tutti i cittadini. Per loro sono previsti alla fine dell´esibizione piccoli gadget. Probabile che, durante il concerto, l´ambasciatore dell´Oman annunci il regalo, in danaro, che Sua Altezza riserva alle città delle quali è ospite. A Bari, per esempio, il monarca ha donato 5 milioni di euro per borse di studio e strutture ospedaliere. Domani sera su "Al Said" ci sarà la cena con i ministri. E venerdì sulla nave appoggio presumibilmente quella con le autorità locali anche se gli inviti ufficiali non sono ancora arrivati.
2 - LE SPERANZE DIETRO LE TRANSENNE "MAESTÀ, VOGLIAMO UN LAVORO"
Un cenno di saluto alla folla che aspettava il suo arrivo, poi subito a bordo del panfilo reale. Da ieri Qaboos Bin Said, sultano dell´Oman, ha cominciato la vacanza a Palermo. Il monarca è atterrato all´aeroporto "Falcone e Borsellino" alle 12,45 e da lì ha raggiunto il porto a bordo di una delle tredici Mercedes che compongono il parco auto al suo seguito. Il primo giorno palermitano Sua Altezza lo ha trascorso sul maxi-yacht reale. Difficile che ne scenda oggi quando, alle 19,30, si terrà davanti al teatro Massimo il concerto della banda nazionale omanita che il sovrano offre alla città. Per il momento non sono in programma incontri istituzionali.
Rosario Romano è uno dei tanti palermitani che ieri mattina sotto il sole cocente hanno atteso al porto per ore l´arrivo del sultano. «Vorrei tanto riuscire a consegnargli questo messaggio - dice Romano - Potrei fare il cameriere sulla sua nave o il cuoco, sono molto bravo in cucina. Il fatto che lui sia qui significherà pure qualcosa. I palermitani hanno bisogno di aiuto, forse almeno sua maestà può fare qualcosa». Dietro le doppie transenne del molo Vittorio Veneto in direzione del panfilo «Al Said» circa duecento persone si sono lanciate in speranze e sogni a occhi aperti, come se il sultano fosse arrivato in Sicilia per risolvere i problemi della città.
Nessuno di loro, infatti, crede alla storia della visita in Sicilia per una semplice vacanza. Come è accaduto in Puglia, sono sicuri che anche qui Qaboos Bin Said sorprenderà con qualche dono: «Ci auguriamo che lasci un po´ di soldi alla nostra città, ma anche a noi - dice Giuseppe D´Arpa - non mi dispiacerebbe ricevere un suo omaggio in denaro. Tanto per lui un euro in più o in meno non fa certo la differenza. A noi cambierebbe invece la vita».
In alto macchine fotografiche, telefonini cellulari pronti a scattare immagini e telecamere prese in prestito anche da qualche amico per l´occasione. Angelina La Monica con il figlio Giovanni non stacca gli occhi dal panfilo: «Per il bambino una Ferrari andrebbe bene - dice la signora - Per me, invece, una villa sul mare e un lavoro migliore. Finché c´è vita, c´è speranza». Il tempo scorre, ma nessuno abbandona la sua postazione conquistata a fatica: «Non mi importa quanto c´è da aspettare - dice Libero Alabiso - sono molto curioso, ho letto di lui sui giornali. Certo sarebbe bello pensare che farà dei doni alla città. Del resto si è dimostrato altrove molto generoso».
Gli fa eco Annalisa Carlino: «Speriamo di vederlo - dice la signora - almeno per un istante. Dicono che sia un uomo buono e anche io avrei qualche richiesta da fargli». Se avessero potuto esprimere un desiderio al sultano, la maggior parte di loro avrebbe chiesto un lavoro per sé o per i propri figli. «Lui ha tanti soldi - dice Giusy La Barbera - Io, invece, non ho neanche un lavoro. E neanche i miei figli. Forse il nostro è solo un sogno. Ma intanto stiamo qui ad aspettarlo». Altri avrebbero chiesto assegni in bianco e lussuose residenze estive. Altri ancora soltanto una vacanza visto che qualcuno non si ricorda più che sapore ha: «Quanto mi piacerebbe andare in giro per il mondo come fa il sultano - dice Chiara Moncada con tutta la famiglia ad attendere il sultano - Mi basterebbe anche avere i soldi per fare un viaggio. È da una vita che non parto».
Qualcuno addirittura coltivava l´illusione che una volta sceso dalla sua Mercedes il sultano avrebbe lanciato alla folla banconote e regali: «Non si sa mai - dice Giuseppe Puccio - Magari si impietosisce a vederci fermi qui da tempo e ci regala qualcosa». Ma non ci sono soltanto disoccupati, casalinghe e famiglie ad attendere le munifiche mosse del sultano. Anche il mondo del commercio cittadino, dalle gioiellerie ai generi alimentari si è mobilitato per fargli pervenire un omaggio. Ieri mattina al porto è arrivata anche una partita di cannoli di Piana degli Albanesi, ma anche questa è stata rispedita indietro come tutto il resto.
Molti titolari dei negozi di abbigliamento attendono ancora di vedere entrare nelle loro boutique almeno qualcuna delle ottocento persone al seguito del sultano decisa a concedersi uno shopping sostanzioso. Purtroppo però i diversi tentativi di far pervenire al panfilo di Qaboos Bin Said qualunque tipo di dono fino a ora sono miseramente falliti. Secondo il protocollo è assolutamente vietato accettare pacchi regalo anche per motivi di sicurezza.
C´è chi allora vorrebbe quantomeno lanciare al sultano un messaggio di stima in nome della sua fama di monarca illuminato e amato dal popolo: «Sappiamo che non riceve doni - dice Irma Fiorentino dell´omonima gioielleria - così avevo pensato di fargli avere almeno un mio personale messaggio di saluto. Abbiamo interessi comuni e lo stimo molto come uomo politico. E volevo anche ringraziarlo per essere passato dalla nostra città».
Silvano Barraja proprietario di una delle più note gioiellerie della città non ha ancora visto nessun componente dello staff del sultano aggirarsi per i negozi del centro della città: «Siamo un po´ stupiti di non avere visto ancora nessuno - dice Barraja con un po´ di rammarico - Abbiamo anche i biglietti da visita dell´azienda scritti in arabo esposti in vetrina, ma qui non ha comprato nessuno. Noi siamo pronti ad accoglierli. D´altronde il porto è inaccessibile e i nostri eventuali doni non sarebbero mai arrivati al sultano». Qualche arabo si è affacciato invece al negozio «Dell´Oglio» in via Ruggero Settimo: «Hanno acquistato un pantalone nei giorni scorsi - dice il personale - Ma attendiamo ancora le grandi spese. O almeno speriamo».
Solo speranze anche da Torregrossa sempre in via Ruggero Settimo dove nessun acquisto eccezionale è stato effettuato in questi gironi di permanenza sull´Isola dalle autorità dell´Oman. Lo stesso presidente della Regione Raffaele Lombardo ha tirato in ballo qualche dono che sarebbe molto gradito all´Isola: «Hanno dei cavalli di razza araba bianca davvero straordinari - dice il governatore - E a noi ne servirebbero alcuni per ripopolare l´Istituto ippico regionale». Dallo staff del sultano intanto sottolineano che se la beneficenza arriverà anche per Palermo sarà fatta in silenzio in accordo con la discrezione di sua maestà.
Dagospia 06 Agosto 2008