SUL CAVALLO AZZOPPATO DI VIALE MAZZINI
SALTA IN GROPPA IL LEONE (GIANCARLO)

La decisione di nominare (ad interim) Giancarlo Leone nel ruolo di capo della Divisione Uno, al posto del dimissionario Mario Brugola, decisa questa mattina dal CdA di viale Mazzini, ha un significato preciso. L'affondamento definitivo de titanicoasse Celli-Romiti, sbocciato durante il governo di Massimo D'Alema.

CELLI DI ROVO
Il progetto dell'ex direttore generale della Rai - la divisionalizzazione dell'attività produttiva, al fine di piazzare una Rai a pezzi sul mercato delle privatizzazioni - è definitivamente finito nel cestino dei rifiuti.
MI INCARTI DUE RETI?
Il quarantacinquenne direttore di Rai Cinema, figlio dell'ex presidente della Repubblica e di Donna Vittoria, si è sempre scagliato contro le Divisioni Rai-celliste per il semplice motivo che avrebbero sviluppato e degenerato "una burocratizzazione dei processi editoriali". Che poi è effettivamente avvenuto, con Rai 1 e 2 "incartate" dalle decisioni sovente cervellotiche del duo Brugola-Celli (una per tutte: far iniziare il prime time alle 20 e 45 con "Striscia" che stracciava perfino "Carràmba").

FUORI I MEDIASET-BOYS
Secondo punto: con le dimissioni di Celli e Brugola, è finita in cantina anche la "mediasettizzazione" della Rai. I Brugola, le Corvini, i Pezzola sono stati rigettati - al pari di esterni, da Lucia Annunziata a Gad Lerner passando per Pietro Calabrese - dal corpaccione dell'azienda televisiva di Stato. Adesso per gli aziendalisti di Saxa Rubra c'è da risolvere un'altra mossa dell'era Celli, vale a dire l'invasioni delle produzione esterne, dall'ubiquo Ballandi all'Aran Endemol passando per l'Einstein Multimedia e Pearson Television; appalti che hanno sterilizzato la macchina produttiva interna.

SOTTO-SIPRA
Infatti la nomima "ad interim" di Leone vuol dire veramente "a tempo determinato" perché a settembre la Rai ritornerà definitivamente all'era pre-Celli (i direttori di rete non saranno più i "filippini" del capo Divisione e del direttore generale). Una nomina, quella di Leone, interna e tecnica. E di emergenza. A giugno infatti, in quel di Cannes, la Sipra dovrà scodellare ai pubblicitari i palinsesti (in alto mare) della stagione Rai 2001-2002.

CONTI SOLO SE PERDI
Il compito di Giancarlo Leone, apprezzato da tutti per il suo equilibrio professionale ed equidistanza politica (negli ultimi tre anni si è sobbarcato tre "interinati"), sarà naturalmente accidentato. Quello che ha davanti vale una scena da manicomio. Per la prossima stagione sembra valere la regola: Conti solo se perdi. Malgrado il titanico flop di "Domenica in", sbattuta come uno straccio dalla "Buona domenica" di Costanzo, Carlo Conti rimarrà - salvo rimescolamenti post-elettorali - alla guida del contenitore di Raiuno. Lo vuole Maurizio Beretta, che ha cestinato l'ipotesi di un ritorno di Mara Venier.
Dal canto suo l'ex Signora della Domenica ha detto no all'ipotesi di Agostino Saccà di dividere i Conti sul palco di "Domenica in". E il motivo c'è: la scorsa stagione Mara fu bocciata proprio dalla prosopopea di Conti e dall'inettitudine dei suoi autori.

RAIUNO SENZA LIMITI
Altre rogne arrivano dal petulante Paolo Limiti. Il maschiaccio è stanco di "Ci vediamo su Raiuno": la sua ambizione dichiaratissima è "Domenica in". Ma tutte le promesse sembrano svanite. Beretta ha in mente di farlo fuori dando lo spazio del pomeriggio ad Alda D'Eusanio, ammirata da Francesco Storace fino al punto di chiamare Beretta e discutere dell'andamento della trasmissione "Una carezza o un pugno". E se Conti replicherà la sua tragica domenica, dove lo mettiamo 'sto Limiti? E chi affronterà il giovedì sera il nuovo Grande Fratello, visto il forfait sabbatico della Carrà?
MEGLIO LA LOTTIZZAZIONE
Un alleato di Leone è curiosamente il suo opposto (di temperamento politico) Carlo Freccero. Ieri pomeriggio, durante una riunione dei vertici Rai (presenti i direttori di rete e di Tg) per discutere di ascolti e budget, il direttore di Rai2 ha fatto i numeri a colori. "Basta con le Divisioni!", ha tuonato. "Tutto deve ritornare come prima: una rete alla maggioranza e una all'opposizione, con pari dignità e pari budget". E subito è stato accontentato: il budget di Rai1 è stato deprivato di ulteriori 8 miliardi, di 4 quello di Rai2...

IL FRECCERO ALATO
Quindi il Freccero alato ha sbarrato gli occhioni: "Vi immaginate una Rai in mano a Berlusconi? Ma ci pensate che il Cavaliere avrà sei reti sei?!?! Dove lo metteremo il Raggio Verde di Santoro?". Tuttti lo osservano come si osserva un matto. Allora Carlino ha ripreso fiato e ha annunciato solenne che il centrosinistra sta recuperando. Altro sguardo di sbigottimento collettivo. Quindi Freccero caprioleggiando domanda: "Ma stiamo recuperando?". E la riunione è finita così, nello strepitoso psico-dramma recitativo di Carlo Freccero. Superato forse solo dall'intervista di oggi al Corriere della Sera di Maria Teresa Corvini - un'esternazione definita dagli interni Rai, "da licenziamento".

(Copyright Dagospia.com 05-04-2001)