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COSE DELL’ALTRO BOND! – I RENDIMENTI SUI TITOLI DI STATO DI TUTTO IL MONDO SONO IN TUMULTO: VENERDÌ QUELLI DEI TREASURY AMERICANI SONO SCESI (DI POCO) MA SOLO PERCHÉ L’OCCUPAZIONE IN FRENATA FA CREDERE AGLI INVESTITORI CHE SI ALLENTERÀ LA PRESSIONE (DI TRUMP) SULLA FED PER UN RIALZO DEI TASSI – GLI INTERESSI SUL DEBITO SONO UNO SPADONE DI DAMOCLE PUNTATO SUI PAESI SVILUPPATI, CHE L’ANNO SCORSO HANNO SPESO 3.300 MILIARDI DI DOLLARI DI INTERESSI, PIÙ DI QUANTO COSTINO DIFESA, ENERGIA PULITA E IA...

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Estratto dell’articolo di Raffaele Ricciardi per “la Repubblica”

 

TREASURY BOND

Cinture allacciate sui mercati finanziari dopo il terremoto sui titoli di Stato con epicentro negli Usa e pericolosi scossoni registrati in Francia. Venerdì un debole rapporto sul mercato del lavoro americano ha solo per poco allentato la tensione sul rendimento dei Treausury (che si muove in senso opposto al prezzo): il ragionamento dei mercati è che un'occupazione in frenata tolga pressione dalla Fed perché rialzi i tassi.

 

debito pubblico americano

I trader infatti passeranno al setaccio, dopodomani, le minute dell'ultima riunione della Banca centrale americana in cerca di indizi sulle prossime mosse (e l'indomani quelle dell'Eurotower).

 

Intanto, però, il decennale Usa riparte dai blocchi non distante dal 5,3% (record dal 2002) e lo spread Francia-Germania ha visto livelli che mancavano dalla crisi dell'euro del 2011-12 (quasi 150 punti). La materia infiamma perché, tanto per intendersi, accende i costi dei mutui: argomento di conversazione che non piace certo a Donald Trump in vista di Midterm.

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE NERONE BRUCIA MILIARDI DI DOLLARI - IMMAGINE CREATA CON CHATGPT

Persino Paul Krugman calcolava ieri sul suo Substack che un mutuo da 500mila dollari costa oggi 155mila dollari di interessi in più, in trent'anni di rimborso, rispetto al pre-guerra nel Golfo.

 

«Ci sono ragioni ‘buone' dietro questo rialzo generalizzato dei rendimenti sovrani», spiega Donatella Principe, a capo della strategia di Intermonte. Tra queste si possono iscrivere il fatto che nonostante tutto l'economia stia crescendo e che con questi movimenti «abbandoniamo una lunga fase anomala di tassi sottozero, in cui si erano alterati i parametri di rischio/rendimento delle obbligazioni».

 

Il problema è che quegli anni hanno portato a un «azzardo morale»: deficit e debito a tutto spiano. «Siamo a 365mila miliardi di dollari di indebitamento globale, 110mila solo di emittenti pubblici quando, due anni fa, il Fmi stimava di arrivare a quota 100mila soltanto nel 2030». L'anno scorso i Paesi sviluppati hanno speso 3.300 miliardi di interessi: neppure difesa, energia pulita e IA hanno richiesto tanto.

 

debito pubblico stati uniti

Proprio la concorrenza degli hyperscaler con le loro maxi-emissioni per finanziare la corsa all'IA contribuisce a far salire i rendimenti: «Dai 40 miliardi di prima del lancio di ChatGPT siamo arrivati a 600 quest'anno», dice Principe.

 

[…] E noi? Lo spread ha rifatto capolino in area 130 ma «veniamo puniti più di quanto dovremmo, teniamo botta sui conti pubblici e l'esecutivo che faceva tanta paura si è istituzionalizzato», chiosa Principe. Ma se il male è comune, per noi di gaudio non ce n'è: «Rispetto ai livelli di fine 2025, solo con i rialzi dei rendimenti fin qui visti spenderemo 4,3 miliardi in più di interessi quest'anno e 5,7 il prossimo».

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