PECCATI & PECCATORI - IL PRINCIPE DI TUTTO CIÃ’ CHE NON SI DEVE FARE - SEDERI APERTI PER GERICAULT - A NOI PIACE FARLO IN COMPAGNIA - CARTOLINE SBOTTONATE.
Giovanbattista Brambilla per "BABILONIA" novembre 2003
http://digilander.libero.it/gbbrambilla/
***Fatalone!
Eccovelo qui, enfaticamente sbracciato e pronto ad ogni evenienza. Trattasi del celeberrimo attore teatrale Edouard de Max (FOTO 1) (1869-1924) nel suo ruolo più consono in "Eliogabalo". Culto della Belle Epoque, soprannominato dal perfido o-culato Jean Lorrain come Le Monsiuer aux camélias per i suoi drammatici birignao scenici e per l'orda di giovanotti, suoi amanti, che lo seguivano ovunque in preda all'isteria. D'origine rumena entrò alla Comèdie-Française e diventò partner fisso di Sarah Bernhardt. Misto tra un principe persiano, uno zingaro e un dandy effeminato, qualcuno mormorava che praticasse riti satanici in gran segreto. Le sue dita erano letteralmente ricoperte di anelli orientali, tormentose su un perenne fazzoletto intriso di profumo esotico.
Un misto di sublime e di ridicolo che il raffinato Jean Cocteau ribattezzò "Il Principe di tutto ciò che non si deve fare". Tra i mille eccessi che lo riguardano alcuni sono rimasti leggendari. A volte concedeva l'onore di farsi strapazzare dai suoi giovani amanti, tutti in una volta, immersi nella sua enorme vasca da bagno stile Antica Roma piena d'acqua di rose e petali. Pare anche che tenesse un vaso di bronzo ricolmo di monete d'oro che lui amava riversare addosso ai giovanotti nudi nei suoi baccanali. Soprattutto scioccava nel quotidiano perché circolava completamente truccato come in scena!
***Chi invece teneva alla propria privacy era il pittore romantico Théodore Géricault (1791-1824). Rimase sconvolto quando il suo collega Lebrun andò a chiamarlo per recarsi ad un ballo e lo trovò in casa in bigodini mentre era intento ad armeggiare con l'arricciacapelli sulla stufa. L'aneddoto era talmente succoso che l'amico pettegolone lo tramandò nelle sue memorie. Ma su Géricault poco è trapelato e tutte le sue lettere sono ancora secretate. Tra i pochi stralci noti si è scoperto che avesse una tale intimità col suo allievo arabo Jamar da condividerne il letto.
Il ragazzo figura anche ritratto nel celeberrimo capolavoro del 1819 "La zattera della Medusa" (FOTO 2) che oggi è al Louvre, raffigurato di profilo e in posa estremamente sexy tra resti di cadaveri e marinai cannibali sopravvissuti al naufragio della nave "La Medusa". Unico modello vivo, tra i morti che il pittore s'era fatto prestare da un obitorio. Il quadro rivela anche i fetish costanti del pittore: schiene muscolose e sederi vistosamente aperti. Lui stesso scrisse: "Non amo ritrarre che uomini dalle grosse chiappe".
***Di ben altro utilizzo meno artistico tratta la foto qui a lato (FOTO 3) , scattata da un militare U.S.A. in un'isola del Pacifico durante l'ultima guerra mondiale. Lui stesso, spedendola a casa a qualche parente, aveva ironicamente commentato sul bordo in basso a penna: "A noi piace la Privacy". Ah ah ah!
***Per la serie "a noi invece piace farlo in compagnia" ecco una foto (FOTO 4) con una storia tutta diversa. Scattata in Germania a Zweibrucken nei primi anni '30, raffigura un gruppo di boy-scouts da poco obbligati a passare dall'intruppamento parrocchiale a quello nazista. Il primo ragazzino a sinistra era il proprietario dell'album in cui l'ho trovata. Lui stesso ha documentato gli anni della sua adolescenza scattando foto a suoi amici, poi commilitoni. Così ho scoperto la sua amorosa predilezione per un amico d'una bellezza wagneriana sconvolgente, immortalato in branda, a torso nudo sorridente, disteso malinconico sull'erba in un bosco, in corse sfrenate e scherzi goliardici a tutta gallara. Eccolo qui (FOTO 5) a lato nella sua bella divisa d'aviatore. Sul retro ho fatto però un'agghiacciante scoperta, una mano malferma ne aveva scritto tremula il nome ( illeggibile ), la data di nascita ( 21 ottobre 1917 ) e quella di morte ( 25 marzo 1941 ) durante una missione di guerra. Oh, Gesù!
*** Per fortuna ogni foto non sempre racconta una storia tragica. Come questa (FOTO 6), tedesca ma dei tardi anni '20 e di provenienza incerta. Ignorasi i giocondi impulsi irrefrenabili che hanno spinto un ricco borghese, in ghette e cappotto, ad arrampicarsi sulla statua in bronzo d'un bel Paride per coprirne le neoclassiche pudenda col proprio cappello. Quando si dice pudor pubis!
***Di tutt'altro avviso invece questo baldo ed austero giovanotto, in una foto U.S.A. (FOTO 7) degli anni '50. Ben fiero d'una audace sbottonatura da urlo e relativa srotolata a sbalzo d'una mensola da stramazzo formato famiglia.
Non c'è proprio più religione!
Dagospia 25 Novembre 2003
http://digilander.libero.it/gbbrambilla/
***Fatalone!
Eccovelo qui, enfaticamente sbracciato e pronto ad ogni evenienza. Trattasi del celeberrimo attore teatrale Edouard de Max (FOTO 1) (1869-1924) nel suo ruolo più consono in "Eliogabalo". Culto della Belle Epoque, soprannominato dal perfido o-culato Jean Lorrain come Le Monsiuer aux camélias per i suoi drammatici birignao scenici e per l'orda di giovanotti, suoi amanti, che lo seguivano ovunque in preda all'isteria. D'origine rumena entrò alla Comèdie-Française e diventò partner fisso di Sarah Bernhardt. Misto tra un principe persiano, uno zingaro e un dandy effeminato, qualcuno mormorava che praticasse riti satanici in gran segreto. Le sue dita erano letteralmente ricoperte di anelli orientali, tormentose su un perenne fazzoletto intriso di profumo esotico.
Un misto di sublime e di ridicolo che il raffinato Jean Cocteau ribattezzò "Il Principe di tutto ciò che non si deve fare". Tra i mille eccessi che lo riguardano alcuni sono rimasti leggendari. A volte concedeva l'onore di farsi strapazzare dai suoi giovani amanti, tutti in una volta, immersi nella sua enorme vasca da bagno stile Antica Roma piena d'acqua di rose e petali. Pare anche che tenesse un vaso di bronzo ricolmo di monete d'oro che lui amava riversare addosso ai giovanotti nudi nei suoi baccanali. Soprattutto scioccava nel quotidiano perché circolava completamente truccato come in scena!
***Chi invece teneva alla propria privacy era il pittore romantico Théodore Géricault (1791-1824). Rimase sconvolto quando il suo collega Lebrun andò a chiamarlo per recarsi ad un ballo e lo trovò in casa in bigodini mentre era intento ad armeggiare con l'arricciacapelli sulla stufa. L'aneddoto era talmente succoso che l'amico pettegolone lo tramandò nelle sue memorie. Ma su Géricault poco è trapelato e tutte le sue lettere sono ancora secretate. Tra i pochi stralci noti si è scoperto che avesse una tale intimità col suo allievo arabo Jamar da condividerne il letto.
Il ragazzo figura anche ritratto nel celeberrimo capolavoro del 1819 "La zattera della Medusa" (FOTO 2) che oggi è al Louvre, raffigurato di profilo e in posa estremamente sexy tra resti di cadaveri e marinai cannibali sopravvissuti al naufragio della nave "La Medusa". Unico modello vivo, tra i morti che il pittore s'era fatto prestare da un obitorio. Il quadro rivela anche i fetish costanti del pittore: schiene muscolose e sederi vistosamente aperti. Lui stesso scrisse: "Non amo ritrarre che uomini dalle grosse chiappe".
***Di ben altro utilizzo meno artistico tratta la foto qui a lato (FOTO 3) , scattata da un militare U.S.A. in un'isola del Pacifico durante l'ultima guerra mondiale. Lui stesso, spedendola a casa a qualche parente, aveva ironicamente commentato sul bordo in basso a penna: "A noi piace la Privacy". Ah ah ah!
***Per la serie "a noi invece piace farlo in compagnia" ecco una foto (FOTO 4) con una storia tutta diversa. Scattata in Germania a Zweibrucken nei primi anni '30, raffigura un gruppo di boy-scouts da poco obbligati a passare dall'intruppamento parrocchiale a quello nazista. Il primo ragazzino a sinistra era il proprietario dell'album in cui l'ho trovata. Lui stesso ha documentato gli anni della sua adolescenza scattando foto a suoi amici, poi commilitoni. Così ho scoperto la sua amorosa predilezione per un amico d'una bellezza wagneriana sconvolgente, immortalato in branda, a torso nudo sorridente, disteso malinconico sull'erba in un bosco, in corse sfrenate e scherzi goliardici a tutta gallara. Eccolo qui (FOTO 5) a lato nella sua bella divisa d'aviatore. Sul retro ho fatto però un'agghiacciante scoperta, una mano malferma ne aveva scritto tremula il nome ( illeggibile ), la data di nascita ( 21 ottobre 1917 ) e quella di morte ( 25 marzo 1941 ) durante una missione di guerra. Oh, Gesù!
*** Per fortuna ogni foto non sempre racconta una storia tragica. Come questa (FOTO 6), tedesca ma dei tardi anni '20 e di provenienza incerta. Ignorasi i giocondi impulsi irrefrenabili che hanno spinto un ricco borghese, in ghette e cappotto, ad arrampicarsi sulla statua in bronzo d'un bel Paride per coprirne le neoclassiche pudenda col proprio cappello. Quando si dice pudor pubis!
***Di tutt'altro avviso invece questo baldo ed austero giovanotto, in una foto U.S.A. (FOTO 7) degli anni '50. Ben fiero d'una audace sbottonatura da urlo e relativa srotolata a sbalzo d'una mensola da stramazzo formato famiglia.
Non c'è proprio più religione!
Dagospia 25 Novembre 2003