SCALFARI SOGNA DI DIVENTARE SENATORE A VITA - BERTONE FORMA I NUOVI MANAGER TRA I SALESIANI - IL "VASTO PROGRAMMA" DI MACHO DI PIETRO - BONDI ALLA FESTA PD CONTRO CERAMI. E SINIBALDI.
Pierre de Nolac per Italia Oggi
1 - SCALFARI SOGNA DI DIVENTARE SENATORE A VITA
C'è chi racconta che, a margine della colazione ampezzana tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente dell'Acea Fabiano Fabiani, sia spuntata anche l'idea di inserire nella commissione Attali (de 'noantri) il nome del fondatore del quotidiano la Repubblica Eugenio Scalfari. Lui, il giornalista che trascorrendo il suo viaggio di nozze con Serena Rossetti non si è fatto mancare un incontro pubblico con Sandro Bondi, è proprio a Cortina.
Ma chi lo conosce bene è incerto su quale potrebbe essere la risposta di Scalfari, davanti all'offerta capitolina: sa, invece, che Eugenio ambirebbe (e da tempo) a un altro tipo di carica, quella di senatore a vita. Ha già conosciuto la vita parlamentare, tanti anni fa, grazie al Partito socialista italiano, e pare che un riconoscimento come il laticlavio presidenziale lo emozionerebbe. Ma dal Quirinale Giorgio Napolitano non ha alcuna intenzione di fare questo tipo di nomine: anche perché al primo posto della lista, tra le persone a lui più vicine, conosciute fin dall'infanzia, si troverebbe un intellettuale come il regista Francesco Rosi.
2 - BERTONE FORMA I NUOVI MANAGER TRA I SALESIANI
Il cardinale Tarcisio Bertone ha bisogno urgentemente di un gruppo di nuovi manager. Da quando è arrivato a guidare la Segreteria di Stato si è accorto dell'assenza di giovani figure professionali, oltre che della necessità di rilanciare la realtà degli oratori sparsi in tutta Italia: in più di salesiani come lui ce ne sono davvero pochi. Bertone è stato il primo salesiano a raggiungere un grado così alto di responsabilità nella Chiesa cattolica: con questa motivazione, si dice nei sacri palazzi, è nato un nuovo master presso la Pontificia università salesiana di Roma.
Formerà "responsabili/coordinatori di oratorio", i corsi inizieranno nel prossimo mese di novembre, e si tratta della prima proposta accademica per rivalutare la funzione pedagogica degli oratori. La durata prevista è di quindici mesi (il termine è previsto per il mese di gennaio del 2010), sviluppando competenze "comunicativo-relazionali" e anche gestionali. Nell'ateneo romano già si dice che i più bravi iscritti al master potranno puntare a un futuro in Vaticano, in qualità di collaboratori del cardinal Bertone.
3 - IL "VASTO PROGRAMMA" DI DI PIETRO
Nel resto del mondo, i politici ambiziosi e colti parlano di "waste programme": in Italia, Antonio Di Pietro pensa al "Vasto programma". Ovvero, il calendario degli appuntamenti che si svolgeranno nella cittadina abruzzese, per celebrare il suo partito dell'Italia dei valori. Una festa nazionale che si svolge in una terra strategica, visto che l'Abruzzo dovrà tornare alle urne per scegliere il governatore della regione. C'è chi si chiede se Di Pietro varcherà la soglia dello storico palazzo d'Avalos, dove da pochi giorni è esposta al pubblico una preziosa mostra dedicata a Dante Gabriel Rossetti, particolare figura dell'Ottocento, pittore e poeta, fondatore del movimento artistico dei Preraffaelliti: artisti delicati e sensibili, lontani anni luce dal "macho" Tonino. Nella cittadina già si scommette se Di Pietro varcherà la soglia dell'edificio, per ammirare la rassegna rossettiana. C'è anche da sottolineare che alcuni militanti, si dice, pensano che Vasto sia una località svizzera: tutta colpa della sigla della provincia di Chieti, che è Ch, come quella della nazione elvetica.
4 - TUTTE LE PROTESTE FINISCONO A BRUNETTA
Chi fa la fila in un ente pubblico, si lamenta e dice che invierà una lettera al ministro Renato Brunetta. Chi in un ministero non trova il funzionario che si occupa di una pratica, urla e promette ai presenti che spedirà una missiva a Brunetta. La posta in arrivo, nel ministero guidato dal professore forzista, aumenta in maniera impressionante. A Torino un assessore sardo non ha potuto visitare una mostra allestita nel palazzo Reale di Torino, e cosa ha fatto? Ha scritto a Brunetta.
Componente della giunta del comune di Oliena, in provincia di Nuoro, Mario Fele è indignato per il comportamento degli addetti che ha trovato lo scorso 17 agosto nell'edificio museale, con il personale che ha impedito di visitare gli appartamenti reali. Tanto da inviare una dura lettera di protesta ai giornali, al sindaco di Torino Sergio Chiamparino (che in questo momento deve anche vedersela con i "compagni" del Partito democratico) e a Brunetta. Peccato che al titolare del ministero per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi l'assessore non abbia pensato di inviare nemmeno una cartolina.
5 - BONDI ALLA FESTA PD CONTRO CERAMI. E SINIBALDI
Il 2 settembre, alla festa Democratica in programma a Firenze nella Fortezza da Basso (scelta che è costata 700 mila euro solo per l'affitto), il cartellone prevede una ricca serata politica. Bianca Berlinguer intervisterà Dario Franceschini, numero due del Partito democratico: precedentemente, Goffredo De Marchis e Fabrizio Ferragni faranno parlare Paolo Ferrero e Giuseppe Fioroni sul tema "Quale Italia?", e si svolgerà un faccia a faccia tra Sandro Bondi e Vincenzo Cerami.
Ovvero, il titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali contro il ministro ombra veltroniano. Forse Bondi non se n'è accorto, ma il conduttore di quell'incontro non è certamente "terzo": si tratta di Marino Sinibaldi. Un fedelissimo di Veltroni: quest'ultimo, da sindaco di Roma, aveva piazzato Sinibaldi nel consiglio d'amministrazione dell'Azienda speciale Palaexpo, quella che gestisce l'edificio di via Nazionale (di fronte al vecchio Botteghino) e le Scuderie del Quirinale. Insomma, Bondi di avversari ne troverà davanti addirittura due, e non uno solo, visto che il moderatore non sarà bipartisan.
Dagospia 25 Agosto 2008
1 - SCALFARI SOGNA DI DIVENTARE SENATORE A VITA
C'è chi racconta che, a margine della colazione ampezzana tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente dell'Acea Fabiano Fabiani, sia spuntata anche l'idea di inserire nella commissione Attali (de 'noantri) il nome del fondatore del quotidiano la Repubblica Eugenio Scalfari. Lui, il giornalista che trascorrendo il suo viaggio di nozze con Serena Rossetti non si è fatto mancare un incontro pubblico con Sandro Bondi, è proprio a Cortina.
Ma chi lo conosce bene è incerto su quale potrebbe essere la risposta di Scalfari, davanti all'offerta capitolina: sa, invece, che Eugenio ambirebbe (e da tempo) a un altro tipo di carica, quella di senatore a vita. Ha già conosciuto la vita parlamentare, tanti anni fa, grazie al Partito socialista italiano, e pare che un riconoscimento come il laticlavio presidenziale lo emozionerebbe. Ma dal Quirinale Giorgio Napolitano non ha alcuna intenzione di fare questo tipo di nomine: anche perché al primo posto della lista, tra le persone a lui più vicine, conosciute fin dall'infanzia, si troverebbe un intellettuale come il regista Francesco Rosi.
2 - BERTONE FORMA I NUOVI MANAGER TRA I SALESIANI
Il cardinale Tarcisio Bertone ha bisogno urgentemente di un gruppo di nuovi manager. Da quando è arrivato a guidare la Segreteria di Stato si è accorto dell'assenza di giovani figure professionali, oltre che della necessità di rilanciare la realtà degli oratori sparsi in tutta Italia: in più di salesiani come lui ce ne sono davvero pochi. Bertone è stato il primo salesiano a raggiungere un grado così alto di responsabilità nella Chiesa cattolica: con questa motivazione, si dice nei sacri palazzi, è nato un nuovo master presso la Pontificia università salesiana di Roma.
Formerà "responsabili/coordinatori di oratorio", i corsi inizieranno nel prossimo mese di novembre, e si tratta della prima proposta accademica per rivalutare la funzione pedagogica degli oratori. La durata prevista è di quindici mesi (il termine è previsto per il mese di gennaio del 2010), sviluppando competenze "comunicativo-relazionali" e anche gestionali. Nell'ateneo romano già si dice che i più bravi iscritti al master potranno puntare a un futuro in Vaticano, in qualità di collaboratori del cardinal Bertone.
3 - IL "VASTO PROGRAMMA" DI DI PIETRO
Nel resto del mondo, i politici ambiziosi e colti parlano di "waste programme": in Italia, Antonio Di Pietro pensa al "Vasto programma". Ovvero, il calendario degli appuntamenti che si svolgeranno nella cittadina abruzzese, per celebrare il suo partito dell'Italia dei valori. Una festa nazionale che si svolge in una terra strategica, visto che l'Abruzzo dovrà tornare alle urne per scegliere il governatore della regione. C'è chi si chiede se Di Pietro varcherà la soglia dello storico palazzo d'Avalos, dove da pochi giorni è esposta al pubblico una preziosa mostra dedicata a Dante Gabriel Rossetti, particolare figura dell'Ottocento, pittore e poeta, fondatore del movimento artistico dei Preraffaelliti: artisti delicati e sensibili, lontani anni luce dal "macho" Tonino. Nella cittadina già si scommette se Di Pietro varcherà la soglia dell'edificio, per ammirare la rassegna rossettiana. C'è anche da sottolineare che alcuni militanti, si dice, pensano che Vasto sia una località svizzera: tutta colpa della sigla della provincia di Chieti, che è Ch, come quella della nazione elvetica.
4 - TUTTE LE PROTESTE FINISCONO A BRUNETTA
Chi fa la fila in un ente pubblico, si lamenta e dice che invierà una lettera al ministro Renato Brunetta. Chi in un ministero non trova il funzionario che si occupa di una pratica, urla e promette ai presenti che spedirà una missiva a Brunetta. La posta in arrivo, nel ministero guidato dal professore forzista, aumenta in maniera impressionante. A Torino un assessore sardo non ha potuto visitare una mostra allestita nel palazzo Reale di Torino, e cosa ha fatto? Ha scritto a Brunetta.
Componente della giunta del comune di Oliena, in provincia di Nuoro, Mario Fele è indignato per il comportamento degli addetti che ha trovato lo scorso 17 agosto nell'edificio museale, con il personale che ha impedito di visitare gli appartamenti reali. Tanto da inviare una dura lettera di protesta ai giornali, al sindaco di Torino Sergio Chiamparino (che in questo momento deve anche vedersela con i "compagni" del Partito democratico) e a Brunetta. Peccato che al titolare del ministero per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi l'assessore non abbia pensato di inviare nemmeno una cartolina.
5 - BONDI ALLA FESTA PD CONTRO CERAMI. E SINIBALDI
Il 2 settembre, alla festa Democratica in programma a Firenze nella Fortezza da Basso (scelta che è costata 700 mila euro solo per l'affitto), il cartellone prevede una ricca serata politica. Bianca Berlinguer intervisterà Dario Franceschini, numero due del Partito democratico: precedentemente, Goffredo De Marchis e Fabrizio Ferragni faranno parlare Paolo Ferrero e Giuseppe Fioroni sul tema "Quale Italia?", e si svolgerà un faccia a faccia tra Sandro Bondi e Vincenzo Cerami.
Ovvero, il titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali contro il ministro ombra veltroniano. Forse Bondi non se n'è accorto, ma il conduttore di quell'incontro non è certamente "terzo": si tratta di Marino Sinibaldi. Un fedelissimo di Veltroni: quest'ultimo, da sindaco di Roma, aveva piazzato Sinibaldi nel consiglio d'amministrazione dell'Azienda speciale Palaexpo, quella che gestisce l'edificio di via Nazionale (di fronte al vecchio Botteghino) e le Scuderie del Quirinale. Insomma, Bondi di avversari ne troverà davanti addirittura due, e non uno solo, visto che il moderatore non sarà bipartisan.
Dagospia 25 Agosto 2008