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    BIAGGI, DIETROFRONT: DOPO SETTE ANNI DI ACCUSE, IL PILOTA VIENE ASSOLTO DALL’ACCUSA DI AVER EVASO LE TASSE - ERA ACCUSATO DI AVER SOTTRATTO AL FISCO CIRCA 18 MILIONI DI EURO - PER I PM, BIAGGI AVREBBE FATTO LEVA SU UN SISTEMA DI FATTURE A SOCIETÀ ESTERE A CUI ERA AFFIDATO LO SFRUTTAMENTO DEI SUOI DIRITTI DI IMMAGINE PER EVADERE LE TASSE - MA PER IL GIUDICE IL FATTO NON SUSSISTE


     
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    Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della sera”

     

    fabrizio frizzi max biaggi fabrizio frizzi max biaggi

    Assolto perché «il fatto non sussiste», Max Biaggi archivia sette anni di denunce, inchieste giudiziarie e processi. Era accusato di aver sottratto al fisco circa 18 milioni di euro (17.852.261): ieri, nel giorno dei funerali del papà, è stato assolto dal giudice del tribunale monocratico della capitale con formula piena.

     

    Secondo la contestazione del pm Giancarlo Cirielli del pool dei reati tributari della procura romana, il pilota avrebbe fatto leva su un sistema di fatture a società estere a cui era affidato lo sfruttamento dei suoi diritti di immagine per evadere le tasse. Quelle società, secondo la Procura, sarebbero state a lui riconducibili. Non solo, sempre stando al capo d'imputazione, Biaggi avrebbe trasferito la propria residenza nel Principato di Monaco per la stessa motivazione, evadere le imposte.

     

    max biaggi ortisei max biaggi ortisei

    Inutilmente il Corsaro, com' è stato ribattezzato, si era difeso spiegando che da molti anni risiede a Montecarlo (dove nei giorni scorsi fra le altre cose è stata celebrata la comunione di suo figlio): la Procura aveva chiesto il processo nei suoi confronti a novembre 2015 e in aula aveva sollecitato un anno di reclusione. Per i pm la residenza monegasca e le fatture erano strumenti «idonei a rendere in tutto inefficace la procedura di riscossione coattiva attivata dalla società Equitalia».

     

    Biaggi, già indagato in passato - quando usufruì dello scudo fiscale per far rientrare in Italia capitali dall' estero, con reato poi prescritto - si era difeso così: «È una vicenda che si trascina da molti anni. Riguarda la mia residenza a Montecarlo dove vivo dal 1992. Si parla solo della circostanza che non avrei pagato a Equitalia».

     

    max biaggi max biaggi

    La sua versione era stata ascoltata in aula a maggio 2017, Biaggi aveva spiegato che quei soldi in realtà «non erano mai esistiti»: «Qualche anno fa - aveva detto - mi sono presentato a Equitalia per capire se ci potessero essere gli estremi per un accordo. Portai i contratti stipulati negli anni oggetto di contenzioso tributario. Dimostrai che almeno 12 dei 17 milioni che non avrei pagato erano inventati. Non si preoccupi, lo sappiamo, mi dissero».

     

    Incalzato dal pm Giuseppe Olivo, Biaggi non s'era perso d'animo neppure quando gli era stato chiesto perché, se aveva tagliato con l'Italia, s' era avvalso dello scudo fiscale nel 2003. Semplicemente perché «non volevo continuare a essere chiamato evasore» aveva risposto. Quanto al suo domicilio nel Principato ha ribadito di averlo scelto per le possibilità che offriva ai giovani piloti: «Avevo 20 anni - aveva detto - Tutto il mondo delle auto e delle moto era lì. Ho lasciato i miei affetti a Roma, se fosse andata male sarei tornato a casa».

     

    In sua difesa, a dicembre 2017, era sceso in campo anche l'ex pilota Giancarlo Fisichella, testimone in aula: «Conosco Max da vent' anni - aveva detto - Ci siamo frequentati a Montecarlo dove per un periodo ho abitato anche io e siamo diventati amici.

    MAX BIAGGI FISICHELLA MAX BIAGGI FISICHELLA

    Ci vedevamo per il calcetto, per la pizza o per guardare le partite di calcio. Mai visti a Roma».

     

    La difesa del pilota, Ester Molinaro dello studio Coppi, ha insistito molto su questo aspetto. Inoltre ha potuto produrre la sentenza della commissione tributaria regionale laddove riconosce che l' importo dovuto, almeno per il 2004, non era corretto. Una strategia che sembra aver funzionato perché il giudice lo ha assolto. «Siamo soddisfatti. Si tratta di una sentenza giusta che rispecchia i fatti» dice Biaggi attraverso il suo avvocato. Fra sessanta giorni si conosceranno le motivazioni e i pm potrebbero decidere di impugnare la sentenza.

    MAX BIAGGI MAX BIAGGI

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