RETROMANNO COLPITO DA VIRUS (ABUSO DI PORCHETTA?) - COSSIGA "PICCONA" DRAGHI - VENEZIA, APRE IL PONTE SENZA NOME - BOLOGNA: TRA PD E RIFONDAZIONE È GUERRA TOTALE - LA "FESTA DEMOCRATICA" E ALLAH.

Da "Il Giornale"

1 - LA VIA CRUCIS DI ALEMANNO AL DIBATTITO CON IL VIRUS.
Brutta roba il virus intestinale, la febbre alta in piena estate. Gianni Alemanno lo sa bene. Ma come si fa a disertare il Meeting? Come declinare l'invito ciellino? Non si può, neanche per terremoti... interni. E così, pallido, sofferente in volto, costretto ad assentarsi appena può, il sindaco di Roma resiste. Ma che fatica, duettare con Formigoni di sussidiarietà.

Che sofferenza presentarsi a pranzo, ai vertici della Compagnia delle Opere - dalla quale attende «aiuto per il grande cambiamento sociale promesso ai romani» - e non poter degustare i piatti tipici del «Sandalion», ristorante sardo alla Fiera di Rimini. Dove i commensali degustano antipasto di terra, gnocchetti alla campidanese, porcetto arrosto al profumo di mirto, con patate al forno. Niente da fare. Incombe il virus da Meeting. Lui nega: «Me lo porto dietro da sabato e spero finisca».

2 - COLOMBO E IL «FANTASMA» LETTA: SINISTRA PROVINCIALE.
Jacopo Barigazzi c'è e lotta insieme a noi. Altro che fantasmi e fantasie. Altro che Furio Colombo. Eppure Barigazzi sta col Pd, ma tant'è. È bastato un complimento al governo per finire all'indice, allarme rosso. E ora Barigazzi che da poco è diventato papà, fa il giornalista ed è figlio d'arte e fratello d'arte, ha portato i suoi 38 anni al pensatoio general-trasversale promosso da Enrico Letta, suo sodale nel precedente governo di centrosinistra, Giulia Bongiorno di parte An e Anna Maria Artoni.

A «VeDrò» Barigazzi porterà la propria testimonianza nel quadro di un'edizione dedicata all'Italia del futuro e ai principali temi di attualità. Insomma Colombo ha negato l'evidenza. E Barigazzi per piacere di più a Colombo dovrebbe seguire gli insegnamenti di Nanni Moretti a D'Alema: dire qualcosa di sinistra. Mentre Letta critica: «Noi? Provinciali».

3 - VENEZIA, APRE IL PONTE SENZA NOME.
Il ponte di Calatrava, come lo chiamano i veneziani, aprirà e basta. Non sarà il sindaco della laguna, Massimo Cacciari, a inaugurarlo né alcun altro. Non ci sarà neanche Napolitano che peraltro aveva annunciato la sua presenza a Venezia. Niente, il ponte aprirà a cittadini e turisti, travolto dalle polemiche relative all'ovovia riservata ai disabili e senza nemmeno un nome vero.
Le proposte sono state tante, tutte bocciate, come l'ultima, made in consiglio comunale, perché lunga e prolissa (Ponte delle sante Lucia e Chiara detto de le do sante o di piazzale Roma). Cacciari ci ha messo del suo è s'è inventato «ponte della zirada» per la curva del canale. Forse è l'idea migliore, ma per ora nessuno lo battezzerà.



4 - PICCONATE SULL'ECONOMIA.
Cossiga, presidente emerito, non smette di picconare neanche in vacanza. La stoccata tocca all'economia e viene da Auronzo di Cadore dove l'ex capo dello Stato si trova in soggiorno. Ebbene, in un dibattito con Ernesto Galli della Loggia, Cossiga se ne è uscito placidamente affermando che «l'Italia è l'unico Paese ad avere due ministri dell'Economia.
Oltre a Tremonti, c'è Mario Draghi, che non avendo più nulla da fare, visto che le banche centrali dei singoli paesi dell'euro hanno perso ogni funzione, si diletta a fare il controcanto a Tremonti». E fin qui potrebbe essere una presa d'atto individuale, ma ecco il colpo di fioretto, pardon, di piccone: «E quando questo accade in consessi internazionali, è inammissibile».

5 - CALEARO NON PERDE L'EQUILIBRIO.
Massimo Calearo, deputato Pd ed ex presidente di Federmeccanica, dopo aver sfiorato anche le liste azzurre non manca di dimostrare il suo equilibrio in ogni momento. Non ultimo l'occhiolino alla Cisl e a Bonanni, tutt'altro che restia a rischiare lo strappo con il fronte sindacale pur di arrivare a un accordo con Confindustria a qualsiasi costo.
«È una visione moderna del sindacato» ha commentato Calearo che ha spiegato: «Credo che non si tratti di una rottura degli equilibri della Triplice ma del tentativo di partecipare allo sviluppo». La chiosa, equilibrata come da copione, è per la Cgil: «Lasciamole il tempo di maturare la decisione che a questo accordo non c'è alternativa». Equilibrismo da antologia, non c'è che dire.

6 - GLI INSULTI DI RIFONDAZIONE.
«Di fronte a un ragionamento politico si è risposto con gli insulti personali. Una caduta di stile che si commenta da sola». Il coordinatore esecutivo del Pd di Bologna, Raffaele Donini, commenta la posizione del segretario provinciale Tiziano Loreti, ormai muro contro muro con il partito che governa Comune e Provincia e sostiene Sergio Cofferati.
Ma è solo una spia, l'ultima della guerra senza quartiere nella sinistra bolognese già proiettata verso le prossime Comunali. E infatti Pd e Prc hanno divaricato le loro strade: correranno da soli, ognuna con il loro candidato. I democratici da parte loro non mancano di accusare gli ex alleati: «Ormai hanno scelto una deriva estremista».

7 - IL PD SOSPENDERÀ LA FESTA PER LE PREGHIERE AD ALLAH.
Il Pd ha deciso, «ospiteremo i fedeli islamici al Palasharp dove si svolgono gli spettacoli della prima festa democratica di Milano». Contrordine compagni, dunque: «Chi organizza gli allestimenti della Festa ci ha fatto sapere che si possono sospendere i lavori per due ore e consentire alla comunità islamica di riunirsi in preghiera». E così anche venerdì 12 e 19 settembre, a Milano, i musulmani potranno pregare dalle 12 alle 14. Per il ramadan invece la Festa del Pd è off limits: «Escludiamo l'ospitalità durante la preghiera serale» dice Ezio Casati, segretario Pd. Che sventola la «benevolenza» del centrosinistra come risposta all'incapacità «dell'amministrazione comunale di trovare una soluzione».

Peccato, che la giunta di Letizia Moratti - con dati alla mano - avesse sostenuto «la possibilità della convivenza degli islamici con la Festa del Pd» anche quando il Pd aveva deciso di negare l'ospitalità nell'area della Festa. Che aggiungere? «Ora il centrosinistra rispolvera in extremis quella soluzione di buonsenso che il Comune di Milano aveva da subito indicato» chiosa Riccardo De Corato, vicesindaco. No problem comunque per il ramadan: gli islamici li ospita il Comune sotto il tendone del teatro Ciak.



Dagospia 27 Agosto 2008