BIAGI INTERVISTA BERLUSCONI (MA ERA IL 1986)
SILVIO: "SONO LIBERAL-LABURISTA" - ENZO: "LIBERAL-LABILE, ANCHE."
"IL MILAN COSTA MILIARDI, E' VERO. MA ANCHE LE BELLE DONNE COSTANO"

BERLUSCONI FIN DA PICCOLO
Antonio Dipollina per il settimanale La Tele (la guida più completa satellite e tv), in edicola domani, sito www.latele.it, ha scovato questa chicca che andrà in onda domani su Rai Sat Album.

Era il 1986, ma Silvio Berlusconi aveva già le idee chiare. A Enzo Biagi, che gli chiese un'intervista per la trasmissione Spot rispose: ok, purché venga lei a intervistarmi nei miei studi televisivi. Biagi andò. Il risultato fu un'intervista di venti minuti che ora RaiSat Album, con mossa sagace, ripropone (alle 22.05, mercoledì 27). L'intervista è clamorosa.

Primo: per i due protagonisti, che oggi sono acerrimi nemici, come tutti sanno. Secondo: per il confronto sull'atteggiamento dei due. Biagi ha il piglio del grande intervistatore alle prese con quello che allora tutti consideravano una sorta di fascinoso pirata, destinato però a chissà quale fine. Berlusconi è sul chi vive, in netta difesa ma non rinuncia alle armi dialettiche che, in futuro, gli varranno alcuni evidenti successi. Biagi è ironico ("Berlusconi ogni tanto parla di sé in terza persona"), insiste sull'amicizia con Craxi e sulle ambizioni dell'intervistato. Si parla di De Mita e di Tommaso Moro, di debiti e del Milan. E su questo, viene fuori il Berlusconi autentico: "E' vero costa miliardi. Ma anche le belle donne costano". Otto anni dopo entrerà, con grande successo, in politica.

Presentazione Biagi:
Silvio Berlusconi, milanese, 49 anni, classico esempio di uomo che si è fatto da solo. Comincia con l'edilizia negli anni del boom ma diventa un nome con le tv private e l'editoria. Dice di dormire non più di quattro ore per notte, qualche volta parla di sé anche in terza persona. Ha detto per esempio: il 92 per cento degli italiani adorano Berlusconi.è inutile accusarlo di aver creato un monopolio: risponde che le sue sono le dimensioni giuste per una sana economia. Alcuni esperti guardano con diffidenza al moltiplicarsi delle sue iniziative, ma lui annuncia nuovi progetti. I critici hanno qualche obiezione sulla consistenza dei suoi programmi, ma lui risponde che sta facendo cultura, e che la esporterà per far felici francesi, spagnoli e tedeschi. Per il momento però ha importato, soprattutto dalla tv americana.Berlusconi pensa a un Europa di Berlusconi, è la prima volta che va in tv, e la condizione è stata andare nei suoi studi: qualcuno ha scritto che siamo andati a Canossa, va rettificato: siamo stati a Milano2.


Biagi:
Come gli spettatori vedono, questo non è il solito studio di Spot ma è uno studio di Canale 5, di cui sono ospite per questa intervista e ringrazio. Dottor Berlusconi, sbaglio o è un momento difficile per lei: il Milan ha una situazione incerta, non c'è decreto che si occupi delle televisioni private, in Francia questo Macaroni che è arrivato per dare una televisione nuova non è gradito da tutti, allora vedo il giusto o sbaglio?

Berlusconi:
C'è un poco di vero ma la situazione non è così preoccupante come dice lei. Il Milan è un affare di cuore e lo lasciamo nella sfera dei sentimenti.

Biagi:
Un affare che costa miliardi.

Belrusconi:
Anche le belle donne costano molto. Ma anche il cuore non può spingere nessuno ad entrare in una palude, anche se c'è bisogno di fare un po' di bucato. Il gruppo si muove in diverse direzioni. Per quanto riguarda i pretori mi pare che hanno confermato quello che la giurisprudenza ha già dato per acquisito. C'è stato solo un pretore che si è pronunciato contro la giurisprudenza, contro il diritto stesso che si è consolidato sull'argomento, contro il governo che ha dichiarato di ritenere vigente il decreto, contro il Parlamento che sta lavorando da un anno ad una nuova legge e contro il buon senso e la gente. Non voglio dare giudizi, la gente sa dare i suoi giudizi. In Francia stiamo facendo una cosa un po' folle, fare una tv in due mesi. I francesi certamente non possono soffrire che qualcuno vada a casa loro pretendendo di fare meglio di loro.

Biagi:
Sa che durante una trasmissione il conduttore aveva sul tavolo un modellino di tour Eiffel, stava interrogando un giapponese, e gli ha detto: "piuttosto che darla a un italiano la do a lei."

Berlusconi:
Ma non c'è disprezzo per gli italiani, è che loro si ritengono superiori, e anche questo è un fatto di simpatia. Cambiano anche la storia per questo. I francesi sono convinti che Giulio Cesare prendesse delle batoste sacrosante, non a caso Asterix batte sempre il cattivone, che è Giulio

Biagi:
In questo caso Asterix è lei .

Berlusconi:
Io sono stato dipinto in mille modi, come il cattivone.

Biagi:
L'Evenement ha pubblicato un'inchiesta: titolo "il rapporto che Mitterrand ci nasconde".

Berlusconi:
Non è proprio così, c'è stato un rapporto dell'ambasciatore di Francia che ha detto delle cose giuste sul nostro gruppo, ma hanno ribattuto che non avevamo un progetto culturale come la Francia si aspetta. Dicevano che facevamo solo la televisione americana. Non è vero, il 54% del nostro budget lo spendiamo in produzioni originali, abbiamo fatto vedere le cose alla stampa, che all'inizio ci ha trattato malissimo e poi ci ha regalato una campagna straordinaria, nessuna iniziativa ha avuto una campagna così continuata insistente e continuata, siamo stati tutti i giorni per due mesi sui giornali. Quando ho presentato agli industriali e poi ai giornalisti il palinsesto della Cinq siamo riusciti addirittura ad occupare la prima pagina su un numero incredibile dei giornali, siamo passati in diretta su tutti i telegiornali della tv di stato, abbiamo occupato tutte le radio, anche i giornali avversi come Liberation, ci ha dedicato 3 pagine.

Biagi:
Lei è un simpatizzante di Craxi, dei socialisti o è un lib-lab? E' meno compromettente essere lib-lab?

Berlusconi:
Liberal laburista.

Biagi:
O liberal-labile, anche.

Berlusconi:
Liberal laburista: io ne conosco uno solo che è Enzo Bettiza, che per i giorni di pioggia porta uno splendido impermeabile inglese che fa molto lib-lab. Io faccio l'imprendiore, credo nell'Occidente, credo nel libero mercato, e simpatizzo nel senso etimologico del termine con chi ha le mie stesse idee.

Biagi:
Ma lei vede più spesso Craxi o De Mita?

Berlusconi:
Sono amico di Craxi da lunga data anche in tempi non sospetti, e andando in giro per l'Europa vedo e rilevo che è uno dei politici che ha maggiore statura internazionale, il che fa piacere.e sono anche amico di altri politici con cui come editore ho spesso dei contatti

Biagi:
Con De Mita ha contatti?

Berlusconi
Sì, ho avuto anche dei contatti con De Mita.

Biagi:
Cordiali?

Berlusconi
Diciamo che sono stati contatti che non sono sfociati in un amore particolarissimo ma che non stati neppure negativi.

Biagi:
Lei crede che senza un governo Craxi ci sarebbero stati tanti decreti su Berlusconi, almeno un paio?

Berlusconi:
Io credo che assolutamente ci sarebbero stati dei decreti per rimediare ad una situazione che non era una situazione che la gente condivideva. Anzi il fatto di essere amico di Craxi era una remora. Essendo nota la nostra amicizia, la mia per lui e la sua per me, Craxi si è espresso con un atto che ritengo coraggioso, e con lui tutto il governo, perché è stato un decreto votato all'unanimità da tutto il governo, e poi tutte le indagini hanno dimostrato che era legittimo. Il 92 per cento degli italiani ha giudicato in quell'occasione giusto l'operato del governo



Biagi:
Come fa ad avere tante attività che vanno tutte bene?

Berlusconi:
Che vuole che le dica, che siamo bravi?. Lavoro in un gruppo particolarissimo, con collaboratori formidabili, legati da una grande amicizia.

Biagi:
Quante colazioni di lavoro avrà fatte?

Berlusconi:
È un conto delle mie segretarie, più di 150 credo: terribili per la linea ma producenti per il lavoro.


Biagi:
Mi scusi se mi cito, una volta ho scritto che se lei avesse un puntino di tette, farebbe anche l'annunciatrice. Ora mi dice che ha fatto 150 colazioni di lavoro.non le viene mai mal di testa?

Berlusconi:
Mi viene eccome il mal di testa, ed anche l'influenza. Sente, ho una voce molto arrochita, e bassa. Ma si lavora benissimo anche da malati, anzi viva l'influenza, si sta a letto col telefono e si ha tempo per pensare.

Biagi:
Anche le malattie sono un'occasione per lavorare?

Berlusconi:
Se uno ha delle cose da fare non ha tempo di considerarsi malato.

Biagi:
Qual è il segreto del suo successo?

Berlusconi:
Segreti non ce ne sono; lavorare molto, ma anche il successo bisogna vedere, come sa si danno gli esami tutti i giorni. Guardando indietro alle cose che tutti insieme col mio gruppo di collaboratori siamo riusciti a fare, c'è il rischio di sentirsi un po' stanchi. Sono stati sei anni la prima realizzazione edilizia per quattromila abitanti, dieci anni la seconda, dieci anni Milano 3 per quindicimila abitanti

Biagi:
Ma quante cose fa: edilizia, televisione, editoria, vorrebbe fare anche i biscotti se non sbaglio.

Berlusconi:
Non ho una vocazione per i biscotti. Abbiamo quattro divisioni del gruppo, quando un mercato va meno bene gli altri tengono il gruppo. Questo anno abbiamo fatto un bel traguardo, chiudere con utili cospicui senza più debiti; i risultati ci incoraggiano ad andare avanti.

Biagi:
Qual è il modello umano cui si ispira.lei ha fatto un saggio su Tommaso d'Aquino.

Berlusconi:
No, Tomaso Moro.

Biagi:
Sempre santi sono.

Berlusconi:
Ho fatto un saggio su Tomaso Moro perché all'università ho lavorato sul suo libro dell'Utopia. e poi facendo l'edilizia ho sempre pensato di lavorare ad un mio modello di città. Senza auto, con tanto verde, senza colate di cemento, senza falansteri: e ci sono riuscito.

Biagi:
Lei riesce a tradurre il martirio di Tomaso Moro in azioni.

Berlusconi:
No, non è il martirio, è che lui pensava che tutti dovessero fare il meglio per migliorare il mondo

Biagi:
Lei è un cattolico? Praticante?

Berlusconi:


Biagi:
Le leggo questa frase: la tv di Berlusconi ha contribuito a ridurre l'inflazione, ha incentivato l'economia, promosso la democrazia.ne riconosce l'autore?

Berlusconi:
Ma non so, queste parole vengono attribuite a me, i concetti sono concetti che ritengo corretti. E che perciò sostengo. Per quanto riguarda il livello di vita basta accendere la televisione e c'è un offerta di spettacoli enorme, anche la Rai è migliorata molto, la concorrenza ha fatto bene a tutti. Per quanto riguarda l'economia è innegabile che la tv ha sospinto le vendite di molte aziende. Per quanto riguarda il tasso di democrazia del paese la presenza di molte voci è certamente un aumento della democrazia stessa, basta ricordare che nelle ultime amministrative oltre mille candidati sono passati sulle nostre reti. Credo che questo sia veramente un portato positivo della tv commerciale.

Biagi:
Per concludere: io le ho fatto delle domande, ma c'è qualcosa che lei vuole dire e che non le ho chiesto?

Berlusconi:
No. Io sono lieto di averla ospite nei miei studi. C'è una pianta dell'Europa dietro di me, come vede, che è la nostra prossima avventura. Si fanno esami tutti i giorni. Speriamo di andare a fare gli esami in tv, in Spagna, Francia, e una società di programmi europei che possano reggere il confronto americano.

Biagi:
A quando l'America?

Berlusconi:
No, abbiamo ancora moltissimo da fare per la televisione in Europa che dice di volersi dare una unità ma che è ancora molta lontana da questo. Lo sforzo che stiamo facendo in Francia è importantissimo per l'Italia, è l'avvenimento più rilevante sul piano delle esportazioni delle nostre idee, dei nostri talenti, della nostra cultura, del nostro know how: e un reale sostegno alla nostra industria che in Europa non trovano le televisioni commerciali a supportarle. Ma è un fatto importantissimo nella via che porterà verso l'unione dell'Europa. Credo che la tv, come in Italia ha fatto una unificazione del linguaggio, così potrà essere importante per una Europa unita, per i paesi che si possono conoscere meglio; e ci piace essere tra i protagonisti di questa avventura. Speriamo di farcela.


Dagospia.com 26 Novembre 2002