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    “BERLUSCONI AL COLLE? LUI CI CREDE, SALVINI E MELONI MOLTO MENO” – RENZI A "NON E’ L’ARENA" PARLA DI QUIRINALE (LUI E SALVINI ASPETTANO SOLO IL FLOP DEL CAV PER RIPRENDERE IN MANO IL PALLINO PER L’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO) E DI CONTE. “UN ANNO FA ABBIAMO SALVATO L’ITALIA, ORA C’È DRAGHI” - "LA NUOVA VARIANTE OMICRON VA GESTITA COME SI GESTISCE UNA INFLUENZA. È UN ALTRO COVID RISPETTO A UN ANNO FA. SONO PIÙ CHE DIMEZZATE LE TERAPIE INTENSIVE…” – VIDEO


     
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    renzi non è l'arena renzi non è l'arena

    «Un anno fa, alla Camera, Conte è caduto. Citando Totti: gli abbiamo fatto il cucchiaio, abbiamo salvato l’Italia, ora c’è Draghi». Il leader di Italia Viva Matteo Renzi in collegamento con Radio Leopolda oggi ricorda la caduta del governo dell’Avvocato del Popolo con un paragone calcistico.

     

    «Compie un anno il sacrificio di Italia viva, non ripagato in termini di sondaggi ma in termini di Pil. Abbiamo salvato il Paese», aggiunge Renzi. Il riferimento è al calcio di rigore che il capitano della Roma calciò durante la semifinale di Euro 2020 dell’Italia contro l’Olanda: prima, rivolgendosi al compagno Gigi Di Biagio, Totti pronunciò l’ormai celeberrima frase: «Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio».

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    Poi batté Van der Sar con il colpo che lo rese famoso. Ma il leader di Iv ha parlato anche dell’attualità: «Bisogna smettere di inseguire isterie di chi dice che avremo un gennaio catastrofico per il Covid. È un altro Covid rispetto a un anno fa. Sono più che dimezzate le terapie intensive a fronte di un aumento dei contagiati, che sono trenta volte di più rispetto ai contagiati di marzo 2020».

     

     E ancora: «Bisognerebbe fare regole ancora più semplici per le scuola. Se tu chiudi le scuole fai la cosa più ingiusta che ci possa essere: condanni questi ragazzi a vivere in uno stato di segregazione culturale e educativa».

     

    salvini renzi salvini renzi

    Infine: «Il Covid non è una influenza. Ma la nuova variante Omicron va gestita come si gestisce una influenza. Bisogna insistere sulle monoclonali. Gestiamola senza culto del numero dei contagiati: bisognerebbe solo dare il numero delle terapie intensive».

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