ANCORA PEZZI DI RICAMBIO FRANCESI PER L'ESERCITO IRAQ; SADDAM FITNESS; DUE TALEBANI UCCISI DURANTE L'INTERROGATORIO; ARRIVA IL "GRANDE FRATELLO" SULLA GUERRA.

1 - LA FRANCIA MANDA ANCORA PEZZI DI RICAMBIO PER AEREI E ELICOTTERI MILITARI IN IRAQ.

Bill Gertz, vecchia volpe del Washington Times e fiero sostenitore della strategia Bush sull'Iraq, fa le bucce ai "nemici" francesi. Sembra infatti che una non meglio identificata società d'oltralpe, abbia violato le sanzioni contro Baghdad non più di un paio di mesi fa inviando pezzi di ricambio per gli aerei Mirage e gli elicotteri da combattimento Gazelle, entrambi di produzione francese. I francesi avrebbero venduto i beni attraverso una società degli Emirati Arabi Uniti, che si è poi occupata della spedizione in Iraq, attraverso un terzo paese, via terra, in camion.
L'addetto stampa dell'Ambasciata Francese a Washington, Nathalie Loiseau è ovviamente caduta dalla nuvole affermando che il suo governo non sa nulla di questa spedizione e la Francia rispetta pienamente le sanzioni che l'ONU ha stabilito nei confronti dell'Iraq.


2 - SADDAM SPRONA IL SUO ESERCITO: TUTTI IN FORMA PER SCONFIGGERE IL NEMICO.

Ecco un po' di sana propaganda filo Saddam. Secondo il sito News24.com, alcuni giornali iracheni avrebbero riportato le dichiarazioni del loro Rais per spingere i suoi soldati e i più alti ufficiali ad allenarsi per contrastare l'imminente invasione del Satana a stelle e strisce. E quali sono le regole d'oro di Saddam per restare in forma e sconfiggere i marines? Semplice: nuotare e correre. Sembra infatti che nel corso di una riunione tenuta qualche settimana fa, il dittatore abbia fermamente consigliato di seguire la sua ben nota passione per il nuoto. Ma anche la corsa è importante. Bisogna riuscire a percorrere 75 chilometri in 17 ore, in modo da poter cogliere di sorpresa il nemico con improvvise incursioni.
Non sappiamo se Saddam abbia convinto i suoi soldati. Sembra comunque che abbia deciso di dimezzare la paga degli ufficiali trovati in sovrappeso.


3 - SE BAGHDAD OPPONESSE RESISTENZA, GLI AMERICANI COLPIRANNO DAL CIELO TENENDO LE TRUPPE DI TERRA ALLE PORTE DELLA CITTÀ.

È a Camp Virginia, in Kuwait che si deciderà la strategia dell'attacco Americano in Iraq. Soprattutto per quello che riguarda il suo aspetto più delicato: la presa di Baghdad. A parlare con l'International Herald Tribune del problema è il generale Scott Wallace, che anticipa alcune linee guida: "qualora si rendesse necessario, la nostra tattica sarà quella di entrare in città il meno possibile, pattugliare dall'aria le parti della città dove sappiamo si trovano i centri nevralgici del regime e cercare di lasciare il più possibile la popolazione civile e i nostri soldati, lontani dalle forze irachene. Dovremmo prenderci il nostro tempo per capire bene dove e come colpire".
"Le penetrazioni via terra", continua il generale, "saranno pianificate con molta attenzione".




4 - È UFFICIALE: DUE PRIGIONIERI TALEBANI UCCISI DURANTE L'INTERROGATORIO. AMNESTY ALZA LA VOCE.

Pessima notizia dell'inglese Independent. Il portavoce della base militare di Bagram in Afghanistan avrebbe ammesso che lo scorso dicembre due prigionieri talebani sarebbero morti a causa delle sevizie subite durante l'interrogatorio. Le forze armate avevano in un primo tempo tentato di nascondere le vere cause dei decessi, ma sembra che la causa ufficiale della morte sia ora scritta a chiare lettere nel rapporto: omicidio. Non è ancora dato sapere se verrà aperta una inchiesta e se qualcuno verrà incriminato, ma l'uso del termine omicidio lo fa ritenere molto probabile.
È da tempo che le forze armate USA sono fortemente criticate da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch, non solo per il trattamento riservato ai prigionieri a Bagram e a Guantanamo, ma anche per aver spesso lasciato fare il lavoro sporco alle polizie di paesi come Giordania, Egitto e Marocco, che non sono costrette a rispondere dei loro atti.


5 - L'ULTIMA FOLLIA DI JERRY BRUCKHEIMER. ARRIVA IL GRANDE FRATELLO SULLA GUERRA. TUTTI INSIEME A CACCIA DEI TERRORISTI.

Poteva la guerra non arrivare a coinvolgere la moda dei reality show? Secondo Popbitch, il produttore Jerry Bruckheimer sta sviluppando un format nel quale una troupe televisiva segue truppe e mercenari alla caccia di terroristi in medio oriente. Non è chiaro se esistano premi, se sia tutto una sceneggiata o altro.


Dagospia.com 7 Marzo 2003