SEXY IN SAXA RUBRA
QUANDO LA TELEVISIONE FA BENE AL SESSO

Lussuria! Lussuria! griderebbe un Mike Bongiorno col parrucchino di cartapesta all'incontrario. Dopo il Rinascimento di Corrado, dopo il Medioevo di Pippo, il Risorgimento di Raffa, la Rai è entrata in pieno nell'era erotica di Saxa Rubra.
Perduta nel vizio-spazio, come un'astronave che partita da via Teulada alla conquista di Giove e Saturno deambula sbroccata di smanie libidinose nella periferia campagnola di Roma.

SEXY SAXA
Rai 2000, Sexy in Saxa. Questo di tanta speme e seme oggi ci resta: un micro-universo di telegiornalisti arrapati, camera-men con libido sado-maso, parrucchieri e truccatrici galeotte, direttori sporcaccioni e montatori alla ricerca della trasgressione perduta; appesi come banane al desiderio dell'amore proibito, dell'incontro furtivo, della scappatella chewing-gum (masticare e poi sputare).
Già matura per essere inserita nel meraviglioso patrimonio artistico italiano di monumenti in rovina - come gli scavi di Pompei, la basilica terremotata di Assisi - l'enorme sede della televisione di Stato - in origine costruita per ospitare galeotti - sta trasformando via via i suoi duemila e oltre dipendenti in un focolaio di fantasiosi zozzoni.

SCUSI, DOVE SI SCOPA?
In breve: ogni giorno gli addetti ai lavori in Saxa Rubra montano uno show-zabaione di combattente perversione sessuale, così ricco di trame e di colpi di scena che polverizzerebbe qualsiasi trucid-camera alla "Grande Fratello". Purtroppo, pur pagando un fior di canone, il più intrigante format Rai non va in onda.
Però, lo possiamo raccontare. Chiudete gli occhi e immaginate duemila reclusi che si annusano, si guatano, si scambiano inviti e telefonini. Prima o poi, succede quello che deve succedere: il solito casino della carne.
Ma quando si passa alle vie di fatto, non c'è gaudenza senza sofferenza. La questione di fondo, è: dove andiamo a scopare? Di sicuro, lontano dagli occhi gelosi di mariti e mogli e fidanzate e da quelli golosi di chi vi vuole sbattere le vostre prodezze erotiche sulla copertina di un rotocalco scandalistico.

IL POSTO DELLE FREGOLE
Allora, dov'è questo posto delle fregole? Il proprio appartamento. Statisticamente, il lettone di casa, è il luogo più usato perché è il più comodo. Ma visitare l'amante in casa è violazione di domicilio (c'è una sentenza della Corte di Cassazione). Ed è il meno: quando il coniuge scopre che sullo stesso letto ci hanno giocato altri, può sfogarsi dando fuoco al tutto (lo fece Lucia Bosé con la casa di Dominguin).

Allora, i grandi alberghi? No, i portieri se ne vantano poi sui giornali. I petit hotels de charme sono troppo lontani, meglio l'Hotel Rosen, un alberghetto un po' squallidino, però dotato di macchinetta per profilattici e salviettine igieniche, che brilla di un'insegna arancione lungo la via Flaminia, a due minuti di macchina da Saxa Rubra.
Il successo del Rosen, soprannominato Ronsenthal per imbellettare il tono smorto, è stato bruciante: un via vai di conduttrici e elettricisti, direttori e vallette, funzionari e ballerine che sembrava di stare a una convention. Alcuni incontri inopportuni lungo le scale o certe occhiate sgradevoli nell'atrio hanno ben presto sputtanato il più frequentato posto delle fregole Rai.

DAL MURO DI BERLINO AL MURO DI POMPINO
Usare allora l'automobile come alcova? L'amplesso "motorizzato" è una soluzione giovanottesca ma scomoda. Le contorsioni intorno alla leva del cambio fanno male a Tarzan, e Jane ci rimane proprio male quando arriva il solito poliziotto ficcanaso. Ma tant'è: la carne ulula.
Quindi tutti a ripararsi nelle viuzze oscure di una frazione a un tiro di schioppo da Saxa Rubra che si chiama Labaro. Più precisamente, in zona Labaro-basso, troviamo il cosiddetto "muro del pompino": le auto dei prodi Rai parcheggiano con attenzione, sempre col muso avanti, in modo da poter controllare quello che avviene intorno. Chi non trova posto - dopo le 18 c'è un'affluenza massiccia di coppie discrete - sterza verso i viottoli alberati della Tiberina. Oppure, molto gettonata la tetra pinetina che si trova sopra il Circolo del Tennis di Saxa Rubra.

ATTENTI ALLO SHAMPOO
Nota di colore: gli aficionados del sesso orale in Labaro-basso devono prestare molta attenzione poiché, dalle parti del "muro", c'è il negozio di Marta e Luciana, una parrucchiera l'altra estetista, molto ben frequentato per shampoo e ceretta da note telegiornaliste (Monica Maggioni, Barbara Modesti, Paola Cacianti). Quindi, in campana, e guida a testa bassa per Labaro-basso.

TUNNEL DELL'AMORE
Naturalmente, per i capi-vip e i dirigenti-top suona un'altra canzone. Il sesso in hotel non confà; lasciamo perdere un rapporto erotico a tre con la leva del cambio. Per "lor signori" si favoleggia di un tunnel dell'amore - ultimo piano di una palazzina - che sfocia in una stanza adibita a diletto sollazzo. Il redattore-capo, senza le chiavi della fatidica stanza, si deve accontentare di sbattere le sue pulsioni erotiche in direzione della piazza della stazione ferroviaria di Labaro: qui troneggia I Cinque Pini, un baretto con stanzette.

C'E' UNA MACCHIA A MACCHIA MADAMA
Piccola indagine, grandi sorprese. Anche negli uffici di viale Mazzini e negli studi di via Teulada si ama e si trama. Ma le usanze sono diverse. Ad esempio, lo "scortico" post-prandiale per dirigenti auto-muniti con autista ricorda le piroette di "9 settimane e mezzo".
L'erotico, anzi l'eroico atto avviene con l'auto in movimento lungo le vie che salgano le pendici di Monte Mario; ad ogni curva suona un clacson umano: "Aahhh..". Invece, chi disdegna le curve e le buche può tranquillamente parcheggiare lungo i viottoli di destra di Macchia Madama, a cinquecento metri da via Teulada. L'ingenuo passante non ha nessun dubbio nel considerarlo un parcheggio della Rai.

ALLA DEAR, SI SCAMBIA
Gli studi Dear, sulla via Nomentana, offrono invece un bonus sessuale molto à la page. Infatti, le truppe arrapate che lavorano a "Domenica in" e altri show cretinetti hanno a disposizione i prati della Marciliana.
Un grande parco per porconi perché all'interno, tra gli alberi alti e schietti in duplice filar, c'è un famoso piazzale che ospita ogni sera una spontanea convention di scambisti, molto apprezzata dai lavoratori della Dear. E poi dicono che la televisione fa male...

(Copyright Dagospia.com 01-08-2000)