PAROLAIO - I CONTI DI UMBERTO ECO: UNA BMW COSTA MENO DELLA BARCA DI D'ALEMA; I CONTI DI BERNARDO BERTOLUCCI: SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA DI SILVIUCCIO.

Pierluigi Battista per La Stampa


RESA DEI CONTI
Che bisogno c'era di affrontare un argomento spinoso e impopolare come quello? Umberto Eco, riferisce Michele Smargiassi su Repubblica, parla alla Festa dell'Unità di Modena per testimoniare il suo non eccessivo entusiasmo nei confronti dei girotondi «che rianimano la sinistra ma non fanno vincere». «Sembra di sentire le argomentazioni di Massimo D'Alema. Tra Eco e il presidente dei Ds, d'altra parte, c'è una palpabile sintonia», chiosa Smargiassi. Apparentemente è così. Ma sarà proprio così? Il dubbio nasce quando Eco decide si spezzare una lancia a favore del D'Alema bersaglio di una campagna scandalistica a causa di una barca bella e nuova e forse costosa. Forse era meglio non alimentare ulteriori e inutili polemiche, fatto sta che Eco ha deciso di affrontare l'argomento: «la barca? Ma è solo un simbolo, gli cosa meno di una Bmw o di una piscina, quanti politici hanno una Bmw o una piscina e nessuno li attacca». Ma no, una Bmw, pure costosa, costa molto ma molto meno. E le piscine pacchiane dei politici arrivati hanno sempre, e giustamente, stimolato le recriminazioni dei custodi del buon gusto. Paragone improprio, dunque. Anzi, paragoni impropri. Meglio sarebbe stato parlare solo di girotondi e di sinistra. O no?

SOGNATORE
Bernardo Bertolucci parla con i giornali italiani per presentare il suo The Dreamers, il film sul Maggio francese che ha finito di girare a Parigi. Decisamente sorprendente l'autodifesa, riportata da Fulvia Caprara della Stampa, a proposito delle accuse di incoerenza mosse da chi ha avuto da ridire sui capitali della «Medusa» berlusconiana nella produzione dei film bertolucciani. Ecco l'autodifesa: «con Medusa esiste un contratto di sei anni, siglato ai tempi di "Io ballo da sola" e poi mi pare che con questa casa cinematografica lavorino Tornatore, Scola, non certo autori di un cinema di regime». Giusto. Giusto rifiutare l'assurda equiparazione tra «cinema di regime» e produzioni della Medusa. Ma a quel riferimento a due illustri colleghi come Giuseppe Tornatore e Ettore Scola che valenza bisogna dare? Siamo tutti sulla stessa barca? Mica sono il solo? Ma che volete da me? Perché non vi rivolgete a qualcun altro? O che cosa?



TRASVOLATA
«Caro direttore». Il presidente dell'Anpi Arrigo Boldrini scrive ad Alessandro Curzi direttore di Liberazione per protestare contro l'iniziativa «di intitolare a Italo Balbo una piazza all'interno dell'aeroporto di Ciampino». Sacrosanta indignazione. Solo che Boldrini vorrebbe ricavare una morale politica da tutta la questione della piazza dedicata al quadrumviro. Questa: «da questa vicenda emerge anche quanto credito meritino le cosiddette "conversioni" democratiche dell'onorevole Fini, il cui partito, a tutti i livelli, dalla periferia al centro, non lascia cadere occasione per rivalutazioni di uomini e fatti del regime fascista». Saranno pure cosiddette, le «conversioni» di Fini, ma quella di intitolare la piazza a Italo Balbo è stata una scelta del '96, quando il governo presieduto da Romano Prodi era dell'Ulivo e confermata nel 2000, quando il governo, sempre dell'Ulivo, era presieduto da Giuliano Amato. Urge consultazione del calendario.

EX VOTO
Sul Giornale Francesco Damato riprende un'intervista concessa da Paolo Sylos Labini ad Antonello Caporale di Repubblica. Avendogli chiesto l'intervistatore per chi avesse votato, Sylos Labini ha risposto: «Democratici di sinistra, mi pare. Dando la preferenza a certi candidati e negandola ad altri». Ma «il voto di preferenza, anche l'unico sopravvissuto al referendum del 1991, è stato abolito dalla legge elettorale del 1993», fa notare Damato. Che diavolo di scheda avrà avuto in mano Sylos Labini? Urge forte e corale indignazione.

FESTA
Alessandro Portelli sul Manifesto: «fino a qualche tempo fa nella mia famiglia aveva preso piede un piccolo rito settimanale: ogni venerdì i miei figli riunivano cugine ed amici, per leggere ad alta voce e commentare irrispettosamente la rubrica "Vizi e virtù" di Piero Ottone sul Venerdì di Repubblica». Rispettosamente, si pone un interrogativo: ma la famiglia di Portelli, il venerdì, non ha nient'altro da fare?


Dagospia.com 25 Settembre 2002