I GIORNALI FANNO VOLARE GLI STRACCI
MA COSA SI NASCONDEVA NEL NASO DI "CLEOPATRA"?
II VIMINALE NON HA I SOLDI PER INTERCETTARE I TERRORISTI
MA HA LE MANI BUCATE PER L'INCHIESTA COCA E PROSTITUZIONE



Dobbiamo dare atto ad alcuni giornali (soprattutto alla Stampa di Marcello Sorgi) di aver corretto il tiro su quella "storia di coca, prostituzione e politica" che mercoledì 19 novembre ha portato nella discarica dell'informazione anche gente che, a dare ascolto agli stessi inquirenti, non è accusata di nulla.

Ora, verrebbe da pensare, solo i cronisti giudiziari (non tutti, non tutti!) e alcuni organi inquirenti (non tutti, non tutti!) credono che il vizio (privato) sia un reato. Una colpa non tanto per colpire i trafficanti di droga (che agiscono indisturbati fuori alle scuole, dentro le discoteche e negli stadi), ma spesso per sputtanare soltanto un bel po' di gente. Gente Vip, ovviamente. Anche se da anni è malinconicamente uscita dalla vita pubblica.

UNA PIOGGIA BIANCA DI FOTOCOPIE...
Certo per i giornalisti non era né agevole né facile resistere alla polverona bianca di fotocopie (migliaia di copie distribuite a spese del contribuente) che generosamente gli è piovuta in redazione. Roba tagliata, come la coca che veniva spacciata alla Roma Bene (sic). Bastava infatti leggere quell'ordinanza per capire sin dalle prime pagine che la loro divulgazione (intercettazioni comprese) avrebbe avuto un solo effetto: mettere alla gogna un bel po' di persone innocenti. Non colpevoli per gli stessi magistrati inquirenti. Il che rivela, ancora una volta, come le storie di droga&sesso fanno danni anche sul cervello di chi le deve divulgare. C'è di peggio e di più.


 POLLI & RAMPOLLI DA SPENNARE.
Primo. Nelle ore scandite da vizietti di un padre nobile della politica e di un ex pin up nei corridoi del tribunale e nelle stanze dei giornali c'è stato un turbinio incontrollato di voci sui polli & rampolli dell'imprenditoria italiana coinvolti nel presunto scandalo. Secondo. Di fronte alla palese fragilità dell'operazione "Cleopatra" negli stessi ambienti si è cominciato ad arzigogolare su quali erano i veri obiettivi "politici" degli inquirenti. Ma le penne giudiziarie stavolta non hanno osato mettere nero su bianco quello che sì, sarebbe stato un vero scoop.



I VELENI ARRIVANO A SFIORARE IL QUIRINALE
Bene, Dagospia ha saputo dalle stesse fonti (inquinanti) che gli inquirenti si sarebbero fermati quando si sarebbero trovati di fronte al nome di un potente più potente. E che l'ex ministro intercettato - Emilio Colombo - era stato tirato in ballo per lanciare un "avvertimento" al Quirinale. Dal Colle fatato, a gennaio 2003, era arrivata - su sollecitazione del Vaticano, via Sodano-Ruini - la nomina di Colombo a senatore a vita. Una scelta, aggiungevano gli sniffatori di notizie tagliate all'arsenico, che si era rifiutato di fare il predecessore di Ciampi, alias Oscar Luigi Scalfaro (già ministro dell'Interno ai tempi del governo Craxi).

Se tutto ciò risultasse al vero (ma stentiamo a crederlo) lo scandalo avrebbe una qualche sua ragione di essere. Illazioni di cui sono a conoscenza sia i direttori di giornali sia il capo della polizia, sia il ministro degli Interni, Peppe Pisanu.

LOTTA AI TERRORISTI O AI "TIRATORI SCELTI"?
A proposito degli ottimi responsabili del Viminale, una sola innocente osservazione. Il Corriere della Sera di ieri, sabato 22 novembre, dava con giusto risalto in prima pagina la notizia che le Questure italiane non hanno più i soldi per le intercettazioni che riguardano la lotta al terrorismo. Una situazione gravissima, che fa a pugni però con le centinaia e centinaia di intercettazioni (migliaia di euro andati in polvere) effettuate alcuni mesi fa e che, ahimè, hanno scalfito soltanto il naso ammaccato di "Cleopatra".


 

Dasgospia 23 Novembre 2003