AMATO E BASSANINI CHEZ ALEMANNO PER CONTO DI CARLETTO E WALTER
LA MISSIONE È "NASCONDERE" IL BUCO DI VELTRONI E PRIVATIZZARE L'ACEA
ACEA: L'ULTIMO GIOIELLO DI ROMA CHE FA GOLA A DEBENEDETTI E CALTAGIRONE.

Perché i due dioscuri del centrosinistra, Amato e Bassanini si gettano fra le braccia di Alemanno per formare una commissione Attalì de Noantri?
Secondo voci maligne, avrebbero una doppia missione da compiere. Da una parte chiudere il buco del debito capitolino lasciato da Veltroni, e dall'altra curare per il loro amico Ingegnere la privatizzazione dell'ultimo gioiello del Comune di Roma. La società di energia, gas e luce Acea, che non solo sta tanto a cuore a Caltagirone (già azionista), ma anche a Carlo De Benedetti..


1 - AMATO DICE SÌ AD ALEMANNO.
Giovanna Vitale per "la Repubblica"

Giuliano Amato ha detto sì. Sarà l´ex premier socialista, già ministro nell´esecutivo Prodi, il presidente della Commissione di riforme bipartisan voluta dal sindaco Alemanno sulla falsariga di quella varata da Sarkozy in Francia. Come il capo dello Stato transalpino, che chiamò a dirigerla Jaques Attali - economista, banchiere ma soprattutto consigliere di Mitterand -, anche l´inquilino del Campidoglio ha deciso di affidare a una personalità super partes il coordinamento del gruppo di lavoro chiamato a ridisegnare l´assetto istituzionale della capitale d´Italia. Sarebbe stato il governatore Piero Marrazzo a suggerire il suo nome ad Alemanno, il quale gli ha subito telefonato per sondarne la disponibilità. I due, tra l´altro, si conoscono bene: entrambi membri dell´Aspen Institute, stamattina terranno insieme la conferenza stampa di presentazione.

La prima convocazione è fissata a settembre. Si chiamerà "Commissione per promuovere lo sviluppo di Roma capitale", resterà in carica tre mesi e avrà una sua sede dove svolgere incontri e audizioni. Formata da una trentina di persone, sarà divisa in due sub-commissioni. La prima riunirà soprattutto costituzionalisti, indicati anche dai presidenti di Regione e Provincia, con il compito di definire il nuovo assetto istituzionale della capitale. Tra i componenti in quota Alemanno filtrano i nomi di Enzo Cheli, già presidente dell´Autorità per le Comunicazioni nonché ordinario all´università di Firenze; Beniamino Caravita, avvocato con cattedra di diritto pubblico; Antonio Marzano, ex ministro di Fi ora presidente del Cnel. In quota Zingaretti dovrebbero invece entrare l´ex ministro ds Franco Bassanini (tra l´altro membro della Commissione Attali originale), il professor Vincenzo Cerulli Irelli, il responsabile dell´area istituzionale dell´Upi Gaetano Palombelli.

L´altra sub-commissione avrà invece il compito di creare una "banca progetti" da presentare alle forze imprenditoriali e al mondo finanziario, nazionale e internazionale. Il numero 1 dovrebbe essere Gian Maria Fara, sociologo e presidente di Eurispes.
Tuttavia un piccolo giallo colora la vigilia del battesimo. «Io nella Commissione Amato? A me risulta un´altra cosa» risponde Bassanini. «Il presidente Zingaretti mi ha chiesto di far parte di una commissione interistituzionale per la riforma di Roma capitale, ma dubito che possa confluire in quella. A meno che non sia un´altra cosa rispetto a quella di Sarkozy, il quale chiamò Attali, lasciandolo libero di scegliersi la sua équipe. Una garanzia di indipendenza».

Critico sul metodo anche Zingaretti: «Come Provincia siamo interessati solo a un confronto sui temi istituzionali. Altre iniziative sono legittime ma riguardano esclusivamente il sindaco». Un modo elegante per respingere ogni inciucio. Denunciato pure dal senatore Riccardo Milana, segretario romano dei democratici: «Se si tratta di una commissione per elaborare quei progetti che un Alemanno a corto di idee non ha, è un problema suo. Amato aderisce a titolo personale, il Pd non è coinvolto in alcun modo». Ironico Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd: «Bisogna capire quali sono i contenuti di questa commissione, anche se fatico a trovare il senso di farla su scala comunale. Mi sembra più un tentativo di protagonismo di Alemanno, al quale forse il ruolo di sindaco di Roma inizia a stare stretto»



2 - ALEMANNO, ECCO LA "ATTALI DE NOANTRI".
(Agi) - 'Qualcuno gia' la chiama la Attali de noantri'. Scherza, Gianni Alemanno, presentando il vertice della Commissione per lo sviluppo di Roma Capitale. 'Habemus presidente', dice con un largo sorriso rivolgendosi a Giuliano Amato. E lui, il dottor Sottile, fantastica ancora sul nome: 'Mi fareste un piacere - dice ai giornalisti - se la chiamaste Commissione Amato o Amato', alla francese'. Al di la' delle battute, il sindaco spiega di aver scelto l'ex ministro dell'Interno 'per l'alto valore culturale e istituzionale che la sua presenza dara' alla Commissione' e che gli altri due enti locali, Provincia di Roma e Regione Lazio, 'concorreranno alla scelta delle altre personalita' da inserire nell'organigramma'.

'Poche decine di persone', auspica Amato, 'la comporranno' mentre per la sede il sindaco pensa a 'un luogo dal forte valore simbolico, probabilmente di proprieta' del Comune di Roma, dove la Commissione si riunira' e terra' le sue audizioni'. E si dividera' su alcuni temi: 'Non e' escluso che questo possa accadere', aggiunge Alemanno, 'e in quel caso si prendera' atto che dalla riunione sono uscite una, due o tre proposte diverse'. 'L'importante e' che su alcuni grandi temi come le riforme gli italiani sappiano che ci sono posizioni comuni', chiosa Amato. L'organico della Commissione dovrebbe essere definito all'inizio dell'autunno. Come gia' fatto sapere, il lavoro durera' in carica tre mesi, 'non oltre la fine dell'anno'. I nomi scelti per l'organico saranno funzionali alle due sottocommissioni che si occuperanno, rispettivamente di Riforme per Roma Capitale e di Sviluppo.

I progetti per lo sviluppo, innanzi tutto: 'Ci aspettiamo grande concretezza e idee da mettere immediatamente in pratica, per dare una dimensione internazionale ad una citta' come Roma', spiega il sindaco. 'Per questo bisogna attrezzarsi e pensare a progetti credibili. Abbiamo bisogno che Roma, con il suo patrimonio storico e culturale, diventi la capitale della creativita' presente e futura'. E Giuliano Amato: 'Noi che amiamo questa citta' non possiamo non avere piacere a vederla attraversata da tanti turisti. Vorremo pero' che la citta' sia caratterizzata non solo dal suo grande passato, ma che anche le nostre generazioni lascino un segno'. Non che l'ex ministro non veda la trasformazione che ha portato la capitale, da citta' burocratica con un'economia incentrata quasi esclusivamente sull'edilizia a 'citta' con una forte economia dei servizi', ma 'c'e' ancora tanto da fare perche' queste trasformazioni portino frutti nel tempo. La domanda che ci dobbiamo fare e': 'Come pensiamo che debba essere questa citta' fra trenta anni?'.

3 - ALEMANNO: PER AMATO CONSULTATI FINI E BERLUSCONI.
(Agi)
- Per la realizzazione della Commissione per lo sviluppo di Roma Capitale e, piu' in particolare, per la scelta di Giuliano Amato quale suo presidente, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si e' 'consultato con Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi'. Alemanno lo ha riferito ai giornalisti al termine della conferenza stampa in cui la Commissione e' stata presentata, oggi nella Sala delle Bandiere del Campidoglio: 'Certo che li ho consultati. Il progetto della Commissione fa parte del mio programma elettorale e c'e' stato un confronto a 360 gradi'. La scelta di Amato, d'altra parte, e' scaturita quasi spontaneamente nella mente di Alemanno 'per aver lavorato insieme a lui all'Aspen Institute, l'unico luogo veramente bipartisan, guidato prima dallo stesso Amato e, oggi, dal ministro Tremonti'.


Dagospia 07 Agosto 2008