ESPRESSO RISERVATO - QUANTO E' JAZZ-TRENDY VERONICA LARIO - MAURO MELI, IL MOGGI ALLA ROVESCIA DELLA SCALA - GIALLO LA STARZA E LA VILLA DEI MISTERI.

Dal "Riservato" de "L'espresso" n. 45, a cura di Paolo Forcellini, in edicola domani

1 - Milano da suonare
Sarà che il jazz non è più la musica maledetta inventata nei bordelli di New Orleans un secolo fa. Sarà che è un gran piacere dei sensi degustare un assolo di tromba mentre si addenta un'anatra all'arancia. Sta di fatto che il Blue Note milanese, succursale italiana del leggendario jazz-club newyorkese, sta diventando l'indirizzo preferito di molti vip. Non solo stilisti come Miuccia Prada, attori come Antonio Albanese ed Enrico Bertolino, giornalisti come Beppe Severgnini e Gad Lerner. No, soprattutto amministratori delegati: Alessandro Profumo di Unicredit, Silvio Scaglia di e.Biscom, Luca Maiocchi di Seat, Claudio Sposito (ex Fininvest e creatore del fondo Clessidra), Gaetano Micciché (top manager di Banca Intesa e fratello di Gianfranco, sottosegretario all'Economia). Ma il vero fiore all'occhiello del Blue Note è Veronica Lario, consorte di Silvio Berlusconi. Autentica intenditrice del jazz più raffinato, a detta di chi l'ha vista (più volte) nel locale di via Borsieri.



2 - Colpo di teatro
Disse Fedele Confalonieri, consigliere della Scala, durante la crisi estiva: «Tra Sacchi e Van Basten scegliamo Van Basten». Sì al maestro Riccardo Muti, no al sovrintendente Carlo Fontana. Per chiudere la lite e «trovare una soluzione gestionale» (così il sindaco Gabriele Albertini al Consiglio comunale del 23 ottobre) è stato infine chiamato dal Lirico di Cagliari il sovrintendente Mauro Meli, nel ruolo nuovo di direttore della divisione Piermarini e candidato naturale alla sovrintendenza dopo il 2004. «È arrivato Moggi», è la battuta che gira nei corridoi. S'intende Luciano Moggi, il general manager della Juve detto il mago del mercato. Ma può Meli considerarsi il salvatore? Il bilancio 2002 del Lirico di Cagliari, da lui firmato, dice almeno due cose: l'esercizio perde 2,3 milioni, pari al 7,7 per cento delle entrate (male quasi quanto l'8,8 per cento della Scala di Fontana). E il teatro dichiara 17 milioni di debiti, di cui ben 15,8 verso banche. Molto peggio della Scala che, pur fatturando il triplo di Cagliari, ha 22,1 milioni di debiti, di cui solo 13,2 verso banche. Può dunque Meli dirsi un Moggi?

3 - La villa dei misteri
Finora il suo nome era noto solo per un marginale coinvolgimento nella vicenda Telekom. Giulio La Starza, deputato di An, era stato tirato in ballo da Giovanni Di Stefano. Secondo l'ex legale di Milosevic, «contribuì alla stipula di un contratto favorevole. All'epoca dei fatti era pilota di aerei e ha trasportato la delegazione di Telecom». La Starza aveva chiarito di avere solo effettuato un trasporto come tanti a Belgrado, ma nulla sapeva di soldi o contratti. Ora il nome del deputato eletto a Frosinone torna alla ribalta per una villa all'Argentario. Villa Feltrinelli, venduta nel 2000 dagli eredi dell'editore, secondo "La Nazione" di Firenze a un politico importante «che non vuole apparire», per un prezzo di 6,5 miliardi di vecchie lire. Oggi le quote delle tre immobiliari che erano proprietarie della villa sono intestate a una società anonima. Una delle tre società, dopo la vendita, ha trasferito la sede a Frosinone. Alcuni vicini e amministratori all'Argentario pensano che il proprietario sia La Starza. Qualcuno a Roma mugugna con invidia che la villa sarebbe costata otto miliardi di lire tra acquisto e ristrutturazione, mentre La Starza dichiarava solo 100 milioni nel 2001. Ma il deputato smentisce la leggenda: «È vero che faccio le vacanze lì. Ma non è mia, la affitto da una società. E non so di chi sia».


Dagospia.com 30 Ottobre 2003