PICCOLA POSTA - CACCHIO, CHE BUONO CRACCO-PECK! - L'UNITÀ D'ITALIA DI FEDE, BUONAMICI E SIGNORINI - LIBERATE FERRARA DA POLITO - I CONTENUTI DI BONOLIS - RICCI KAPUT! - SALIS E SCENDI - SIMONA VENTURA "ANDESSE."

Riceviamo e Pubblichiamo:


Lettera 1
"Camilla Baresani ficca il nasino nel menù di un celebrato e trendyssimo ristorante di Milano, il Cracco-Peck, e senza tabù lo stronca trasformandolo in Cacchio! Peck. (Altro che giuggiole)".
Dago-cacchio, ti auguro di mangiare per tutta la vita male come da Cracco-Peck, ne guadagneresti in stile. quanto ai tabù, cadono facilmente in assenza di cultura gastronomica. Del resto da mesi attendo invano che qualcuno mi sappia spiegare perché del precedente Peck nessuno ha mai scritto che era un budello a livello fogne meneghine. Forse perché non era ancora nata l'ineffabile Barilla Camesani?
Paolo Marchi

Lettera 2

Caro Dago, leggo i titoli dei giornali: "In 12 per uccidere Biagi". I normali assassinii di mafia avvengono spesso con uno che guida la moto e l'altro che spara. Funziona abbastanza bene anche con persone armate e non in bicicletta. In Sardegna, la caccia al cinghiale può essere fatta in così tanti, ma ci vuole competenza, si rischia di spararsi addosso. In quest'ultimo caso, l'aggregazione avviene intorno a due elementi: il pensiero ossessivo rivolto alla preda e la creazione di una "comunità competitiva". Non credo che la componente, tipicamente contemporanea, del "divertimento", sia rilevante. Più che la caccia al cinghiale, tuttavia (rumorosa, orgiastica: dionisiaca) essere lì in 12 per ammazzare uno in bicicletta in una strada semideserta mi ricorda, per l'evidente sfaccendatezza (l'"ozio vistoso" di Veblen) di personaggi fuori dall'orario d'ufficio (posto fisso, mi raccomando!, con Inps, ferie, ecc.), la caccia alla volpe. Ma, superando il fastidio estetico per il kitsch dei loro rituali e il vintage dei loro linguaggi, è il loro bavoso voyeurismo, il pedinamento, la studiatezza dei gesti, la gerarchia dei ruoli, che mi fa più orrore. Dodici guardoni, per settimane, a scrutare e desiderare, la sera. Lo ha raccontato bene, Bellocchio, questo feticismo dello sguardo.
UMar

Lettera 3

Va bene Alessia Fabiani non è colta, ignora cosa vuol dire vernacolo, ed ha una carenza in geografia, però è giovane e senza particolari pretese. Ma avete mai visto le performance di Marzullo o degli attorini delle varie telenovelas? Da mettersi le mani nei capelli. Ma più di tutti, avete seguito l'esibizione di Cesara Buonamici e Emilio Fede a "Chi vuol essere Milionario" versione VIP? (si fa per dire). Bene, alla domanda del povero Scotti: "quanto fa la data della marcia su Roma meno la data della spedizione dei mille?" Si sono bloccati perché avevano un dubbio sulla marcia su Roma e ignoravano completamente la data della spedizione dei mille che ha praticamente prodotto l'Unità d'Italia, una cosuccia da niente. Bene, i nostri eroi hanno chiamato al telefono in aiuto Alfonso Signorini, (si, proprio quello che ha una rubrica su Dagospia), ex insegnante di materie letterarie, il quale ha risposto "1868"!! Dopo aver precisato che in date storiche era ferrato. Signorini a parte che fa gossip, sono credibili, secondo voi, come giornalisti, la signora Cesara e il sig. Fede? Boh!
P.F.Schiavone

Precisazione: La rubrica di Alfonso Signorini non è per Dagospia ma è tratta dal sito di Panorama (www.panorama.it).

Lettera 4
Caro Dago, vedi che puoi fare. Apprendo da "Sette" (n. 44) che sarebbe imminente il trasloco del Riformista, da Via della Scrofa al quartiere Testaccio. E indovina dove? Nello stesso palazzo dove abita Giuliano Ferrara. Dico: ti pare una delicatezza? Tu che sei un uomo di mondo e che conoscerai sicuramente tutti i palazzinari di Roma, vedi se puoi sabotare l'affare. Fallo innanzi tutto per Giuliano Ferrara, che a questo punto potrebbe giustamente sentirsi vittima di reiterato agguato molesto a scopo seduttivo. Fallo anche per Antonio Polito, sennò prima o poi metterà pure le bretelle rosse, che credo gli starebbero malissimo sotto il gessatino. Anticipo la gratitudine,
Luigi Castaldi, Napoli

Lettera 5

Caro Roberto D'Agostino, perché non parli di questa noiosa irritante trasmissione de l'ISOLA DEI FAMOSI. Tutti i giornali ne parlano come se fosse l'idea dell'anno. Io francamente di questa Giada piagnona e viziata, con la madre che a 22 anni la difende (e male), non se ne può più. Dappertutto trovi pezzi che disquisiscono, Ok, si può girare canale e non leggere i pezzi, ma ti sembra il momento che con tutti i problemi che abbiamo ci si debba preoccupare di questi, che famosi non erano e li fanno diventare ancora meno, anzi insopportabili, Mi sembra una presa in giro per tutti, la storia della fame... e i cameraman che riprendono? Mangiano? sanno di essere ripresi e fingono, in tutto. Boh!
ciao,
GG.

Lettera 6

Ieri sera, nel corso della sua trasmissione, Simona Ventura ha detto "andesse".
Ma non è una giornalista?
Tubi



Lettera
7
Caro Dago, permettimi di inviarti questa mia riflessione che il tuoi lettori potranno trovare anche su http://www.gianniperfetti.splinder.it/
Filippo Facci, il giornalista con meno senso del ridicolo di tutta Italia, si è cimentato con un tema che ha messo a dura prova questa sua qualità. Noto per essersi vantato di essere stato amico di Pier Silvio Berlusconi (senza vergognarsene) Filippo Facci, ha voluto spiegare a una serie di lettori repressi che cosa è veramente il "Viagra". Il risultato è che ha impiegato quasi otto inutili cartelle per spiegare il nulla. Il senso dell'articolo infatti sta tutto nel dire: sì, è vero ho provato il Viagra, ma mica penserete che ne abbia veramente avuto bisogno? E quindi scrivo questo articolo perché tutti quelli che lo pensano finalmente capiscano che in realtà io non ne ho avuto mai bisogno visto che io (e non avete visto che fico che sono in tutte quelle fotografie dove mi faccio riprendere come un modello di abbigliamento casual) sono un fico pazzesco. Il risultato, con patetica ammiccatina finale (visto che ve lo siete letto fino in fondo chi è che ne ha bisogno, io che ho scritto o voi che avete letto?) è che chi avrebbe voluto capirci qualcosa non ha capito nulla. Intanto va detto che il pezzo è pieno di inesattezze come quando dice che la pillola costa un tot e di conseguenza un altro tot relativo al dosaggio utilizzato. E' esattamente vero il contrario tanto che i più smaliziati utilizzatori sanno che conviene comprare (su internet, e dove se no?) la pillola da cento e poi stagliuzzarla per farsi la propria dose appropriata (tanto che chi te la vende su internet ti offre in omaggio un pratico arnese per "tagliare la pasticca"). Poi, gli effetti collaterali, certo, non è vero che si vede blu ma è vero invece che si prova un notevole fastidio per la luce tanto che ti metteresti gli occhiali da sole anche con luci soffuse. Poi, e chi ne parla dovrebbe assolutamente saperlo, la pillola va presa possibilmente a digiuno e mai, sottolineo "mai" associata all'alcool che ne rende praticamente nulli gli effetti. Ma tutte queste cose si sanno già e non si capisce perché a Filippo Facci (ride) venga richiesto un parere che non è scientifico e neanche un esempio di bella scrittura.

Lettera 8
Caro Dago, in questi giorni non si legge altro sui quotidiani del sorpasso Rai su Mediaset per quanto riguarda gli ascolti televisivi: ma mi chiedo, dei contenuti dei programmi quando si parla? Sarà vero che Bonolis ha superato "Striscia la notizia" una o due volte, ma ci fosse qualcuno dei commentatori che si chiede: ma può la prima rete del servizio pubblico proporre un quiz scemotto dove vinci valanghe di Euro solamente scegliendo il numero di alcune valigette mentre sulla principale rete privata va in onda uno pseudo-tg che smaschera maghi-truffatori, finti medici, camionisti costretti a guidare 24 ore su 24, truffe dei benzinai e altri reportage di utilità sociale apparentemente spicciola ma assai più interessante? Tutti a parlare di numeri, share (che cosa sia, poi, lo sanno in pochissimi), sovrapposizioni, mentre ho letto che il Gabibbo ha denunciato che la vera "vittima degli ascolti è il Tg2": se è vero, qualcuno lo ascolti.
Alessandra Cerrini

Lettera 9

Caro Dago, se Antonio Ricci fosse onesto con se stesso si AUTOCONSEGNEREBBE un bel TAPIRO D'ORO e farebbe partecipare Ezio Greggio e Enzo Iacchetti. Ricci è finita la pacchia ! Tutti questi vecchi palinsesti vanno cambiati ! Ricci sii onesto e corretto!
Altrimenti RISCHI DAVVERO UN TOTALE SPUTTANAMENTO!
E non dimenticare di darlo anche a Teocoli per SCHERZI A PARTE, a Maurizio Costanzo per BUONA DOMENICA e già che ci sei dallo anche a Maria de Filippi che anche lei ormai si dirige verso il prepensionamento.
Basta !
Dovete cambiare musica !
Claudio

Lettera 9

Caro Dagospia, volevo renderti partecipe del mio godere nel vedere Ricci andare del c.lo. Grazie dell'attenzione
Paolo

Lettera 10

Caro dago, sono un tuo assiduo lettore già da prima che il tuo sito diventasse un fenomeno mass-mediatico. Vorrei chiederti cosa pensi del vergognoso scivolamento dei programmi televisivi di "prime time" verso orari da "fine primo tempo". E' mai possibile che in questo paese nessuno si è reso conto che oltre metà dei cittadini prende per così dire il treno delle 7 svegliandosi alle 6?
Gianni

Lettera 11

Vedo che mi gratifica con questa sottile citazione, dalla splendida sintassi conclusiva:
"E poi quel Lucio Salis che diceva di lavorare a "Striscia": ma quali picchi ha raggiunto? Forse quelli dell'Everest, visto che nessuno si ricorda di lui...dice di aver lavorato a 500.000 lire a puntata: gli sembrano pochi? C'e' gente che vende le figlie per una cifra del genere: lo sa?
Forse non ci crederete, ma oltre a un cervello dicono che sia pure carina...
La "pasionaria" Alessia "

Io non "dico" di aver lavorato... purtroppo ho creato Striscia (lo sanno anche le pietre nell'ambiente), che è un'operina depositata alla SIAE sin dal 1974, sotto il titolo "TELEGIORNALE DELLA PERA". Il lavoro è stato da me proposto decine di volte a Radio Uno nei primissimi anni 80 (nei programmi SAPORE DI SALIS e VIA ASIAGO TENDA) e centinaia di volte nei teatri e nei locali di mezza Italia. Così come ho inventato tanti altri format e scritto molti altri programmi. Non credo che possiate dire la stessa cosa il signor Ricci (che spaccia testi degli altri per suoi o filmati americani e giapponesi come opera sua, e ci lucra sopra fior di milioni di diritti) o lei, gentile signora. Non mi ricorda nessuno, dice? I circa 700.000 visitatori annui del mio sito, la mia posta e i miei telefoni dicono l'esatto contrario. E anche i circa sette milioni di telespettatori che hanno guardato il mio pezzo a Zelig Off, alle 24,12, pochi mesi fa, la smentiscono clamorosamente. Lei che mestiere fa? Come campa lei, gentile pasionaria? Cosa sa fare? Per quanto riguarda il cachet di 500.000 lorde, era esattamente il dieci per cento del mio cachet dell'epoca. Non c'era da scialare. Se poi lei vende suoi figli per quella somma, le auguro di figliare parecchio, visti i chiari di luna che ci ha apparecchiato il suo adorato presidente del consiglio.
Sappia che una come lei non la toccherei nemmeno col telecomando,
suo
Lucio Salis


Dagospia.com 3 Novembre 2003