IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO…
IL CETRIOLONE PER GLI ITALIANI SI CHIAMA ELETTRICITA' - IL REPORT SULLA CRISI ENERGETICA DELLA CONFCOMMERCIO: L'IMPATTO ECONOMICO DELLE CRISI INTERNAZIONALI DA NOI ARRIVA AMPLIFICATO PERCHÉ, GIÀ IN TEMPI ORDINARI, L'ITALIA PAGA L'ELETTRICITÀ MOLTO DI PIÙ DEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI - GLI ITALIANI SONO COSTRETTI A STRINGERE LA CINGHIA: L'INFLAZIONE PESERÀ QUASI IL DOPPIO SULLE SPESE OBBLIGATE, A COMINCIARE DAL CIBO. QUESTO SIGNIFICA CHE I CITTADINI SPENDERANNO DI MENO PER ALTRE COSE, CON UNA PERDITA DI MEZZO PUNTO DEI CONSUMI, OVVERO 6,5 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO...
Estratto dell'articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”
giorgia meloni nel video sul decreto bollette 3
Un'inflazione che peserà quasi il doppio sulle spese obbligate, a cominciare dal cibo. Il caro-energia ci costa già molto, ma adesso «rischia di presentare un conto ancora più ampio all'economia italiana», stima un report sulla crisi energetica e l'impatto sui consumi di Confcom (Confcommercio).
Secondo le stime dell'ufficio studi, nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabile a 140 dollari nel 2027, l'inflazione aumenterebbe di ulteriori 0,7 punti percentuali, al 3,7%.
Le famiglie sarebbero costrette a stringere la cinghia, perché il prolungato aumento delle bollette ha ormai prosciugato qualunque capacità di reazione e adattamento dei bilanci. E quindi si calcola una perdita di mezzo punto dei consumi, ovvero 6,5 miliardi di euro all'anno nel complesso. Naturalmente anche il Pil ne risentirebbe, arretrando di tre decimi di punto, sempre più vicino allo zero virgola.
«L'effetto dell'incremento eccezionale delle spese obbligate peggiorerebbe il clima di fiducia, con riflessi di natura potenzialmente strutturale sulla propensione al consumo», spiega il direttore dell'ufficio studi di Confcom, Mariano Bella, che distingue, all'interno delle stime sull'inflazione, una crescita modesta sulle spese libere e «un problematico più 5,9% su quelle obbligate». [...]
Il problema, ricorda Confcom, è che l'impatto delle crisi internazionali da noi arriva amplificato perché già in tempi ordinari l'Italia paga l'elettricità molto di più dei principali paesi europei. A settembre il Pun (il prezzo all'ingrosso dell'elettricità) «è arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025».
Se il caro-energia appesantisce costi e bollette in tutta Europa, però, «in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l'intensità registrata in Italia». Per il presidente di Confcom, Carlo Sangalli, «bisogna evitare che gli aumenti si scarichino interamente sulle bollette con misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l'efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Acceleriamo su rinnovabili e sviluppo del nucleare sostenibile, ma bisogna agire subito».
[...] Le ricerche, ultima quella di Confcommercio, non tengono conto che la maggior parte degli utenti, in alcuni operatori tale quota supera l'80%, ha sottoscritto contratti a prezzo fisso della durata non di 12 ma fino a 24 e 36 mesi, che si basano sulle previsioni effettuate dal mercato stesso e che vedono il prezzo futuro scendere, e non salire, come sostengono scenari tutti da dimostrare».
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