ESPRESSO RISERVATO - SIRCHIA BLOCCA LO SPERMA DI VARENNE; PER IL CONTE UGOCCIONE SQUILLA "FACCETTA NERA"; VOLATE E PREGATE.
Dal "Riservato" de "L'espresso" n. 11, a cura di Paolo Forcellini
1 - Sirchia batte Varenne
Fermare Varenne, il più grande purosangue italiano mai apparso sulla scena mondiale? Lì dove hanno fallito centinaia di fantini e cavalli da corsa, sta invece riuscendo il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Già, perché i funzionari del suo dicastero tardano a rilasciare il nulla osta che consentirebbe al campione di portare a termine le sue ultime battaglie. Dopo aver trionfato in tutti gli ippodromi del pianeta, Varenne si è infatti ritirato dalle competizioni per diventare stallone e procreare puledri in grado di farne rivivere la leggenda. Al suo padrone, Vincenzo Giordano, sono pervenute numerose milionarie richieste per lo sperma dell'inimitabile cavallo. Centinaia di inseminazioni artificiali a caro prezzo sembravano a portata di mano: le richieste fioccavano anche da Stati Uniti, Giappone e Francia. Ma dopo alcuni test sulla fertilità si è scoperto che Varenne soffre di arterite virale, una malattia autoimmune che rischia di far nascere puledri non perfettamente sani in caso di congelamento del seme. Così il cavallo non può che effettuare "monte" vere (con fattrici) nell'allevamento Grifone-Brighetto di Vigone (vicino Torino), dove vive dallo scorso ottobre. Ma Sirchia lo tiene al palo: senza il suo ok, anzi senza un semplice timbro su un certificato, nessun accoppiamento sarà possibile. E il periodo buono per la monta, ovvero marzo-aprile, è già arrivato.
2 - Satira nel mirino
Daniele Luttazzi racconta a "L'espresso" un episodio realmente accaduto. «Bebo Storti, l'indimenticabile conte Uguccione di "Mai dire gol", è in tournée con il monologo drammatico "Mai morti", lo sfogo tragico di un nostalgico di Salò. Dopo l'irruzione di facinorosi di destra alla prima di Roma (dovette intervenire la polizia) si susseguono le minacce ottuse all'attore e ai teatri che lo ospitano in tutta Italia. Qualche settimana fa, a Genova (l'indimenticabile sede della tonnara alla scuola Diaz nei giorni del G8), il teatro in cui Bebo avrebbe dovuto recitare è stato imbrattato da scritte spray intimidatorie, la cui violenza ha indotto i responsabili del teatro a informare la Digos locale. La Digos manda un funzionario a esaminare la faccenda. Il funzionario si fa raccontare i fatti, esegue un sopralluogo, dice: "Sappiamo chi sono, quattro giovinastri", rassicura tutti: Storti stia tranquillo, due agenti in borghese saranno presenti a ogni rappresentazione e la Digos lo accompagnerà in auto, dall'albergo al teatro e dal teatro all'albergo. Si diffonde un sentimento di sollievo. In quel mentre suona il telefonino del funzionario Digos. La musichetta del telefonino è "Faccetta nera"». Luttazzi includerà la storia nel suo libro "La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne" (Feltrinelli).
3 - Volate e pregate
«La torre di controllo è il mio angelo custode». L'invocazione di un pilota in difficoltà? No, il frammento di una preghiera, lunga 3 minuti e 22 secondi, recitata nella frequenza d'emergenza dell'aeroporto di Venezia. A declamarla con fervore, il direttore dello scalo, l'ingegnere Valerio Bonato. Non nuovo a queste esperienze mistiche. I "cammini di consapevolezza", nove chilometri di passeggiata con orazione davanti al capitello della Madonna di Loreto, da lui voluto e fatto costruire, sono ben noti ai dipendenti del Marco Polo. Ai quali l'ingegnere ha regalato anche delle preci personalizzate con posologia annessa «una volta al giorno. Grazie». Alle rimostranze di qualche "ateo", preoccupato dell'inusuale uso dell'etere, Bonato controbatte: «Recitare una preghiera è un eminente uso di sicurezza della frequenza d'emergenza». Ma il Sulta, sindacato unitario lavoratori trasporto aereo, è di tutt'altro parere: «È senza giustificazione l'interruzione di un servizio essenziale che pregiudica la sicurezza aeroportuale».
Dagospia.com 11 Marzo 2003
1 - Sirchia batte Varenne
Fermare Varenne, il più grande purosangue italiano mai apparso sulla scena mondiale? Lì dove hanno fallito centinaia di fantini e cavalli da corsa, sta invece riuscendo il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Già, perché i funzionari del suo dicastero tardano a rilasciare il nulla osta che consentirebbe al campione di portare a termine le sue ultime battaglie. Dopo aver trionfato in tutti gli ippodromi del pianeta, Varenne si è infatti ritirato dalle competizioni per diventare stallone e procreare puledri in grado di farne rivivere la leggenda. Al suo padrone, Vincenzo Giordano, sono pervenute numerose milionarie richieste per lo sperma dell'inimitabile cavallo. Centinaia di inseminazioni artificiali a caro prezzo sembravano a portata di mano: le richieste fioccavano anche da Stati Uniti, Giappone e Francia. Ma dopo alcuni test sulla fertilità si è scoperto che Varenne soffre di arterite virale, una malattia autoimmune che rischia di far nascere puledri non perfettamente sani in caso di congelamento del seme. Così il cavallo non può che effettuare "monte" vere (con fattrici) nell'allevamento Grifone-Brighetto di Vigone (vicino Torino), dove vive dallo scorso ottobre. Ma Sirchia lo tiene al palo: senza il suo ok, anzi senza un semplice timbro su un certificato, nessun accoppiamento sarà possibile. E il periodo buono per la monta, ovvero marzo-aprile, è già arrivato.
2 - Satira nel mirino
Daniele Luttazzi racconta a "L'espresso" un episodio realmente accaduto. «Bebo Storti, l'indimenticabile conte Uguccione di "Mai dire gol", è in tournée con il monologo drammatico "Mai morti", lo sfogo tragico di un nostalgico di Salò. Dopo l'irruzione di facinorosi di destra alla prima di Roma (dovette intervenire la polizia) si susseguono le minacce ottuse all'attore e ai teatri che lo ospitano in tutta Italia. Qualche settimana fa, a Genova (l'indimenticabile sede della tonnara alla scuola Diaz nei giorni del G8), il teatro in cui Bebo avrebbe dovuto recitare è stato imbrattato da scritte spray intimidatorie, la cui violenza ha indotto i responsabili del teatro a informare la Digos locale. La Digos manda un funzionario a esaminare la faccenda. Il funzionario si fa raccontare i fatti, esegue un sopralluogo, dice: "Sappiamo chi sono, quattro giovinastri", rassicura tutti: Storti stia tranquillo, due agenti in borghese saranno presenti a ogni rappresentazione e la Digos lo accompagnerà in auto, dall'albergo al teatro e dal teatro all'albergo. Si diffonde un sentimento di sollievo. In quel mentre suona il telefonino del funzionario Digos. La musichetta del telefonino è "Faccetta nera"». Luttazzi includerà la storia nel suo libro "La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne" (Feltrinelli).
3 - Volate e pregate
«La torre di controllo è il mio angelo custode». L'invocazione di un pilota in difficoltà? No, il frammento di una preghiera, lunga 3 minuti e 22 secondi, recitata nella frequenza d'emergenza dell'aeroporto di Venezia. A declamarla con fervore, il direttore dello scalo, l'ingegnere Valerio Bonato. Non nuovo a queste esperienze mistiche. I "cammini di consapevolezza", nove chilometri di passeggiata con orazione davanti al capitello della Madonna di Loreto, da lui voluto e fatto costruire, sono ben noti ai dipendenti del Marco Polo. Ai quali l'ingegnere ha regalato anche delle preci personalizzate con posologia annessa «una volta al giorno. Grazie». Alle rimostranze di qualche "ateo", preoccupato dell'inusuale uso dell'etere, Bonato controbatte: «Recitare una preghiera è un eminente uso di sicurezza della frequenza d'emergenza». Ma il Sulta, sindacato unitario lavoratori trasporto aereo, è di tutt'altro parere: «È senza giustificazione l'interruzione di un servizio essenziale che pregiudica la sicurezza aeroportuale».
Dagospia.com 11 Marzo 2003