10MILIONI 451MILA ISOLATI, SHARE 42,75%
PLEBISCITO BULGARO PER "L'ISOLA DEI NUDOSI"
IL PROLO-NUDO(87%) DECAPITA L'ARISTO-GIADA(13%)
BONO BONOLIS(33,83%) MOZZA LA TESTA DI RICCI(24,76%)
ARISTOSFOGO DI OLGHINA DI ROBILANT CONTRO GLI ANTI-GIADA
PLEBISCITO BULGARO PER "L'ISOLA DEI NUDOSI"
IL PROLO-NUDO(87%) DECAPITA L'ARISTO-GIADA(13%)
BONO BONOLIS(33,83%) MOZZA LA TESTA DI RICCI(24,76%)
ARISTOSFOGO DI OLGHINA DI ROBILANT CONTRO GLI ANTI-GIADA
Da Tgcom.
In prime time su Canale 5 Striscia la notizia conquista 7.182.000 spettatori (share 24,76%) e Scherzi a parte 5.771.000 (21,61%). Su Rai1 Affari Tuoi 9.782.000 (33,83%) e Il commissario Rex 3.950.000 (13,39%) nel primo episodio, 3.490.000 (13,03%) nel secondo. Su Rai2 L'Isola dei Famosi 10.451.000 (42,75%). Su Italia Uno CSI 2.707.000 (9,15%) nel primo episodio, 2.785.000 (9,92%) nel secondo. Caccia a ottobre rosso su Rete4 1.690.000 (6,83%)
I PIU' VISTI
Da Mediaset online
I dieci programmi piú visti in assoluto di ieri:
Programma Rete Ascolto Medio Share
L'ISOLA DEI FAMOSI Rai Due 10451 42.75%
AFFARI TUOI Rai Uno 9782 33.83%
STRISCIA LA NOTIZIA Canale 5 7182 24.76%
BEAUTIFUL Canale 5 6418 36.35%
SCHERZI A PARTE Canale 5 5771 21.61%
L'EREDITA' Rai Uno 5113 26.08%
CENTO VETRINE Canale 5 4986 31.82%
PASSAPAROLA Canale 5 4365 22.45%
IL COMMISSARIO REX-IL COMPLOTTO Rai Uno 3950 13.39%
TGR Rai Tre 3623 16.14%
DATI DI ASCOLTO DEI TG DELLE ORE 20
TG1 - 8.250.OOO spettatori, share 31,84%
Tg5 - 7.583.000 spettatori, 28,99%
IL RE E' NUDO
Da Repubblica.it
Alla fine ce l'ha fatta: Walter Nudo ha vinto l'Isola dei Famosi, reality show della Rai che ha fatto registrare ascolti record nelle ultime settimane. Ultimo arrivato sull'Isola dei famosi, Nudo ha battuto in finale Giada De Blanck, la contessina, altra grande sorpresa del programma e tutt'altro che favorita nei pronostici della vigilia. Vittoria schiacciante: 83 per cento dei voti per Nudo contro il 13 % della De Blanck.
L'ultima serata è stata burrascosa, con una litigata in diretta tra la madre della De Blanck e Carmen Russo. Nudo ha vinto duecentomila euro: centomila li ha devoluti all'ospedale Gaslini di Genova, 50 mila invece andranno alle famiglie dei militari morti in Iraq.
Walter, l'ex lavapiatti, ex autista e buttafuori è stato festeggiato da figli, parenti e dalla sua squadra del cuore, la Sampdoria cha ha raggiunto, al completo, lo studio.
Walter e Giada sono arrivati in trasmissione tenendosi la mano e hanno alzato insieme le braccia al cielo, come due amici e sono apparsi visibilmente scossi e frastornati per il ritorno dall'isolamento. I due finalisti affermano di essere cambiati dopo i due mesi sull'isola: Giada dice di essere arrivata bambina e di essere uscita donna, Walter si dice "sensibilizzato" e spera che questa nuova attenzione alle cose semplici duri a lungo.
Tranquillo per tutta la serata il vulcanico Adriano Pappalardo, il vero vincitore morale. Anche il giovane attore milanese Davide Silvestri non è voluto entrare in polemica con nessuno, così come molti altri fuoriusciti dell'isola: Ringo, sostituito quasi all'inizio dell'avventura da Nudo per problemi di salute, Stefano Tacconi, Fabio Testi, Barbara Chiappini e Susanna Torretta e Maria Teresa Ruta.
Più che la serata delle polemiche, sembrava la finale dei sentimenti: quelli di Walter Nudo per i suoi figli, di Giada per la mamma, di Adriano per la compagna Lisa, di Davide per i genitori e la cagnetta Petra.
Solo verso la fine del programma, Carmen Russo ha accusato Giada di essere un po' mammona, scatenando una ridda di polemiche sul ruolo della contessa Patrizia, che alla fine ha insultato la stessa Carmen e dato il via a una specie di tutti contro tutti.
A poche ore dalla proclamazione del vincitore, il reality show è finito in Procura. L'intervento della magistratura è stato provocato da un esposto del Codacons, una delle principali associazioni di consumatori, e prefigurerebbe l'ipotesi di truffa. Secondo il Codacons infatti, l'intero programma sarebbe solo una gigantesca finzione.
L'associazione dei consumatori, nel documento inviato a Piazzale Clodio, sostiene che i partecipanti alla trasmissione non hanno vissuto effettivamente su un'isola e non hanno vissuto la difficoltà quotidiana della ricerca del cibo, ma sarebbero stati alloggiati comodamente in un albergo con tutta l'assistenza possibile. Non solo, poiché la trasmissione prevede le telefonate dei telespettatori che debbono votare per l'esclusione settimanale di uno dei personaggi, il Codacons ritiene che lo scopo è proprio quello di far pagare il costo delle telefonate agli utenti.
Nel fascicolo aperto dalla procura è stata anche inserita una inchiesta del settimanale 'Panorama'. Un inviato del settimanale si era infiltrato nell'isola per dimostrare le presunte finzioni del programma.
Non è escluso che la procura decida di ascoltare prossimamente gli organizzatori della trasmissione televisiva e anche la conduttrice, Simona Ventura.
Immediata la contromossa giudiziaria. Il coproduttore del programma, Giorgio Gori di Magnolia, ha annunciato che farà querela al Codacons per diffamazione. Anche Nudo difende strenuamente il programma: "Ho perso 17 chili, quando sono arrivato ne pesavo 90 quindi ho perso più del 20% del mio peso corporeo che vuol dire entrare in uno stato di patologia". Rincara Giada De Blanck: "Quelli del Codacons non hanno patito con noi la sofferenza sull'isola, abbiamo sofferto sul serio". Aggiunge Pappalardo: "Sono socio del Codacons e mi domando perché non sono venuti a guardarci là giorno dopo giorno".
GLI ANTI-GIADISTI FANATICI DEL PROLO-NUDO
ARISTOSFOGO DI OLGHINA DI ROBILANT
E basta con questo odio di classe che si accentra sui titoli e la nobiltà in mancanza di un target più coraggioso!!!
Da quasi sessant'anni siamo una Repubblica e i titoli non hanno più privilegi se non quelli che vengono conferiti loro dagli snob e dagli arrampicatori sociali; una categoria così squallida che l'averla come seguito, scia o sudditanza è come l'orbo che si consola tra i ciechi.
Eppure questa sudditanza, che nessuno chiede e nessuno vuole, sussiste e deforma creando, per proprio difetto, un pubblico di scemi ad oltranza. Va chiarito che l'aristocrazia non è una lobby, non è mafia, non ha poteri, non è più una classe sociale dominante o di particolare rilievo sociale (lo stanno dimostrando i matrimoni delle monarchie europee) non è nemmeno un clan. E', quando è autentica, una eredità storica con una sua etica sia comportamentale che caratteriale. E' insomma un retaggio che comporta una particolare educazione della personalità con una serie di canoni e concetti, primo tra tutti il rispetto altrui.
Oggigiorno non troppo diversi da quelli di qualsiasi persona per bene. Chi pensa che il titolo nobiliare costituisca invece un privilegio sociale, ( tali soggetti possono anche comperarselo e spesso lo fanno) che comporti automaticamente il possesso di ingenti patrimoni e che infonda rispetto per sua propria franchigia, non solo sbaglia di grosso ma si identifica nella categoria dei vassalli che non riescono a recidere o bruciare la loro coda di paglia, qualunque sia la ragione per la quale gli è spuntata.
Sono queste persone che giustificano le copertine dei settimanali ed i servizi che illustrano donne titolate, principi, principesse, palazzi, ambienti sedicenti aristocratici, carnets che pullulano di presenzialiste autoproclamatesi nobildonne - spesso divorziate o vedove di qualche titolato nate proletarie ma sempre poco propense a narrare le loro origini peraltro forse assai più degne di quelle che sbandierano - e sono sempre queste persone che si ammalano di ingiustificata invidia verso un target in realtà inesistente. Avessero il coraggio di prendersela con gli arricchiti che hanno in mano il potere, che tengono in mano le redini politiche ed economiche, che riducono le pensioni, che mandano i nostri militari a morire per le guerre altrui, che sostengono la globalità dell'economia e del commercio nel mondo per ghettizzare e rendere sempre più poveri i poveri e sempre più impotenti i sottomessi, che tra loro vivono di ricatti, che non hanno etica se non quella del denaro, che ammorbano l'aria che respiriamo e uccidono la natura e gli animali quando non possono uccidere le persone per fame e stenti o più semplicemente con un fucile, che si fanno fotografare nella loro gloriosa pompa e si conquistano voti con bugie, ammirazione con interventi di chirurgia plastica, devozione con gli strass dell'alta moda, servilismo con distribuzione di oboli, vassallaggio con lo specchietto di una inesistente democrazia!!!!!
Potrei andare avanti per pagine e pagine. Non capisco perché certa gente continua ad inchinarsi, toccando terra con la fronte come i musulmani in preghiera, davanti a tutte le icone sbraitanti sulle cime dei diversi indegni ed immeritati poteri che sono l'immagine del peggior degrado umano, per poi prendersela come forsennati contro alcuni, pochi, rappresentanti dell'aristocrazia; o come si ama dire e scrivere; della nobiltà. Non ce la fate a prendervela con il leone e così strapazzate il gatto di casa? Questo è quanto avviene in realtà.
A tutto questo aggiungo che chi si vanta di un titolo o di un casato non è certo esempio da portare avanti. La mela marcia esiste dappertutto. So di persone che al telefono si annunciano dicendo: "Sono la principessa Tumistufi.." Nella maggior parte dei casi non è principessa di un bel niente bensì solo una persona maleducata perché al telefono si cita il proprio nome e cognome e non il titolo con predicato. Possibilmente si antepone un Signor o Signora come vuole questa Repubblica e questa democrazia. Vero che oggi sono rimasti molti predicati che hanno preso il posto dei cognomi, per antica abitudine e deformazione, il che però non cambia nulla sostanzialmente purché non vi sia autocompiacimento e l'impropria autoaggiunta del titolo.
Sia chiaro: E' mia cortesia titolare il prossimo se intendo rispettare il suo status aristocratico, dire per esempio :"Ti presento il marchese di Vattelapesca". Non è lecito farlo per me stessa. Non ha senso. E' semplicemente grottesco. Irritante soprattutto. Ma l'intera categoria non va giudicata su tali basi. A prescindere dal dettaglio non indifferente che chi si comporta in tal maniera nel 90% dei casi manca di nobiltà in assoluto . Che sia di fatto, di coscienza o di appartenenza genealogica. Come manca di rispetto altrui perché non ci si impone usando un nome e non ci si fa cadere dall'alto. Il vero signore si pone in coda alla fila, si qualifica per modestia e quando muore giace in una bara che viene posta in terra( usanza per livellarlo con i poveri ed impedire che gli sia costruito qualsivoglia rialzo ).
Infine, tanto per porre un quesito, chi è che sventola titoli inesistenti ed impropri?? La stampa, i media, i presentatori dei talk show che si riempiono la bocca di "contessina", ( una nubile non porta titoli amenoché non sia figlia di monarchi ) "marchesa", "principe" e via di seguito. Nessuno dei suddetti poi si prende la briga di accertare se quei titoli sono autentici. E' imbarazzante ascoltare quanto si dice in televisione e come vengono apostrofate le persone definite 'della nobiltà'. O sono impazziti tutti o stiamo vivendo una megasceneggiata destrorsa di uno squallore indefinibile. Esiste per esempio un principe napoletano ( il sud dello stivale è ricco di titoli nominali e di 'Don dei principi di..ecc' aventi però nomi banali di cui è pieno l'elenco telefonico..) che si è sposato tre volte e si è divorziato tre volte. Ma tutte le sue ex mogli si presentano come principesse con il suo predicato e come tali vengono presentate . Ohibò! Così facendo possiamo nobilitare l'intera popolazione italiana, perché no se piace tanto? O tutti Signor e Signora o tutti Principe e Principessa.
Almeno si toglierebbe la bile a quanti scrivono prendendosela ancora e per sempre con l'aristocrazia e vorrebbero ancora tagliare teste. Si comincerebbe a curare quell'odio di classe che in questo millennio sbaglia indirizzo. Signori arrabbiati, cercate di capirlo, non ci sono più Luigi e Antoniette da decapitare, ci sono invece i grandi i cui nomi iniziano con la B: -Bush, Blair, Bin, fate voi.
Il titolo non serve più nemmeno per ottenere un buon posto al ristorante. O un fido in banca. Serve a far scena finché vivono gli appassionati di questa platea e di questo gioco delle parti che non si differenzia in nulla dalle mascherate goldoniane, dal grand guignol, dallo slapstick e dalle favole antiche con il "C'era una volta un re".
Ma non siamo noi a volerlo. Siete voi a chiederlo. Perciò è solo per voi che nascono, si inventano, si pubblicizzano e si gonfiano come aerostati in un fantasmagorico Gotha certi personaggi irreali della scena mediatica. Oso suggerire: meno rabbia 'fallace' e più acume nella scelta dei bersagli.
Dagospia 15 novembre 2003