VIAGGIO AL TERMINE DEL "DEGRADO"
LOCALE STRACULT DI TRANS, TRAVESTITI E TRAVIATI
IN TRANSIZIONE DAL POST-MODERNO AL POST-TRIBOLO
LOCALE STRACULT DI TRANS, TRAVESTITI E TRAVIATI
IN TRANSIZIONE DAL POST-MODERNO AL POST-TRIBOLO
Viaggio nel "Degrado", locale stracult del quartiere romano Casilino, babilonia di trans, travestiti e traviati in mano a un maestro elementare Carlo, oggi Carla, e a Klaus. Che spalancano le porte, e non solo quelle, a una inviata di Dagospia.
LA VESTIZIONE
Siamo davanti alla chiesa evangelica, in piazzetta al Casilino. "Da mezzanotte in poi" ci raccontano i boys della comitiva "vedrai che succede qua. altro che messa". Arrivano su Bmw, Mercedes ma anche in cinquecento: avvocati, studenti universitari, direttori di banca, uomini d'affari. Parcheggiano in giacca e cravatta ed escono in parrucca su tacchi a spillo altezza Twin Towers.
I Casilino-boys gli fanno il verso: "so' padri de famija, la sera je piace fa' le femmine". Li salutano. "Sono fuori di testa poveracci, ormai li conosciamo tutti. Vuoi parlare con qualcuno?". E mi portano da Mauro, che dal venerdì alla domenica diventa Bambi. "Resto maschio perché per diventare trans ci vogliono soldi e coraggio", mi dice mentre applica le ciglia finte (Bambi, appunto) davanti allo specchietto retrovisore.
Coraggio? "Certo, perché se fai le iniezioni e le operazioni, poi devi venire bella per forza. La più bella femmina di tutte. Se non hai i soldi per il chirurgo migliore e vieni mezza e mezza o male poi cadi in depressione. Allora meglio fare il travestito". Guai a dargli del gay. "Ai gay piacciono i gay, a me piacciono i maschi, quelli veri, come loro", e indica i ragazzi del Casilino che iniziano a mostrare il medio drizzato, a mettere la mano sul didietro e a urlare frasi romantiche del tipo: "A un palmo dar culo mio che al pisello ce penso io". Bambi sospira languido: "Mi piacciono così. un po' rudi".
L'INGRESSO DEL LOCALE
Seguiamo Bambi che lentamente arranca verso la via del locale. Non fa in tempo ad entrare che già viene infrattata in un angolo. Ci fa ciao ciao con la manina mentre la manona del rude maschio che ha trovato già è posizionata sulla lampo dei jeans. Arrivano altri ragazzini in motorino dalle borgate vicine. Giovani, giovanissimi, alcuni minorenni. Capelli ossigenati, sopracciglia depilate. Occhiali da sole in piena di notte. "Ocho! antenna! Pjala oh!". Ma che sei matto? Urlo. Mi stanno per rubare l'antenna della macchina. In mano ne hanno già tre o quattro. "Scusa! Le usiamo come fruste pe' 'ste frocie. Je piace fasse menà. e allora noi je menamo". Il ragionamento fila, l'antenna vola. Guai invece, secondo loro, a chi picchia un trans. "I travestiti, proseguono, lo fanno gratis: je tiri due calci e loro ti fanno un servizio. La cosa finisce qua. Solo pompini perché, diciamocelo, come te li fanno loro, non te li fanno le femmine. Non parliamo poi delle pischelle di scuola".
DEGRADANDO NEL LOCALE
L'entrata è seria. C'è Klaus, che ti fa la tessera e decide se puoi entrare o no. I buttafuori sono minacciosi: "Giornalisti meglio di no. sai, qui vengono anche politici". Dentro è tutto dark-horror. C'è il bar, il salottino, quelle luci che fanno diventare il bianco fosforescente. Ovunque, dei marcantoni di uno e ottanta vestiti da femmine. Le facce truccate alla Moira Orfei. Al buio distinguere i trans dai travestiti è più complicato, almeno per me.
I maschi sono mediamente più bassi e hanno facce e modi da scaricatore dei mercati generali come non se ne vedono quasi più: canotta traforata, jeans, viso squadrato. L'ideale estetico è più o meno Adriano Pappalardo rivisitato. In una sala si balla, ma stasera c'è poca gente. Stanno tutti nella dark room o nei separé.
Alle pareti pochi televisori con video hard, poco sadomaso. Luce bassissima. "Guarda, guarda così impari e a me piace di più". Un trans invita i presenti ad assistere alla sua prestazione orale a distanza ravvicinata. Il preservativo c'è. Nei separé si fa qualche "trenino". La gabbia invece è aperta e vuota. Protagonista resta la fellatio. Intorno, una gran puzza che si intensifica di pari passo con l'attività.
L'USCITA
All'uscita Kelly, trans bellissima, dall'aria dolce, laureata in storia dell'arte, batte. Lei non entra quasi mai. Cerca solo clienti fuori. Si avvicinano due ragazzini sui sedici anni. "Sono i più assidui. In genere vengono in due. Non se lo vogliono raccontare che sono gay, allora inventano che le ragazzine non ci stanno. Qualcuno l'ho anche sverginato". E i soldi dove li trovano? "Se sono giovani e belli, non li faccio pagare mai.".
Dagospia 26 Novembre 2003