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    BERLUSCONI NON VUOLE CHE SI METTANO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI (E NELLE SUE): “NO ALLA PATRIMONIALE” - LA SOLITA RICETTA DEL CAV: “DOBBIAMO SBLOCCARE I DEBITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (OLTRE 60 MILIARDI) E SOSPENDERE IL CODICE DEGLI APPALTI. MAGARI SI POTREBBE SCATENARE UNO CHOC FISCALE CON UNA FLAT TAX PER TUTTI AL 15%...” (E POI LA SANITÀ CHI LA FINANZIA?)


     
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    Pier Francesco Borgia per “il Giornale”

     

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    Il nostro è «un Paese di cui andare orgogliosi». Ne è convinto Silvio Berlusconi che lo va ripetendo da giorni (l' ultima occasione l' intervista a Radio 101). «La stragrande maggioranza degli italiani - spiega ai microfoni dell' emittente radiofonica - sta dimostrando uno spirito di abnegazione straordinario. Per fortuna abbiamo eroi che ogni giorno danno tutto per fermare questa micidiale pandemia». Il riferimento è a medici e operatori sanitari, a infermieri e militari e agenti di polizia municipale. A tutte le categorie, insomma, impegnate in prima linea per gestire questa emergenza senza precedenti.

     

    E senza precedenti deve anche essere la risposta dell' Unione Europea. «Se l' Europa non facesse la sua parte come una comunità di popoli solidali sarebbe la fine dell' Unione che abbiamo sognato - spiega il leader azzurro -.Credo che non sarà così, anche sulla base dei contatti con i leader del Partito popolare europeo. Posso dire che l' Europa si sta muovendo, la Commissione sta mettendo 100 miliardi per varare il fondo Sure destinato a finanziare la cassa integrazione». Cui si dovranno anche aggiungere gli stanziamenti della Banca centrale europea e della Banca europea per gli investimenti.

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    Nell' immediato, però, Berlusconi ricorda che bisogna accettare e far proprio il diktat dei medici e dei «professionisti della sanità, cui i politici in questo momento devono prestare ascolto». La chiusura totale adesso, concorda il presidente di Forza Italia, è «un percorso obbligato» per non pagare poi un prezzo ancora più alto in termini economici qualora risultasse necessaria una seconda chiusura come sta accadendo adesso in Cina.

     

    Impossibile in questo momento - aggiunge Berlusconi - immaginare soluzioni alternative di governo. Resta però intollerabile che non si sia già provveduto a rendere obbligatorio l' uso delle mascherine nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto. In questo senso il governo deve agire con maggiore tempestività e garantire le adeguate protezioni non soltanto ai sanitari ma a tutti. Dopo tutto questo tempo dall' inizio dell' emergenza dovrebbe essere possibile».

     

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    Un'eventuale seconda fase della pandemia, come sta avvenendo in alcune regioni cinesi, non deve trovarci impreparati. E Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, chiede al governo di preparasi per tempo e di investire nel Sistema sanitario nazionale: «Dobbiamo far avere a medici e sanitari i mezzi adeguati nel caso di un ritorno della pandemia».

     

    E sempre a proposito delle voci che si rincorrono su un possibile inizio del ritorno alla normalità già nelle prossime settimane la vicepresidente della Camera dei deputati, Mara Carfagna, chiede chiarezza. «Qualsiasi psicologo - spiega - potrebbe raccontare l'effetto che questo tira e molla ha sulle persona e la prostrazione che provoca il valzer della comunicazione pubblica sulla fine del lockdown».

     

    L'appello, ovviamente, è a far presto, almeno per quanto riguarda l'economia. «Troppe persone sono rimaste senza reddito - ricorda ancora Berlusconi - Il governo per ora ha stanziato 400 milioni, attraverso i Comuni, ma non è detto che arrivino a tutti, penso ad esempio all' economia sommersa che comunque c' è e il cui blocco sta lasciando nella disperazione tante famiglie. Le misure sono troppo poche e arrivano troppo tardi.

     

    Chi è in difficoltà va aiutato subito. Ma soprattutto dobbiamo salvaguardare il tessuto produttivo del Paese. Per esempio sbloccando i debiti della Pubblica amministrazione (oltre 60 miliardi) e sospendendo il Codice degli appalti. E comunque per garantire la più rapida ripresa va abortita qualsiasi idea di patrimoniale. E magari si potrebbe scatenare uno choc fiscale con una flat tax per tutti al 15%».

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