MONTEZEMOLO PRONTO A FARCI UNA CONFINDUSTRIA COSI'
AMICI (POCHI) E NEMICI (TANTI) DELL'EX PORTENFANT-PRODIGE DELL'AVV.
EMMA MARCEGAGLIA, VICE DI LUCA - SPONSOR, MARCO BENEDETTO

Luca scende in campo. E prova a farci una Confindustria così. Dopo tanti dinieghi, smentite e giravolte, il Montezemolo dà un colpo di ciuffo alle sue smodate ambizioni. Durante un cenino estivo, ha comunicato ai presenti di aver sciolte le sace riserve. Sì, mi candiderò alla poltrona che Antonio D'Amato lascerà nell'aprile 2004.

Il ticket sarà una coppia di ferro tondino: Monteprezzemolo sarà affiancato come vice dalla minigonnata Emma Marcegaglia. Dietro Luca, c'è la cosiddetta Terza Componente, vale a dire quel mazzo di anti-damatiani storici come Diego Della Valle, Pininfarina, Luigi Abete, Giorgio Fossa, capitanati dall'ex direttore dell'Assolombarda Michele Porcelli.

All'inizio - nei loro incontri di Roma e Milano - avevano puntato sulla silhouette sci-sci di Pininfarina, inutilmente: l'imprenditore torinese ha qualche problema di gestione con la famiglia, in particolare la sorella Lorenza; e quattro anni distaccato a Roma non se li può permettere. Come Umberto Agnelli, contattato dal poco amato Luchino, ha dichiarato di non potersi permettere di appoggiarlo nella sdrucciolevole corsa a viale dell'Astronomia: la Fiat è nelle condizioni che sappiamo e un altro caso-Calleri (che fu una bruciante sconfitta per il defunto Avvocato, segnale rosso del suo declino) è impensabile. Quindi, caro Cordero di Montezemolo, il Gruppo salirà - italianamente - sul carro del vincitore. Amen.

Altri ostacoli per la corsa di Luca arrivano dalla regione Emilia-Romagna. L'influente Guidalberto Guidi (Ducati Energia) non lo sopporta né come uomo né come rettile. Callisto Tanzi, nel corso della cena di mezza estate nella villa Damecuta ad Anacapri, ha stretto un patto mozzarella & parmigiana con il reuccio di Arzano. Il potente Nord-Est, poi, traccheggia: un giorno sì, il weekend no. Lasciamo perdere Berlusconi e affini: lo getterebbero nell'olio bollente come un sofficino Findus. L'ottuagenario Romiti, infine, lo ama talmente (poco) l'ex portenfant-prodige di Gianni Agnelli che vorrebbe andarci lui al posto di D'Amato; per Cesarone sarebbe il più gradito onore per chiudere in gloria la sua sussultante carriera.

A favore dello shampoiggiante Libera & Bella lavora il banchiere Alessandro Profumo e tutto l'establishment industriale legato alla sinistra. Il padre della Marcegaglia, Steno, recentemente ha lasciato a bocca aperta i mantovani tutti salendo i gradini che lo conducevano sul palco di un convegno della Margherita, sedendosi accanto a Rutelli.



Un altro grande sponsor di Luca è l'amministratore delegato del Gruppo Espresso Marco Benedetto. E da lunga pezza. Era Benedetto il capo ufficio stampa alla Fiat all'epoca di Montezemolo a Torino: in duplex portarono al successo la campagna di Umberto Agnelli senatore diccì. Ed è sempre Benedetto a condurre brillantemente in porto - durante due anni di duro e clandestino lavoro - la nomina del presidente del Cavallino già rampante oggi azzoppato al vertice della Fieg - federazione italiana editori di giornali.

L'amicizia tra l'ad del Gruppo Espresso e il consigliere di amministrazione de La Stampa Editrice è davvero profonda. Un esempio per tutti. Quando Luca scrisse a Berlusconi per rifiutare la proposta a ministro del di lui governo, la lettera fu vista e corretta da Benedetto. E sarà quasi sicuramente La Repubblica - anche oggi c'è un articolo pro-Luca a pagina 29 - ad annunciare ed ufficializzare, intorno a Ferragosto, con un bella intervista, la scesa in campo di Montezemolo.

I nemici sono tanti, e tra questi c'è l'incognita Marcegaglia. La vice non solo è più esperta e forte di Luca in materia di intrighi confindustriali - quindi cacciata da D'Amato per una visione politica diversa e per il suo tic di spifferare tutto alle pagine de L'Espresso - ma in caso di rottura sul nome di Montezemolo la vispa Emma è pronta a correre in proprio.

Lo scenario è quello che è e l'ex fidanzato di Edwige Fenech si deve difendere. Or dunque ha cogitato bene di arruolare al suo fianco Paola Vitto, ex assistente dell'ex presidente della Confindustria Giorgio Fossa, ex capo delle relazioni esterne Hdp-Rcs, contatti e contratto con la sezione confindustriale dell'Emilia-Romagna, attraverso la società di Alessandro Consoli, Meet National Point. Insomma, il Vitto c'è. Manca l'alloggio.


Dagospia.com 7 Agosto 2003