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Dopo i recenti entusiasmi, il "Financial Times" frena su Matteo Renzi. E l'inversione di tendenza è affidata a Tony Barber, che nel suo blog sul quotidiano finanziario esprime dubbi sull'accordo sulla legge elettorale appena raggiunto da Renzie con Silvio Berlusconi. Il titolo del post dà già il senso dello stesso: "Ecco perché l'accordo Renzi-Berlusconi non è la panacea per l'Italia".
Barber comincia facendo notare che per quanto al di fuori dei confini italiani si registri un certo entusiasmo (che ha coinvolto anche lo stesso "Ft") per Renzie, nel Belpaese si respirano più cautela e scetticismo. "Questo - osserva il commentatore - riflette l'esperienza degli italiani, che hanno già percorso strade simili in passato senza però essere ricompensati con un migliore governo e una migliore classe politica". E la stagnazione economica dell'Italia, sottolinea Barber, è, per molti aspetti, la conseguenza di un "sistema politico malfunzionante".
Non a caso, tra i problemi che il commentatore associa alla nuova legge elettorale ce n'è uno non di poco conto: se essa, da una parte, incoraggia la formazione di coalizioni per vincere le elezioni, dall'altra, non fa nulla per assicurare che la squadra che la spunta resterà unita anche dopo.
Il rischio, perciò, secondo Barber, è quello che nascano dei dissidi post elezioni che possano addirittura fare saltare il governo. Un rischio che, per di più, salirebbe se si dovesse abbassare, come qualcuno vorrebbe, la soglia di sbarramento per i piccoli partiti collocata da Renzie al 5 per cento.
Insomma, secondo Barber, "Renzi ha ragione a volere riformare il sistema elettorale, ma si illude se pensa che la cosa in sé stessa possa garantire all'Italia stabilità ". Il commentatore chiude l'articolo sul blog lasciando a un altro giorno la domanda se Berlusconi abbia deciso di associare il proprio nome alla proposta di Renzie per "seminare zizzania tra i politici del centro-sinistra". Se così fosse, c'è senz'altro riuscito.
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VIA COL VENTO RENZI E BERLUSCONI
RENZI E BERLUSCONI
bruno vespa tra renzi e berlusconi
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