E DENISE RISE - L'AUTO-MIXER DI MINOLI; COM'E' TRISTE L'EDICOLA DE "LA STAMPA" E DE "IL MESSAGGERO"; QUANTO GUADAGNA UN MAGGIORDOMO INGLESE; QUANTO "RUNNING" CLAUDIO VELARDI.

Denise Pardo per L'Espresso


1 - Confindustria
C'è un direttore che vuole un posto al Sole

Trattativa estenuante fra Guidalberto Guidi, presidente del "Sole 24 Ore", e Giuseppe Cerbone, amministratore delegato dell'Ansa, in prima linea per la nomina di direttore generale (sarebbe piaciuto molto anche Enrico Greco, capo dei quotidiani Rcs). Da una parte un prudentissimo Guidi che, dopo l'epurazione di uomini invisi ad Antonio D'Amato e lo sforzo di razionalizzare i costi, centellina le deleghe operative. Dall'altra Cerbone, noto per la pignoleria, concentrato a spuntare poteri e a blindare il contratto per non finire come Maurizio Galluzzo o Ernesto Auci, quando a metà del 2004 arriverà un nuovo presidente confindustriale. Comunque vada, la scelta del direttore generale darà il via al piano editoriale 2003 e, con la ripresa pubblicitaria ancora lontana, alle decisioni su sviluppo e investimenti. Come la trasformazione del "Sole" del lunedì in un giornale più fresco (confezionato non il sabato, ma la domenica) e il raddoppio dei dorsi regionali.


2 - Media e pubblicità
L'uovo di Colombo

Galvanizzato dall'euforia perché Publitalia, concessionaria delle tv del premier guidata da Giuliano Adreani, è riuscita nel 2002 a guadagnare un po', il direttore generale Luigi Colombo si è avventurato su un terreno scivoloso. Sostenendo l'esatto contrario di quanto ha sempre detto Fedele Confalonieri. «In tempi di crisi le aziende tendono a ridurre gli investimenti, concentrandoli su un unico mezzo, il più forte», si è lasciato sfuggire incauto Colombo: «Essendo la tv più forte, tende a assorbire risorse in fuga dagli altri media». Ma come? Da sempre il presidente Mediaset dichiara che la tv non ruba pubblicità alla carta stampata, che si tratta di due mercati completamente diversi. Che Colombo sia diventato un infiltrato Fieg?


3 - Edicola di novembre
Com'è triste Torino

Stime di vendita dei quotidiani nazionali nel raffronto tra novembre del2001 e lo stesso mese di quest'anno. Il "Corriere della Sera" va a 661 mila copie (meno 3,5), "la Repubblica" a 600.755 mila (meno 3,6), "Il Sole 24Ore" è stazionario a 402.720 mila copie (più 0,1)."La Stampa" crolla a 390 mila copie (meno 11,4), "Il Messaggero" scende a 253.500 mila (meno 4,3). La "Gazzetta dello Sport" arriva a 445 mila copie (più 13,8).


4 - Editoria inglese
Caro maggiordomo



In Gran Bretagna impazza il "chequebook journalism", quello con il libretto d'assegni. Piers Morgan, smargiasso direttore del "Daily Mirror", ha proclamato di aver guadagnato 2 milioni di copie in più con le rivelazioni del maggiordomo di Diana, pagate 300 mila sterline, circa 500 mila euro. La ITV Granada per l'intervista televisiva ne ha scucite altre 100 mila, circa15O mila euro. Fleet street inorridisce.


5 - École barisienne
Da Berlinguer a Fitto

Molto disgelista, Raffaele Fitto, presidente della Regione Puglia, figlio di un dicì, casiniano travestito da azzurro, ha chiesto a Raffaele Gorgoni di fare il capo della comunicazione. Gorgoni è inviato del Tg3. Ma quel che appassiona Fitto è il suo passato a Botteghe Oscure: Gorgoni, adeptod ell'école barisienne, era il numero due dell'ufficio stampa del Pci ai tempi di Berlinguer e Natta.


6 - École dalemienne
Da Max a Max

Nell'ultimo direttivo dei Ds si è discusso se affidare all'agenzia "Running" la campagna elettorale delle amministrative di primavera. Combinazione, il suo boss è Claudio Velardi, ex Lothar dalemiano, editore del "Riformista". Ma il suo sponsor è Gianni Cuperlo, responsabile comunicazione Ds, combinazione, anche lui ex dello staff dalemiano. Una collaborazione fra compagni o una vera prestazione professionale a pagamento?


7 - Affettuosità giornalistiche
Mixer di educational

Mixer speciale di autoaffettuosità. Dopo un lungo esilio Giovanni Minoli, protagonista della televisione degli anni Ottanta e Novanta, è tornato a viale Mazzini con la carica di direttore di Rai Educational. Una poltrona minore. Obiettivamente non all'altezza del suo rango. Ma l'importante è tornare sul luogo del delitto. Nessuno gli offre di fare la nuova edizione dei gloriosi "Mixer"? Pazienza! Fa da sé. Essendo direttore di se stesso, Minoli decide di occuparsi dell'autopromozione dei suoi prodotti giornalistici. E si mette a spalmare, prima in sordina, ora sempre più spesso, il palinsesto di Educational Channel con le passate edizioni del suo"Mixer". Caro! Davvero molto educational.


Dagospia.com 13 Dicembre 2002