IL CARTAIO DI BETTINO/24 - OGGETTI LANCIATI FUORI DALL'HOTEL RAPHAEL: SASSI, MONETINE, ACCENDINI, PACCHETTI DI SIGARETTE, UN OMBRELLO, UN CASCO. CRAXI: "TIRATORI DI RUBLI."

Filippo Facci per Il Giornale

(Filippo Facci)



Per uno studio di Bettino Craxi e di chi ebbe a circondarlo. Seguono dati ed estratti.

Frammento di un editoriale di Angelo Panebianco (febbraio 1993) all'indomani delle dimissioni di Craxi dalla segreteria del partito, dopo 16 anni: "C'è un solo compito che i successori di Craxi dovrebbero assumersi. Guidare il Psi, con la massima dignità possibile, verso l'estinzione".
Alcuni aggettivi presenti nelle cronache giornalistiche (30 aprile 1993) all'indomani delle mancate autorizzazioni a procedere contro Craxi:: "Ladro", "Porco", "Pappone", "Buffone", "Zozzo".

Alcuni degli slogan gridati fuori dall'Hotel Raphael la sera precedente: "Sei fi-ni-to, sei fi-ni-to", "In ga-le-ra, in ga-le-ra", "su-i-ci-dio, su-i-ci-dio", "Bettino, Bettino, il carcere è vicino".
Alcuni oggetti volati fuori dall'Hotel Raphael: sassi, monetine, accendini, pacchetti di sigarette, un ombrello, un casco.
Frase di Craxi dopo esser salito sull'auto circondata dai dimostranti: "Tiratori di rubli".

(Bettino Craxi)


Episodio raccontato da un paio di giornali nel giugno 1995: Pierluigi Zerbinati, sosia di Craxi nel cabaret estivi di Oreste Lionello e a lui molto somigliante, fu avvistato in una chiesa di Otranto sicchè una concittadina chiamò la polizia. Interrogato fuori dalla chiesa da altri cittadini, Zerbinati rispose: "Sono a tornato a nuoto coi profughi albanesi.
Adesso rimetto io a posto le cose
".
La polizia si recò successivamente a casa di Zerbinati per un controllo. Titolò la Gazzetta del Mezzogiorno il giorno dopo: "Ma era proprio il sosia di Craxi, o Craxi che fingeva di essere il suo sosia?".



Consiglio passato a Craxi nella primavera 1994 e attribuito a Lanfranco Pace (ex Autonomia Operaia, latitante a Parigi, ora apprezzato giornalista in Italia) nell'ipotesi che si trasferisse nella capitale francese: "Non deve allontanarsi da quei sette-otto arrodissements che abbracciano la Senna. Al massimo il sedicesimo, gli Champs Elysees. Se incontra un Mastroianni, uno Scola, un Ferreri, lo sa, è gente del Pds, correrebbero subito a denunciarlo alla polizia".
Ugo Intini nel suo libro I socialisti, editrice Mondoperaio 2000: "Craxi mi disse: "Devi piantarla di attaccare Paietta". E perché? "Perché è un compagno anziano.".

(Ugo Intini)


Commento di Antonio Di Pietro dopo che i legali di Craxi avevano presentato un certificato medico: "Mi sembra che Craxi ha un foruncolone al piede con pus, più che un'ulcerosi. O se volete una piaga". Altro commento di Antonio Di Pietro dopo che i legali avevano spedito un altro certificato circa un attacco cardiaco: "Quante storie, anch'io ho dei problemi alle coronarie e sono sotto controllo medico".Titolo del Corriere della Sera del giorno dopo, in apertura di pagina: "Di Pietro è malato di cuore".

(Antonio Di Pietro)


Craxi ai giornalisti nell'agosto 1996, ricoverato in una clinica di Tunisi: "Ma che soluzione umanitaria d'Egitto. Sono pronto a rientrare in Italia anche subito, ma da uomo libero. Questo dibattito sulle mie condizioni di salute mi da fastidio. Mi danno del moribondo, faccio le corna. Cercherò di rimettermi in piedi e magari me ne vado al mare ad abbronzarmi. Così la finiscono con questo pietismo e faccio vedere che sono ancora intero".

Episodio visto coi propri occhi dal curatore nel luglio 1999, ad Hammanet, pochi mesi prima della morte di Craxi: lui che si alza faticosamente, saltella su un piede solo sino al bordo della piscina, si tuffa di testa.

(Sergio Zavoli con la Melandri e Marenco-U.Pizzi)


Frammento di un'intervista televisiva rilasciata da Craxi a Sergio Zavoli nell'agosto 1997; domanda: ha in mente di non essere solo uno sconfitto ma solo un perseguitato?; risposta: "Io sono sia sconfitto che perseguitato. Tuttavia il fattore che mi aiuta è l'amore che porto alla storia e quindi sono in condizione di misurare i casi della storia, e di misurare quanto di peggio è successo ad altri, che per essere cacciati dal potere hanno perso la vita, o che hanno dovuto subire dolorose persecuzioni per essere cancellati e tolti di mezzo dai propri amici e dai propri familiari, dai propri nemici e dai propri avversari. Possiamo incontrare molti altri casi simili nella storia, e questo mi aiuta, mi dico che ad altri è successo di peggio".


(continua)


Dagospia.com 22 Settembre 2003