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BOLLORÉ, CHE FIASCO! – LA VENDITA DEL 15% DI TIM A POSTE È L’ULTIMO ATTO DELLA DISASTROSA CAMPAGNA ITALIANA DI VIVENDI, COMINCIATA DIECI ANNI FA CON IL SOGNO DI CONQUISTARE MEDIASET E TELECOM PER CREARE LA NETFLIX EUROPEA E FINITA TRA CARTE BOLLATE E TASCHE BUCATE – NEL 2015 IL FINANZIERE BRETONE HA COMPRATO IL 23,9% DI TIM A 4 MILIARDI. ORA TUTTA LA SOCIETÀ NE VALE MENO DI 7 (SINTESI: HA BRUCIATO 3 MILIARDI)
Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “La Stampa”
[…] Quello di Tim è solo l'ultimo di una serie di ostacoli che ha portato Vivendi a cedere una quota del 15% del gruppo telefonico a Poste.
La campagna tricolore di Bollorè non è andata come previsto, nonostante gli investimenti massicci e le guerre portate avanti a colpi di scalate ostili (non riuscite) e battaglie giudiziarie.
Il primo a mettere in difficoltà il finanziere bretone è stato il delicato dossier Mediobanca. Bollorè, 72 anni, […]nel 2022 si è ritirato dall'istituto di piazzetta Cuccia dopo venti anni, durante i quali ha ricoperto anche la carica da vicepresidente delle Assicurazioni Generali.
Ma la sconfitta più cocente il tycoon l'ha incassata nello scontro con la famiglia Berlusconi per la conquista di Mediaset. Un progetto nato nel 2016 con l'obiettivo di creare una nuova Netflix europea, diventato quasi subito un braccio di ferro tra la parte francese e quella italiana, con la prima arrivata a ottenere una partecipazione nella seconda di quasi il 29%. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, Bolloré è stato costretto alla resa, mettendo fine all'assedio.
Un po' com'è successo con l'avventura cominciata una decina di anni fa con Tim e continuata negli anni con altre schermaglie legali e lotte interne all'azionariato. Un dispendio di energie e quattrini ritenuto ormai insostenibile dai francesi, da tempo interessati a alleggerire la loro partecipazione.
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[…] La cessione di gran parte della partecipazione posseduta in Tim ha portato il gruppo di Bolloré a incassare una pesante minusvalenza , considerato che Vivendi ha svalutato il titolo a 0,21 euro ad azione rispetto al valore di carico di 1,08.
Poco male. Mantenendo una quota del 2,5% in Tim, Vivendi alleggerisce il suo impegno nelle telecomunicazioni italiane. Adesso bisognerà vedere se verrà ceduta anche la parte restante. Vivendi potrebbe continuare a seguire con attenzione lo sviluppo dell'azienda portato avanti da Poste che aprirebbe prospettive più rosee per Tim, a questo punto più solida nel management. A quel punto Bolloré potrebbe partecipare al rilancio dell'azienda sotto la nuova guida, magari con un posto nel board.
Un'opportunità che al momento è solo un'ipotesi, anche se la società sembra intenzionata a svolgere un ruolo nella futura governance e nel rilancio di Tim. Un disimpegno strategico, quindi, da un settore sempre meno interessante per la società francese, che oggi guarda ad altro.
Certo, un eventuale progetto per creare una realtà paneuropea nel campo delle telecomunicazioni potrebbe essere visto di buon occhio dai Bolloré, soprattutto se concepito nel quadro del piano Draghi, quindi con una forte attenzione ad alcuni aspetti come quelli delle comunicazioni satellitari o delle tecnologie legate al cloud.
Ma al momento da Parigi non arriva nessun segnale in tal senso. Anzi, […] non è da escludere un possibile importante investimento in Italia nei settori sui quali si sta concentrando il gruppo. Stavolta, forse, senza operazioni aggressive e in piena intesa con le istituzioni del Belpaese.
emmanuel macron vincent bollore
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