CERCHI UNA "POPSTAR"? VAI IN VIA MURATORI 13, MILANO....
Eran trecento, giovani e forti, e ora sono rimasti in dieci, chiuse in un appartamento in via Muratori 13 Milano. Questa è l'odissea di un programmino partito in sordina su Italia Uno, tutti i pomeriggi, che pian piano ha contagiato le smanie e le frenesie delle ragazzine d'Italia. Tutte alla ricerca di quei cinque minuti di celebrità che solo il cubo videale (o un bel crimine sociale) può dare alle anime anonime, a volte "morte". della terra.
Con "Popstar" siamo dalle parte di "Non è la Rai" coniugata con "Chorus Line", con finale alla Grande Fratello - ovviamente il format è australiano. Infatti, tra gli autori, c'è di mezzo la zampona di Irene Ghergo, già sodale di Boncompagni - il di lei ritratto è al termine dell'articolo, redatto da un noto scrittore che vuole mantenera l'anonimato.
Dopo aver girovagato per la penisola provinando provinando ragazzine canterine al diletto scopo di formare una all-girls-band, modello Spice o All Saints, ne hanno selezionate dieci e le hanno rinchiuse in una appartamento, come vuole la legge del Grande Fratello, tampinate dalle telecamere. Diventeranno cinque e il 16 marzo, in prima serata, ci sarà lo svelamento delle future popstar.
Per un pubblico adulto e attempato, la cosa non può fregar di meno. Ma ci dicono che il mondo giovanile è in fermento, le bambocce trovano nel programma uno schermo di salvataggio alla loro vita sciapa. E vanno in giro a scocciare per conoscere l'ndirizzo della casa delle Popstar. Se è per tanto poco, le accontentiamo: via Muratori 5, Milano.
RITRATTO DI IRENE GHERGO
di autore anonimo
Sopravvissuta al naufragio kolossal della "Crociera" televisiva e a uno stuolo di odiatori personali in servizio permanente effettivo, Irene Ghergo con "Popstar" porta ora a compimento un'intera esperienza umana e professionale. Selezionatrice tra le più crudeli e fortunate, ha dato vita per un intero ventennio al regime soubrettinistico di Gianni Boncompagni, ripopolando la tv di nuove dive e aspiranti tali.
Dopo una brillante avventura nel cinema al fianco del press-agent Enrico Lucherini, Irene Ghergo si è sobbarcata centinaia di provini, e di puntate come autore, per appuntamenti tradizionali della Rai, dal mezzogiorno alla domenica pomeriggio, intere nuove produzioni Mediaset come "Non è la Rai", esperimenti cult come "Macao".
Ha interiorizzato il concetto stesso di bellezza divistica fin dal primo vagito: è figlia del grande fotografo Arturo Ghergo, autore dei più ammalianti ritratti delle gradi dive del cinema italiano. Sa come la femminilità può sconfinare nel mito e non ha mai rinunciato all'esercizio in prima persona dello strapotere della seduzione. Non ha hobby, a parte dormire e, invariabilmente, non troppo prima dell'alba, assassinando quasi sempre il mattino, oltre a una lunga teoria di corteggiatori.
E' una vittima consapevole e dichiarata dell'adulazione ma sa tenere a bada i sentimenti, che la fanno sbadigliare appena evocati. Aldilà delle apparenze, sa essere persino tenace e costante, come un branco di belve durante la caccia notturna. Nelle sue vene scorre comunque sangue freddo mitteleuropeo, grazie a una madre polacca di origini austriache. Vista da vicino appare di facili distrazioni, incostante, capricciosa e, soprattutto, iena.
Troppo da vicino, brucia. E' impossibile trovare la distanza giusta, sa farsi soltanto esageratamente amare, oppure detestare. La natura l'ha voluta anche madre, giovanissima, di tre figli decisamente speciali, anche perché le sono sopravvissuti. Detesta la retorica e l'ipocrisia, alle buone maniere affettate contrappone insolente la superficialità, preferisce la "frocerie" ai salotti bene, pretende dagli intellettuali che la divertano, oltre che insegnarle molto di più di quello che a scuola non ha voluto imparare.
Adora il talento e ha stima dei vincenti: vede le persone che sfiora, volare alto sopra gli ostacoli della vita, altrimenti si gira dall'altra parte. Auguri, ragazze.
(Copyright Dagospia.com 23-02-2001)
Con "Popstar" siamo dalle parte di "Non è la Rai" coniugata con "Chorus Line", con finale alla Grande Fratello - ovviamente il format è australiano. Infatti, tra gli autori, c'è di mezzo la zampona di Irene Ghergo, già sodale di Boncompagni - il di lei ritratto è al termine dell'articolo, redatto da un noto scrittore che vuole mantenera l'anonimato.
Dopo aver girovagato per la penisola provinando provinando ragazzine canterine al diletto scopo di formare una all-girls-band, modello Spice o All Saints, ne hanno selezionate dieci e le hanno rinchiuse in una appartamento, come vuole la legge del Grande Fratello, tampinate dalle telecamere. Diventeranno cinque e il 16 marzo, in prima serata, ci sarà lo svelamento delle future popstar.
Per un pubblico adulto e attempato, la cosa non può fregar di meno. Ma ci dicono che il mondo giovanile è in fermento, le bambocce trovano nel programma uno schermo di salvataggio alla loro vita sciapa. E vanno in giro a scocciare per conoscere l'ndirizzo della casa delle Popstar. Se è per tanto poco, le accontentiamo: via Muratori 5, Milano.
RITRATTO DI IRENE GHERGO
di autore anonimo
Sopravvissuta al naufragio kolossal della "Crociera" televisiva e a uno stuolo di odiatori personali in servizio permanente effettivo, Irene Ghergo con "Popstar" porta ora a compimento un'intera esperienza umana e professionale. Selezionatrice tra le più crudeli e fortunate, ha dato vita per un intero ventennio al regime soubrettinistico di Gianni Boncompagni, ripopolando la tv di nuove dive e aspiranti tali.
Dopo una brillante avventura nel cinema al fianco del press-agent Enrico Lucherini, Irene Ghergo si è sobbarcata centinaia di provini, e di puntate come autore, per appuntamenti tradizionali della Rai, dal mezzogiorno alla domenica pomeriggio, intere nuove produzioni Mediaset come "Non è la Rai", esperimenti cult come "Macao".
Ha interiorizzato il concetto stesso di bellezza divistica fin dal primo vagito: è figlia del grande fotografo Arturo Ghergo, autore dei più ammalianti ritratti delle gradi dive del cinema italiano. Sa come la femminilità può sconfinare nel mito e non ha mai rinunciato all'esercizio in prima persona dello strapotere della seduzione. Non ha hobby, a parte dormire e, invariabilmente, non troppo prima dell'alba, assassinando quasi sempre il mattino, oltre a una lunga teoria di corteggiatori.
E' una vittima consapevole e dichiarata dell'adulazione ma sa tenere a bada i sentimenti, che la fanno sbadigliare appena evocati. Aldilà delle apparenze, sa essere persino tenace e costante, come un branco di belve durante la caccia notturna. Nelle sue vene scorre comunque sangue freddo mitteleuropeo, grazie a una madre polacca di origini austriache. Vista da vicino appare di facili distrazioni, incostante, capricciosa e, soprattutto, iena.
Troppo da vicino, brucia. E' impossibile trovare la distanza giusta, sa farsi soltanto esageratamente amare, oppure detestare. La natura l'ha voluta anche madre, giovanissima, di tre figli decisamente speciali, anche perché le sono sopravvissuti. Detesta la retorica e l'ipocrisia, alle buone maniere affettate contrappone insolente la superficialità, preferisce la "frocerie" ai salotti bene, pretende dagli intellettuali che la divertano, oltre che insegnarle molto di più di quello che a scuola non ha voluto imparare.
Adora il talento e ha stima dei vincenti: vede le persone che sfiora, volare alto sopra gli ostacoli della vita, altrimenti si gira dall'altra parte. Auguri, ragazze.
(Copyright Dagospia.com 23-02-2001)