LETTERE SFACCIATE - I NOMI DI CHI LAVORO' AI TEMPI PER LE TV DEL BISCIONE? ECCOLI: BOCCA, MONTANELLI, TURANI, LEVI.



Filippo Facci per Il Domenicale, in edicola sabato


Riassunto della cenciata giornalistica numero tremila. Giampaolo Pansa, anima critica e sconsolata della sinistra giornalese, ha scritto su L'espresso che sin dai tardi anni Settanta «Sua Emittenza veniva corteggiata da una turba di signore e signori che adesso ritrovo in prima fila nei commandos antiberlusconiani. qualcuno di loro ha pure lavorato per le tv del Biscione, cuccando ottimi stipendi e senza neppure l'attenuante della figliolanza alla fame. esistono vecchi libri che possono essere sfogliati con utilità».

Sorbole. Pierluigi Battista, anima critica e sconsolata della destra giornalese (e allievo terzista fuori corso) si è accorto di quanto scritto da Giampaolo Pansa e allora ha scritto sul La Stampa: «Nomi? Nemmeno uno. Dalla bocca di Pansa non ne esce neanche uno. non potrebbe essere più utile menzionare soltanto qualche nome?». Bene: e siccome i nomi non li ha fatti Pansa ma alla fine neppure Battista, urge avventato che sfogli i vecchi libri e faccia i nuovi nomi. Ed eccoci. L'input è il medesimo che a loro tempo mosse questi signori: ci pagano. Sicché i nomi sono essenzialmente questi: Giorgio Bocca, Giuseppe Turani, Indro Montanelli e Arrigo Levi. Più qualche dio minore.



Eppure il tormento maggiore riguardò ancora una volta Enzo Biagi: Berlusconi l'invitò a cena il 21 febbraio 1983 (possedeva Canale 5 e ItaliaUno ma non ancora Retequattro, dove Biagi lavorava con Carlo Freccero) e il Cavaliere tornò alla carica più volte, ma Biagi non credette ai suoi progetti anche perché intanto era tornato a trattare con la Rai. Fu in quel periodo che Biagi scrisse: «Berlusconi, se avesse le tette, farebbe anche l'annunciatrice».
Ma il vero incidente fu quando successivamente chiesero a Berlusconi di Biagi: «Ho già ingaggiato - rispose il Cavaliere - la nazionale del giornalismo: Indro Montanelli, Giorgio Bocca e Arrigo Levi». La vanità di Biagi ebbe un colpo durissimo, non si riebbe mai.

Giorgio Bocca invece non ebbe alcun problema (morale e soprattutto economico) ma le sue interviste rivelarono inopinatamente uno scarso appeal catodico, peraltro con pretesa di doppia telecamera: non riusciva a fare i controcampi, ossia le domande registrate a parte e rivolte a nessuno, la specialità di Biagi. Peppino Turani ebbe decisamente meno problemi, ma pure lui un po' come Montanelli, decisamente più di Montanelli si rivelò dimenticabile.

E' solo per questo, di base, che certe vecchie perfomance di certi rinnovati nemici del Biscione paiono ora delle rivelazioni: furono un sostanziale fiasco. Succede. Se non fosse così tremendamente volgare, piacerebbe tuttavia sapere quanto fecero valutare la propria annata.


Dagospia.com 5 Giugno 2003