IL SALTO DEL MERLO NELLA GABBIETTA DI EZIO MAURO
FOLLI LO LASCIA AL SUO DESTINO: "RICORDATI DI RONCHEY"
E' LA VOLTA DI SARTORI E STELLA? - "COLPO GROSSO" A VIA SOLFERINO.

Dopo il funesto calcio-mercato (finito nel caos di banche pallonare e di fideiussioni taroccate), pare che sia scoccata l'ora del giornalismo-mercato. Nelle redazione è tutto un vociferare di compravendite, casacche che cambiano, compensi che volano. "Il Corriere ha tolto a Repubblica Magdi Allam pagandolo 16 mila euro netti ogni mese. Come Beckham.". Ancora. "Cosa ha Massimo Franco, traslocato da Panorama al Corriere, che io non ho?". Infine, il caso del giorno: Francesco Merlo. Già considerato El Pibe de Oro di via Solferino per il dovizioso fatto che vive e lavora a Parigi, spesato di tutto, dalla casa alle scuole per i tre figli, con l'incarico di scrivere non di fatti transalpini ma di affari italici.

Ora il lettore deve sapere che la cosiddetta vivacità della scena mediatica col pallottoliere degli stipendi altrui nasce anche dal fatto che il giornalismo-mercato è esploso mentre il mercato pubblicitario accusa la recessione dei consumi (e i budget sopravviventi sono appannaggio delle reti televisive), da una parte. Dall'altra, la Fieg capitanata da Montezemolo ha concluso un contratto nazionale che prevede un aumento mensile di 40-60 euro nel corso di tre anni.

Ma basta spiare la hit parade degli stipendi di via Solferino per comprendere che qualcosa non quadra. In testa alla classifica, non c'è il direttore Folli: è solo quarto dopo Armando Torno, strappato da Cesare Romiti al Sole 24 Ore, quindi Merlo e terzo Gian Antonio Stella.


Il salto del Merlo nella gabbietta di Ezio Mauro

1 - Rispetto a quanto anticipato ieri pomeriggio, Merlo non ha ancora firmato un contratto con il Gruppo Espresso-Repubblica ma solo un "impegno all'assunzione" entro i due prossimi mesi. Equivale a un contratto ma non ha ancora siglato la lettera di dimissioni dall'Rcs.

2 - Nelle trattative, oltre a Ezio Mauro, sono intervenuti con Merlo anche l'amministratore delegato del Gruppo Espresso Marco Benedetto e, sorpresa, Eugenio Scalfari.



3 - Allorché Merlo chiamò Stefano Folli per annunciargli di essere stato contattato da Mauro & C., grande fu la sorpresa di sentire una risposta freddissima dalla cornetta milanese. Il direttore del Corriere ha risposto pressapoco così al suo editorialista di tacco e punta: "Stai facendo l'errore di Alberto Ronchey.". Insomma, l'erede di Spadolini non ha mosso un mignolo per trattenere il fuggiasco.

4 - Il riferimento di Folli a Ronchey la dice lunga sul fallimento degli editorialisti e/o giornalisti passati dal Corriere a Repubblica, dalle pagine liberal a quelle radical. Per Ronchey, Scalfari preparò persino una testatina terribile, "Diverso parere". Per Galli Della Loggia, bastarono un paio di editoriali per capire che non era la sua tazza di tè giusta. Scalfari, nel tentativo di mescolare le carte del suo giornale con un tocco di destra, tentò addirittura Giuliano Ferrara (che intelligentemente rifiutò).

Al di là degli anda e rianda di Bonini e D'Avanzo e di Barbara Palombelli, proprio ieri sulla prima pagina del Corriere brillava la firma di Michele Salvati, il politologo del partito unico della sinistra, fresco acquisto - a botte di "euri" - dalle pagine di Repubblica. E' chiaro che il passaggio tra le fila dei due maggiori quotidiani italiani, accusa problemi pesanti di rigetto. Il trapianto del Merlo, da destra a sinistra, potrebbe quindi miseramente fallire, come preconizza Folli.

Ma c'è da considerare anche l'ipotesi che il Merlo di Mieli, terzista e cerchiobottista, bipartisan e inFogliato, appartenga ai giornali di ieri. Si celia nei salotti che quando Carlo De Benedetti ha letto il famoso e pesantissimo editoriale merlato che sfregiava il Cavaliere chiamandolo sulla prima pagina, prima colonna del Corriere, "clown, valletto, improvvisatore, etc" abbia imboccato la camera da letto senza prendere il Viagra.

5 - Intanto, oggi il dopo-Merlo del Corriere brilla per un insidioso editoriale di Giovanni Sartori sbattuto-nascosto a destra, dove si rinnovano gli attacchi al Cavaliere, si ripetono le bugie del Burattinaio di Arcore, si cita persino Marco Travaglio e l'Economist. La dura inchiesta di Gian Antonio Stella sul condono edilizio dalla prima pagina si è arenata a pagina 10. Sia Sartori che Stella sono nel mirino di Ezio Mauro.

6 - A via Solferino, davanti al giornalismo-mercato de la Repubblica, si vocifera non solo di Aldo Cazzullo e di Maria Teresa Meli (ambedue da La Stampa), ma di un ancora misterioso "colpo grosso" che è in trattative in queste ore.


Dagospia.com 17 Settembre 2003