CARTOLINE DALL'INFERNO DI CARTA
CHICCO IN THE SKY WITH MURDOCH - PROFUMO DI BIDONE BY GERONZI
VELENO CRAXIANO PER MIELI - UNA VESPA RONZAVA SU MIRA MARKOVIC

Lunedì 17 marzo (S.Patrizio).
Torino sede del museo dei direttori storici. Che il "giornalismo sia un male" non è una gran novità. A pensarla così, ben prima del vostro diarista, era il Grande Boemo di Vienna, Karl Kraus. Ma, a suo parere, il giornalismo "non può essere impedito perché non sapremmo che fare dei giornalisti se i giornali non ci fossero". Dopo il raduno torinese dei direttori storici per santificare il Giovanni Agnelli editore, una alternativa sembra offrirsi alla categoria degli scriba, alla gianduia. Mettere su una bella compagnia di giro con in locandina la commedia: "I tromboni del teatro Carignano".

Martedì 18 marzo (S.Salvatore).
Gocce cinesi e fiori di garofano. Leggo sul Foglio una letterina della combattiva Stefania Craxi per denunciare il Patto di Carta tra i maggiori quotidiani italiani ai tempi di Tangentopoli. L'intesa ri-rivelata sulle colonne dell'Unità da Piero Sansonetti e ri-ripresa sul Riformista di Antonio Polito. Ma l'ingenua figliola di Bettino non deve chiedere al Polito pentito di "frugare di più nella propria memoria". La domanda andrebbe rivolta, tra gli altri, all'ideatore di quel patto scellerato: l'ineffabile Paolino Mieli. Tanti anni fa, fu proprio il suo galante compagno di nuotate ad Hammamet a mettere in croce Bettino Craxi e la partitocrazia. In nome di quella "Rivoluzione italiana" (titolo di un memorabile editoriale del Mieli) che doveva salvare dalla gogna Cesare Romiti e l'intera classe imprenditoriale. Compreso il Cavaliere di Arcore. Così andarono le cose. Almeno a Milano. Ricorda, la giovane Stefania, il memoriale dal carcere di Enzo Papi apparso sulla terza pagina del Corrierone? Chi l'ha commissionato? Chi l'ha materialmente scritto? Così da impedire che il Papi, distrutto dalla detenzione (preventiva), tirasse in ballo i vertici della Fiat? E, carissima signorina Craxi, s'informi se in quegli stessi terribili anni l'Avvocato fissò dei ricchi vitalizi per i suoi più fidati dipendenti. Cambiali in bianco, che ancor oggi vengono onorate. Gocce cinesi... per dirla con le parole di un titolo (invenduto) di Paolino Mieli.

Mercoledì 19 marzo (S.Giuseppe).
Fervet opus nello studio del notaio (carissimo) Piergaetano Marchetti. Il presidente del patto di sindacato della mia Mediobanca. Ma di ribaltoni in piazzetta Cuccia non si sente parlar più. Ad eccezione del tenerissimo Peter Pan, editore e direttore di "Milano Finanza". Dopo i fuochi di guerriglia e gli sgambetti (Jonella Ligresti che vota contro Cincio Maranghi, davvero imperdonabile!) adesso tutti dicono di voler lavorare per la pace. Da Cesarone Geronzi, il Saddam Hussein di via Minghetti, al baldo Alessandro Profumo; da Antoine Bernheim a Ennio Doris. Una prudenza dettata dai timori del pio (tutto) Antonio Fazio che lo scontro su Mediobanca non avrebbe avuto quale unica vittima Cipresso Maranghi. Il mio amico Franceschiello Cossiga ch'è un profondo conoscitore degli usi civici degli ex demani feudali (gli ademprivi) in uso nella sua Sardegna dell'Ottocento - e per molti anni in vigore anche nella mia Mediobanca -, ha spiegato al banchiere Fabrizio Palenzona che non consentirà a Cesare Geronzi (dalle tasche bucate) di abolirli. Lì dove non riuscì nemmeno il conte Camillo Benso di Cavour.

Giovedì 20 marzo (S.Alessandra).
A proposito di Cesare Geronzi e dell'affaire Telekom Serbia, debbo chiedere al sommelier di casa Angiolillo, Brunello Vespa, chi gli raccomandò la signora Mira Markovic che ebbe ospite a "Porta a porta" nel 1999 durante i bombardamenti Nato sull'ex Jugoslavia. E chi è, soprattutto, Mira Markovic.



Venerdì 21 marzo (S.Nicola di Flue).
Stasera mia moglie, Nuova Idea Beneduce, ha visto riapparire sul piccolo schermo il direttore del Tg5, il bravo Enrico Mentana. L'ex enfant prodige del biscione era svanito nel nulla proprio nei giorni dell'ultimatum anglo-americano all'Irak. L'impertinente Roberto D'Agostino da almeno un paio di anni lo dà in uscita da Mediaset. Nei prossimi mesi il Cavaliere e Fedelino Confalonieri potrebbero dare ragione a quella profezia. Con il benestare di Piersilvio Berlusconi, i due ragazzi irresistibili di Cologno Monzese avrebbero consigliato a Rupert Murdoch, nuovo padrone di Stream-Telepiù, d'ingaggiare il loro Enrico Mentana quale responsabile del canale informativo di Skynews. E fu subito trattativa tra la Fox del Palatino la Fox australiana. Per la firma, appuntamento a Cala di Volpe?

Sabato 22 marzo (S.Lea).
Provo umana simpatia per lo spumeggiante banchiere Alessandro Profumo. L'amministratore di UniCredit ha fatto da ariete nell'assalto al Leone di Trieste. E il furbo Cesare Geronzi ha spinto per la coda il torello di piazza Cordusio nell'infida arena. Ben sapendo che sarebbe stato il bel Profumo a rompersi per primo le corna. "Parla e taci al tempo", avrebbe osservato il silente Solone di Brescia, Giovanni Bazoli.

Domenica 23 marzo (III. di Quaresima).
Una volta l'impertinente deputato Carlo Donat Cattin bollò l'arrogante Giorgio La Malfa come "il figlio di Dio". Ma nella difesa dell'indipendenza di Mediobanca il giovanottino conferma appieno questo suo caratterino difficile. E attende sereno l'azione giudiziaria minacciatagli dal Sor Cesare Geronzi. Ma il numero uno di Capitalia ha già rinunciato a trascinare in tribunale le carte della guerra Mediobanca-Banche-Generali. Il pio (tutto) Antonio Fazio può tirare un sospiro di sollievo.

(a cura di Tina A.Commotrix)


Dagospia.com 24 Marzo 2003