QUANTO E' BUONO IL CAVALIERE: ATTRAVERSO LA HOPA DI GNUTTI INVESTE I SUOI SOLDINI NELLA PROPRIETA' DE "L'UNITA'".

Paolo E. Russo per Libero


Fossero anche solo poche centinaia di euro, il fatto che ci siano un po' dei soldi di Silvio Berlusconi nella proprietà della nuova Unità è una notizia. Così intrigante da meritare che si riesumi l'abusatissimo detto latino pecunia non olet. La questione, tutt'altro che semplice, è il risultato di un gioco di scatole cinesi tipico della finanza ed ha come motore la Unipol e alcune società ad essa collegate.

Primo protagonista della vicenda è la Soped, una scatola finanziaria creata da Finec Merchant, banca d'affari di cui la compagnia emiliana è il primo azionista. Questa società ha rilevato alla fine dello scorso anno il 30% di Nse, il gruppo che ha acquistato la testata dell'Unità. Visto che sono immediatamente piovute sul presidente Unipol Giovanni Consorte, dalemiano di ferro, le accuse di essere un sicario di Massimo D'Alema contro il quotidiano che non si è mai risparmiato critiche all'ex premier, la compagnia ha ceduto le quote di Soped in mano ad Unipol ad alcune cooperative della famiglia, quelle che figurano tra le sue azioniste principali. Le polemiche si sono smorzate.



Diverso il caso della seconda protagonista della vicenda Unità, la Hopa di Emilio Gnutti. Hopa, oltre ad avere delle azioni di Unipol, detiene l'11,7% della Finec, il gruppo che controlla Sodep e quindi il quotidiano dei Ds. Non ne detiene la maggioranza, ma è pur sempre un canale dal quale fluiscono i soldi che contribuiscono a tenere in vita l'azienda-Unità. Qualche settimana fa, a sorpresa, è entrato in Hopa un nuovo socio. Il caso ha voluto che fosse la Fininvest.

La holding della famiglia Berlusconi ha infatti acquisito il 5,5% delle quote della Hopa. Cosa significa in parole povere? Che un po' di soldi del presidente del consiglio, e non pochi visto il valore del gruppo che due anni fa scalò Telecom-Olivetti, sono stati investiti dal Cavaliere nel giornale che non perde occasione per dargli addosso. Chissà cosa ne pensano i girotondini.


Dagospia.com 22 Gennaio 2003