PICCOLA POSTA - QUATTRO PASSI NEL DELIRIO: I MEGANOIDI DI BOLOGNA RAPPANO "BERLUSCAMERDA", IL MANIFESTO LODA VALZANIA E LA NAVE AFFONDA..
Lettera di Antonello Piroso
Caro dago,
Sabato in tv. Mtv-day a Bologna, i girotondisti a Roma in piazza San Giovanni (e in diretta su La7, unica emittente a coprire l'evento, ciò nonostante criticata per non averlo fatto come avrebbe dovuto.Mah!, e comunque 'avrebbe dovuto' secondo quali canoni? Boh!).
Sul palco del raduno pop-rock ci sono i componenti del gruppo Meganoidi -vicini ai centri sociali, pare di capire dall'intervista che sta facendo loro una graziosa ragazza, "dell'82" ci tiene a far sapere lei: 20 anni, che purtroppo si vedranno tutti di lì a poco, per l'insipienza dimostrata nel (non) gestire al meglio quel che succede.
Ad un tratto, uno della band si rivolge al pubblico e lo sollecita: "Non ho sentito abbastanza forte scandire "Berlusconi pezzo di merda", e il pubblico, ça va sans dire, ha scandito..... cosa che ha fatto più volte, senza il benché minimo commento da parte della conduttrice, che anzi non ha fatto una piega nell'apprendere che questo sarebbe anche il titolo - un piacevole gioco di parole alla Bartezzaghi, come si intuisce - di uno dei prossimi brani del complesso.
Roba da 'quattro passi nel delirio'. Stati di allucinazione spinta. Ho fatto un salto sulla sedia - e Berlusconi non c'entra: sarei sobbalzato anche se il grazioso epiteto fosse stato rivolto a D'Alema, o Prodi.
Ora, senza inutili moralismi: ma è mai possibile arrivare a un livello del genere? Verrebbe da dire: bravi ragazzi, continuate così, fatevi del male, parafrasando quel Nanni Moretti che nelle stesse ore sul palco di piazza San Giovanni stava galvanizzando una platea fortemente motivata, in cui purtroppo si confondevano anche parecchi 'Nanni & ballerine'.....
Mancava però Roberto Benigni, cosa che aveva già fatto in occasione della manifestazione del 2 marzo indetta dal centrosinistra contro il governo causa influenza (come il prossimo cinePinocchio aveva fatto sapere con un breve messaggio letto dal già telePinocchio Gad Lerner), salvo poi presentarsi qualche giorno dopo sul palco del teatro Ariston al Festival di Sanremo a raccogliere i fiori lanciatigli dall'attuale direttore generale Rai Agostino Saccà, elettore dichiarato di Forza Italia, formulando (Benigni, mica Saccà) "al presidente Silvio Berlusconi" l'augurio di agire in modo di "farci sentire orgogliosi di essere italiani". Ari-mah!
Se fossi malizioso, accodandomi alle valutazioni fatte anche da Angelo Guglielmi, ex direttore della vecchia Raitre in quota Pci, potrei pensare che siccome sta discutendo la possibilità di uno one-man-show in prima serata su Raiuno in vista dell'uscita del suo tanto atteso film sull'invenzione collodiana, Benigni abbia preferito trascorrere il pomeriggio in maniera diversa.
Forse a far shopping, come a sinistra ci si immagina lo abbiano passato i rappresentanti di quei barbari della destra, cui Moretti ha rivolto una domanda soavemente retorica: "Ma vi fa così tanta paura la cultura? Che paura vi faceva Radio3, che bisogno c'era di smantellare una rete fatta così bene e tanto seguita?".
Urca, mi sono detto: quei fascistoni del Polo mi stanno facendo risorgere l'Eiar.
Poi oggi, martedì 17 settembre, apro il Manifesto e leggo: "Il direttore delle due reti radio, Sergio Valzania, ha presentato al Prix Italia di Palermo i nuovi programmi. Nessuna rivoluzione, ma un palinsesto senza eccentricità e improvvisazione". Nessuna rivoluzione.Insomma, gli ostrogoti non stanno ancora facendo abbeverare i loro cavalli a via Asiago, per fortuna.
Questo nel paese del regime in cui, alla Mostra del Cinema, vince un film anticlericale, su Raiuno va in onda un bacio lesbico in prima serata in una triste fiction su Miss Italia firmata da Dino Risi, il sabato sera sempre sulla rete ammiraglia della tv di Stato torna Gianni Morandi, che continua a proclamarsi pubblicamente - e fa bene: perché dovrebbe nascondersi?- di sinistra, su Raitre ricomparirà Fabio Fazio (in bocca al lupo), etc. etc.e l'Unità titola "Bossi-Fini, un'altra strage: affonda nave di immigrati a Lampedusa" (no: era Porto Empedocle). Agghiacciante.
Sarebbe stato come indicare Prodi e Veltroni quali responsabili del naufragio avvenuto nel notte di Natale del 1996 al largo di Portopalo di Capo Passero cui morirono annegati 283 immigrati (e di cui il solo Manifesto si è occupato ostinatamente fin dall'inizio).
Come non ripensare allora alla scena del morettiano 'Aprile', girata in Puglia nella primavera del '97, quando 89 albanesi perirono in mare, "con quella nuova nave brulicante di disperati che strappa il cuore - così scrisse Natalia Aspesi su Repubblica- e Moretti che dice, accorato, "non è venuto nessuno della sinistra"? Chiudo con banale quesito a sua volta retorico: si può essere di destra e non essere ottusamente berlusconiani? Si può essere di sinistra e non essere inutilmente massimalisti? Si potrebbe smettere, ove possibile, di paraculeggiare?
Antonello Piroso
Dagospia.com 17 Settembre 2002
Caro dago,
Sabato in tv. Mtv-day a Bologna, i girotondisti a Roma in piazza San Giovanni (e in diretta su La7, unica emittente a coprire l'evento, ciò nonostante criticata per non averlo fatto come avrebbe dovuto.Mah!, e comunque 'avrebbe dovuto' secondo quali canoni? Boh!).
Sul palco del raduno pop-rock ci sono i componenti del gruppo Meganoidi -vicini ai centri sociali, pare di capire dall'intervista che sta facendo loro una graziosa ragazza, "dell'82" ci tiene a far sapere lei: 20 anni, che purtroppo si vedranno tutti di lì a poco, per l'insipienza dimostrata nel (non) gestire al meglio quel che succede.
Ad un tratto, uno della band si rivolge al pubblico e lo sollecita: "Non ho sentito abbastanza forte scandire "Berlusconi pezzo di merda", e il pubblico, ça va sans dire, ha scandito..... cosa che ha fatto più volte, senza il benché minimo commento da parte della conduttrice, che anzi non ha fatto una piega nell'apprendere che questo sarebbe anche il titolo - un piacevole gioco di parole alla Bartezzaghi, come si intuisce - di uno dei prossimi brani del complesso.
Roba da 'quattro passi nel delirio'. Stati di allucinazione spinta. Ho fatto un salto sulla sedia - e Berlusconi non c'entra: sarei sobbalzato anche se il grazioso epiteto fosse stato rivolto a D'Alema, o Prodi.
Ora, senza inutili moralismi: ma è mai possibile arrivare a un livello del genere? Verrebbe da dire: bravi ragazzi, continuate così, fatevi del male, parafrasando quel Nanni Moretti che nelle stesse ore sul palco di piazza San Giovanni stava galvanizzando una platea fortemente motivata, in cui purtroppo si confondevano anche parecchi 'Nanni & ballerine'.....
Mancava però Roberto Benigni, cosa che aveva già fatto in occasione della manifestazione del 2 marzo indetta dal centrosinistra contro il governo causa influenza (come il prossimo cinePinocchio aveva fatto sapere con un breve messaggio letto dal già telePinocchio Gad Lerner), salvo poi presentarsi qualche giorno dopo sul palco del teatro Ariston al Festival di Sanremo a raccogliere i fiori lanciatigli dall'attuale direttore generale Rai Agostino Saccà, elettore dichiarato di Forza Italia, formulando (Benigni, mica Saccà) "al presidente Silvio Berlusconi" l'augurio di agire in modo di "farci sentire orgogliosi di essere italiani". Ari-mah!
Se fossi malizioso, accodandomi alle valutazioni fatte anche da Angelo Guglielmi, ex direttore della vecchia Raitre in quota Pci, potrei pensare che siccome sta discutendo la possibilità di uno one-man-show in prima serata su Raiuno in vista dell'uscita del suo tanto atteso film sull'invenzione collodiana, Benigni abbia preferito trascorrere il pomeriggio in maniera diversa.
Forse a far shopping, come a sinistra ci si immagina lo abbiano passato i rappresentanti di quei barbari della destra, cui Moretti ha rivolto una domanda soavemente retorica: "Ma vi fa così tanta paura la cultura? Che paura vi faceva Radio3, che bisogno c'era di smantellare una rete fatta così bene e tanto seguita?".
Urca, mi sono detto: quei fascistoni del Polo mi stanno facendo risorgere l'Eiar.
Poi oggi, martedì 17 settembre, apro il Manifesto e leggo: "Il direttore delle due reti radio, Sergio Valzania, ha presentato al Prix Italia di Palermo i nuovi programmi. Nessuna rivoluzione, ma un palinsesto senza eccentricità e improvvisazione". Nessuna rivoluzione.Insomma, gli ostrogoti non stanno ancora facendo abbeverare i loro cavalli a via Asiago, per fortuna.
Questo nel paese del regime in cui, alla Mostra del Cinema, vince un film anticlericale, su Raiuno va in onda un bacio lesbico in prima serata in una triste fiction su Miss Italia firmata da Dino Risi, il sabato sera sempre sulla rete ammiraglia della tv di Stato torna Gianni Morandi, che continua a proclamarsi pubblicamente - e fa bene: perché dovrebbe nascondersi?- di sinistra, su Raitre ricomparirà Fabio Fazio (in bocca al lupo), etc. etc.e l'Unità titola "Bossi-Fini, un'altra strage: affonda nave di immigrati a Lampedusa" (no: era Porto Empedocle). Agghiacciante.
Sarebbe stato come indicare Prodi e Veltroni quali responsabili del naufragio avvenuto nel notte di Natale del 1996 al largo di Portopalo di Capo Passero cui morirono annegati 283 immigrati (e di cui il solo Manifesto si è occupato ostinatamente fin dall'inizio).
Come non ripensare allora alla scena del morettiano 'Aprile', girata in Puglia nella primavera del '97, quando 89 albanesi perirono in mare, "con quella nuova nave brulicante di disperati che strappa il cuore - così scrisse Natalia Aspesi su Repubblica- e Moretti che dice, accorato, "non è venuto nessuno della sinistra"? Chiudo con banale quesito a sua volta retorico: si può essere di destra e non essere ottusamente berlusconiani? Si può essere di sinistra e non essere inutilmente massimalisti? Si potrebbe smettere, ove possibile, di paraculeggiare?
Antonello Piroso
Dagospia.com 17 Settembre 2002