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Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Dagospia, nella puntata di Report di ieri sera, quasi totalmente dedicata al buco da 8,5 miliardi del Monte dei Paschi di Siena, mancava un particolare interessante sulla governance della banca più antica del mondo: è controllata da una Fondazione (che solo ora sta per perdere la maggioranza assoluta) a sua volta saldamente in mano agli enti locali, Comune e Provincia.
E questi, dal 1948, sono e sono sempre stati di sinistra; prima Pci, poi Ds, ora Pd. Anche l'ultimo rinnovo ai vertici che ha portato alla presidenza Alessandro Profumo è stata un'operazione interna al partito di Rosy Bindi. Anzi, il presidente del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera del 28 aprile scorso, commentando la nomina, si è lasciata andare a dichiarazioni entusiastiche definendo il nuovo presidente "l'uomo del rilancio".
Forse un po' di prudente discrezione non ci sarebbe stata male visto che Profumo è indagato per un frode fiscale da 245 milioni di euro commessa, secondo la Procura di Milano, quando era numero uno di Unicredit.
Ma questo dettaglio relativo a Profumo, anch'egli apertamente di area Pd, è stato omesso dalla dichiarazione della Bindi. E ieri sera non se n'è trovata traccia neppure in Report che invece ha parlato di altre inchieste relative alla banca che vedono indagati personaggi ex Dc o Pdl.
Un cordiale saluto
Gianni Gambarotta
SEDE CENTRALE MONTE DEI PASCHI DI SIENA
milena gabanelli
Gianni Gambarotta
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