LA COMPAGNA SANTADECHÉ LOTTA INSIEME A NOI: “IL BILLIONAIRE? ANDREBBE CHIUSO”
“SÌ, MI VERGOGNO DELLA SARDEGNA CAFONAL. OGGI LA GENTE FA FATICA A CAMPARE”
INTANTO GLI OSPITI PIÙ ASSIDUI DI VILLE E HOTEL SONO I LADRI: FURTO DI 2 MILIONI DI €

1 – LA COSTA SMERDATA
Umberto Rosso per La Repubblica


«Io, pentita del Billionaire». Metti una sera a cena, su un traghetto anni venti che dondola all´ancora della Costa Smeralda, e un «atto di dolore» che sorprende assai. «Basta con le veline. Addio a Porto Rotondo, a Porto Cervo, alla Sardegna dei miliardari e del cafonal, che forse l´hanno rovinata. Meglio, l´abbiamo rovinata. Così diseducativo. E il Billionaire oggi andrebbe chiuso. Perché io mi sento a disagio, e sì mi vergogno, vedendo quanto la gente di questi tempi faccia fatica a campare».

Chi parla? Un rivoluzionario di professione? Diliberto? Il capo della Quarta Internazionale? Daniela Santanchè, pasionaria "in uscita" della destra di Storace, proprio lei, anima delle lunghe, luccicanti e mondanissime notti della Costa Smeralda, nonché proprietaria medesima (insieme a Briatore) del tempio-vip che andrebbe buttato giù. Il Billionaire appunto.

Non sarà che va male, il piatto piange e il pentimento sta tutto lì? Se la ride. «Macchè. Mai così bene, sempre affollato, champagne nei bicchieri. Non è questo. E´ che è finita un´epoca, si è chiusa per sempre una stagione. Quella del lusso da sbattere in faccia, da sbandierare. Del Billionarie. Delle Ferrari. E di tutte `ste barche enormi, cafonissime, con la gente normale che passa, ti guarda, e ti sputerebbe in faccia. Io la mia Aston Martin ora la lascio sempre nel garage».

L´Aston Martin, la macchina di 007 per capirsi, su cui un giorno di 15 anni fa si presentò al debutto da consigliere provinciale a Milano, con il suo amico (allora) La Russa che schiumava «pazza, qui ci inseguono coi forconi». A `Gnazio, che non la vuole dentro il Pdl ma forse (dice lei) ci ripensa, deve dare atto che quel low profile allora snobbato oggi sarebbe la scelta da fare. «E chi prima di tutti gli altri ha fiutato l´aria, ha capito che quei tempi sono per sempre alle nostre spalle?».

Lui, quel signore che se ne sta a Villa Certosa, acquartierato nella reggia sul mare? Quello al quale, frase celebre della ex deputata di An, «tanto io non gliela do»? Ma certo, Silvio Berlusconi. «Ecco perché quest´estate non si è mai fatto vedere in giro, ha disertato tutte le feste, non ha mai messo piede al Billionaire. Fino all´anno scorso bisognava legarlo per impedirgli di andare. Ma quali nottate sugli yacht con 400 persone. Serate da 40 mila euro a botta. In casa. Con la moglie, mano nella mano, i figli, i nipotini».

Lei, la Santanchè pentita, racconta di aver fatto lo stesso in queste vacanze in Costa Smeralda trascorse sull´"Over The Raimbow", assai più interessata alle sorti editoriali della operetta morale vergata insieme a Vittorio Feltri («Sesso potere e intercettazioni ai tempi del Cav») che a feste e amorazzi: «Sempre sulla barca, mai scesa in piazzetta, e ora finalmente parto per Forte dei Marmi e Cortina. Qui tanto hanno in mano tutto russi e arabi. E se mi siedo al bar, due caffè, un Bellini e un´acqua minerale, centotrenta euro. Centotrenta euro. Avrei dovuto chiamare la Guardia di Finanza». Anche i ricchi piangono.



2 – GLI OSPITI PIÙ ASSIDUI DI VILLE E HOTEL SONO I LADRI: UN MAGNATE RUSSO 2 MILIONI DI EURO
Nicola Pinna per La Stampa


Un colpo impossibile, perfetto: quasi da film, stile Ocean’s Eleven. Ma in questo caso, invece che tecnologie da 007, per violare uno dei santuari della sicurezza i ladri hanno utilizzato un rozzo piede di porco. Si sono infilati nei corridoi dell'hotel Villa Romazzino e senza troppe difficoltà hanno svuotato la cassaforte della suite di un magnate russo che da qualche anno trascorre le vacanze in Costa Smeralda. Nella cassette di sicurezza erano custoditi i gioielli della famiglia e contanti: la banda è riuscita a portarsi via un bottino di oltre due milioni di euro.


Nei corridoi dell’esclusivo hotel a cinque stelle di Porto Cervo non ci sono le telecamere a circuito chiuso e così i ladri sono riusciti a passare inosservati in mezzo al viavai di turisti che si spostano da una parte del hotel. Sapevano bene quale stanza prendere di mira e senza troppe difficoltà hanno messo a segno uno dei furti più clamorosi tra quelli commessi nel paradiso dei ricchi. Tutto in pochi minuti: con un piede di porco sono riusciti a scassinare la cassaforte e senza dare nell’occhio hanno avuto tutto il tempo di allontanarsi. Nessuno si è reso conto di nulla, fino a quando il magnate non è tornato in albergo e ha trovato il forziere sfondato. E vuoto.

Quelli che hanno svaligiato la cassaforte del miliardario russo erano ladri ben informati: sapevano con precisione quale suite occupasse e sapevano anche dove mettere le mani. Tant’è che hanno completato il piano in poco tempo e con estrema facilità. Riuscendo persino a sfuggire allo sguardo delle guardie che sorvegliano gli ingressi dell'hotel Romazzino.

«Questo episodio fa tanto scalpore solo perché un furto a Porto Cervo è un fatto raro - sottolinea la portavoce di Tom Barrack, il miliardario americano-libanese proprietario di tutti gli alberghi di lusso della Costa Smeralda -. La criminalità è in crescita a livello internazionale e le destinazioni di lusso sono quelle maggiormente prese di mira».

«Comunque, la sicurezza in ognuno degli hotel a cinque stelle gestiti dalla Starwood e in anche in tutti gli altri della Costa Smeralda è riconosciuta a livello internazionale - precisa Manuela Raffaiani -. Per questo motivo, i clienti degli alberghi e i proprietari delle ville ritornano ogni anno per godersi la pace e la bellezza di un luogo meraviglioso come la Sardegna».

In realtà durante l’estate i ladri hanno visitato decine di ville tra Porto Cervo e Porto Rotondo. I furti messi a segno solo quest’anno, così risulta dalle denunce presentate alla polizia e ai carabinieri, hanno già superato quota quaranta, per un bottino complessivo di circa 5 milioni. Una banda specializzata, forse composta sempre dagli stessi uomini, ha colpito all'interno di alcune case e persino nelle stanze di diversi alberghi.

Anche lo scorso anno, un commando armato di trapano e cacciavite, ha fatto il giro delle residenze più lussuose della Gallura, dando non pochi problemi investigativi alle forze dell’ordine e alle guardie del Consorzio Costa Smeralda che tengono d'occhio i villaggi e le case dei ricchi. «La sorveglianza assicurata dagli alberghi e dal nostro servizio di vigilanza è ai massimi livelli e grazie all'incremento degli uomini e all'utilizzo di sistemi tecnologici si è registrato un calo notevole dei furti - aggiungono dalla Starwood -. Non è un caso, infatti, se le forze dell’ordine si avvalgono costantemente del supporto del personale e delle tecnologie del Servizio Vigilanza Costa Smeralda, per controllare tutto il territorio e sventare attività criminali».


Dagospia 20 Agosto 2008