"CAPITAL": CERCASI PAOLO MARTINI DISPERATAMENTE.
Non decolla il progetto di Giuliano Ferrara per l'edizione francese del Foglio. Di questo soprattutto (delle difficoltà, in particolare, di trovare finanziatori parigini che si impegnino seriamente a non "sganciarsi" dopo pochi mesi) hanno parlato Giulianone e Paolo Mieli a Parigi. D'altronde, per parlare di altri progetti eventuali, i due non hanno bisogno di andare nella Ville Lumiére: si vedono spesso a Milano e Roma, nel loro comune pendolarismo.
L'idea di una ipotetica nuova pubblicazione Rcs con il coinvolgimento di Ferrara non é legata alle vicende dell'Europeo. Questo ha un'altra storia: il numero sui "grandi gialli del dopoguerra" Daniele Protti (direttore responsabile) e Silvia Tedesco (art director) lo hanno pronto da tempo, il ritardo di uscita é legato a una trattativa in corso con uno o più sponsor per far uscire altri numeri (pochi) con una analoga impostazione editoriale.
Il progetto di cui hanno parlato Ferrara e Mieli più che un progetto é una idea, priva ancora di una base di concretezza. D'altronde, non può essere che così: troppe caselle devono andare a posto con le elezioni. Per esempio: che cosa farà Cesare Romiti dopo la più che probabile vittoria di Berlusconi? Il politico? L'editore? E come finirà con i grandi investimenti Rcs e Hdp sul pianeta Internet?
Nell'attesa Mieli deve affrontare le rogne che gli vengono soprattutto dalla Rcs Periodici (che oltretutto vede un certo fermento sull'elezione della nuova commissione sindacale dei giornalisti: vinceranno i "pragmatici" o i "duri"?). Ultima rogna in ordine di tempo é lo "scippo" perpetratogli dagli amici Della Valle e Montezemolo: Gigi Zazzeri, voluto proprio da Mieli alla direzione di Capital, ha lasciato dopo pochi mesi la testata. E non é facile sostituirlo.
Grossi nomi disposti a gettarsi nell'avventura di un mensile che sta dando qualche segnale di ripresa (dopo anni di difficoltà) non se ne vedono. Ma, ovviamente, impazza il toto-direttore nei corridoi di via Rizzoli 2 a Milano. Alcuni dei primi nomi sembrano superati: Fabiana Giacomotti non molla il rilancio di Amica, Francesco Cevasco non sarebbe disponibile. Paolo Bonanni invece sarebbe pronto a ripetere il bis (direttore di Max e Capital), ma ancora nessuno glielo ha chiesto.
Così spuntano altri nomi: Alessandro Giglioli (ex direttore di Gulliver, oggi direttore editoriale Darp, De Agostini-Rizzoli), Lionello Cadorin (caporedattore del Mondo, ma subito il direttore Gianni Gambarotta ha fatto fuoco e fiamme, perché dopo aver perso il vice Papetti e l'inviato romano Sergio Rizzo, approdati al Corriere, non vuole privarsi del suo più importante collaboratore). Fa capolino anche il nome di Enrico Cisnetto; ma il più gettonato giornalista economico (è editorialista del Messaggero, Gazzettino di Venezia, Panorama, Il Mondo, il Foglio e di poche ore fa il suo ingresso alla AP-Biscom diretta da Lucia Annunziata) non ha nessuna voglia di ritornare tra le rogne redazionali.
( Montezemolo )
Nel toto-direttore é stato inserito a sorpresa anche il nome di Protti, improvvisamente riapparso a Milano nei giorni scorsi (oltre a curare l'Europeo, fa l'inviato e scrive per varie testate, negli ultimi mesi la sua firma é apparsa spesso su Capital). Solo una coincidenza, perché il candidato più accreditato appare Paolo Martini (ex vicedirettore de L'Europeo con Miriam De Cesco e Lamberto Sechi): non ha un contratto fisso con nessuno, è collaboratore dell'Espresso, confeziona con Irene Ghergo "Bau" su Rai-Sat, è ripieno come un uovo di fonti e di notizie. Martini dunque firmerà Capital dal 1 aprile (il numero di marzo sarà ancora firmato da Zazzeri)?
(Copyright Dagospia.com 24-01-2001)
L'idea di una ipotetica nuova pubblicazione Rcs con il coinvolgimento di Ferrara non é legata alle vicende dell'Europeo. Questo ha un'altra storia: il numero sui "grandi gialli del dopoguerra" Daniele Protti (direttore responsabile) e Silvia Tedesco (art director) lo hanno pronto da tempo, il ritardo di uscita é legato a una trattativa in corso con uno o più sponsor per far uscire altri numeri (pochi) con una analoga impostazione editoriale.
Il progetto di cui hanno parlato Ferrara e Mieli più che un progetto é una idea, priva ancora di una base di concretezza. D'altronde, non può essere che così: troppe caselle devono andare a posto con le elezioni. Per esempio: che cosa farà Cesare Romiti dopo la più che probabile vittoria di Berlusconi? Il politico? L'editore? E come finirà con i grandi investimenti Rcs e Hdp sul pianeta Internet?
Nell'attesa Mieli deve affrontare le rogne che gli vengono soprattutto dalla Rcs Periodici (che oltretutto vede un certo fermento sull'elezione della nuova commissione sindacale dei giornalisti: vinceranno i "pragmatici" o i "duri"?). Ultima rogna in ordine di tempo é lo "scippo" perpetratogli dagli amici Della Valle e Montezemolo: Gigi Zazzeri, voluto proprio da Mieli alla direzione di Capital, ha lasciato dopo pochi mesi la testata. E non é facile sostituirlo.
Grossi nomi disposti a gettarsi nell'avventura di un mensile che sta dando qualche segnale di ripresa (dopo anni di difficoltà) non se ne vedono. Ma, ovviamente, impazza il toto-direttore nei corridoi di via Rizzoli 2 a Milano. Alcuni dei primi nomi sembrano superati: Fabiana Giacomotti non molla il rilancio di Amica, Francesco Cevasco non sarebbe disponibile. Paolo Bonanni invece sarebbe pronto a ripetere il bis (direttore di Max e Capital), ma ancora nessuno glielo ha chiesto.
Così spuntano altri nomi: Alessandro Giglioli (ex direttore di Gulliver, oggi direttore editoriale Darp, De Agostini-Rizzoli), Lionello Cadorin (caporedattore del Mondo, ma subito il direttore Gianni Gambarotta ha fatto fuoco e fiamme, perché dopo aver perso il vice Papetti e l'inviato romano Sergio Rizzo, approdati al Corriere, non vuole privarsi del suo più importante collaboratore). Fa capolino anche il nome di Enrico Cisnetto; ma il più gettonato giornalista economico (è editorialista del Messaggero, Gazzettino di Venezia, Panorama, Il Mondo, il Foglio e di poche ore fa il suo ingresso alla AP-Biscom diretta da Lucia Annunziata) non ha nessuna voglia di ritornare tra le rogne redazionali.
( Montezemolo )
Nel toto-direttore é stato inserito a sorpresa anche il nome di Protti, improvvisamente riapparso a Milano nei giorni scorsi (oltre a curare l'Europeo, fa l'inviato e scrive per varie testate, negli ultimi mesi la sua firma é apparsa spesso su Capital). Solo una coincidenza, perché il candidato più accreditato appare Paolo Martini (ex vicedirettore de L'Europeo con Miriam De Cesco e Lamberto Sechi): non ha un contratto fisso con nessuno, è collaboratore dell'Espresso, confeziona con Irene Ghergo "Bau" su Rai-Sat, è ripieno come un uovo di fonti e di notizie. Martini dunque firmerà Capital dal 1 aprile (il numero di marzo sarà ancora firmato da Zazzeri)?
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