DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ…
L’EUROPA È PASSATA DA UNA DIPENDENZA ALL’ALTRA – NEL VECCHIO CONTENENTE IL GAS “MADE IN USA” HA ORMAI CONQUISTATO UNA QUOTA DI MERCATO PARI A QUELLA CHE UN TEMPO AVEVA LA RUSSIA. ED È DESTINATO A PROSEGUIRE L’AVANZATA, QUANDO NEL 2027 SCATTERÀ IL DIVIETO TOTALE DELLE IMPORTAZIONI DA MOSCA – CON LA GUERRA NEL GOLFO PERSICO CHE HA TAGLIATO FUORI IL QATAR, GLI STATI UNITI SONO ARRIVATI A RIFORNIRE IL 64% DEL GNL ACQUISTATO L’ESTATE SCORSA IN EUROPA E IL 30% DELLE IMPORTAZIONI COMPLESSIVE DI GAS – PER L’ITALIA LA SITUAZIONE È ANCORA PIÙ ESTREMA...
Estratto dell’articolo di Sissi Bellomo per “Il Sole 24 Ore”
DONALD TRUMP - GNL GAS NATURALE LIQUEFATTO
Da una dipendenza all’altra. In Europa il gas “made in Usa” ha ormai conquistato una quota di mercato paragonabile a quella che un tempo aveva la Russia. E sembra destinato a proseguire l’avanzata, quando nel 2027 scatterà il divieto totale di importare da Mosca.
Con la guerra nel Golfo Persico – che ha tagliato fuori dal mercato il Qatar – gli Stati Uniti sono arrivati a rifornire il 64% del Gnl acquistato l’estate scorsa in Europa e il 30% delle importazioni complessive di gas, secondo l’Acer, l’associazione dei regolatori dell’energia [...]
PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI
«Sono molto preoccupata – ha dichiarato ieri la ministra svedese dell’Energia Ebba Busch, a margine del Consiglio europeo – perché stiamo mancando l’obiettivo di renderci energeticamente indipendenti: siamo passati dalla dipendenza dal gas russo a quello americano».
Per l’Italia – che nel Vecchio continente era il maggiore importatore di Gnl qatarino – la situazione è ancora più estrema: nei primi nove mesi dell’anno gli Usa hanno scavalcato l’Azerbaijan diventando addirittura il nostro secondo fornitore di gas, superato solo dall’Algeria. Tra gennaio e settembre sono arrivate da Oltreoceano il 71,5% delle importazioni italiane di Gnl, volumi pari a circa il 24,6% dei nostri consumi di gas, rileva Staffetta Quotidiana sulla base dei dati doganali trasmessi a Eurostat.
gas naturale liquefatto a Ras Laffan in qatar
Due anni fa proveniva dagli Usa il 35% del Gnl importato in Italia. Nel 2025 la quota era già salita intorno al 50% (a soddisfare il 15,5% dei consumi). Ma l’anno scorso il Qatar ci riforniva ancora regolarmente, coprendo un terzo dell’import di Gnl della Penisola, in virtù di un contratto di lungo termine con Edison da 6,4 miliardi di metri cubi l’anno.
Dallo scorso aprile invece da Doha non abbiamo più ricevuto nemmeno un carico: QatarEnergy ha prolungato più volte la forza maggiore sulle consegne (l’ultima questa settimana, fino a tutto dicembre). E Edison si è data da fare, riuscendo a sostituire quasi tutte le forniture mancate. In gran parte l’ha fatto con Gnl “made in Usa”, che si procura grazie ad altri due contratti di approvvigionamento di cui è titolare, con Venture Global e Shell.
gazprom - gas russo - vladimir putin
[...] Il Gnl Usa si compra più facilmente di altri sul mercato spot, grazie a contratti flessibili, privi di vincoli di destinazioni. E soprattutto ce n’è tanto. Anzi, tantissimo. Washington – che ha iniziato solo una decina di anni fa ad esportare Gnl – oggi sembra avere davvero raggiunto quell’obiettivo di «predominio energetico» che l’amministrazione Trump non ha mai nascosto di perseguire.
In gran parte il successo è dovuto all’enorme sviluppo della sua produzione di Gnl, che peraltro continua a crescere a ritmi poderosi: nel 2026 l’export Usa è avviato a superare 120 milioni di tonnellate, in aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno. E la capacità produttiva del Paese dovrebbe arrivare a 200 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, in base ai progetti già in costruzione o che hanno ricevuto via libera all’investimento.
A favorire il predominio degli Usa sul mercato globale, tuttavia, è anche la scarsa concorrenza. Molti produttori di gas – tra cui anche la Norvegia e l’Algeria, tuttora preziosi per rifornire l’Europa – faticano ad espandere l’export. Altri Paesi sono invece sempre più fuori gioco.
Il gas russo, che tuttora costituisce l’11% delle importazioni Ue secondo l’Acer, sarà bandito del tutto: Bruxelles non sembra affatto incline a fare dietrofront, né a rinviare l’introduzione dei divieti, che scattano il 1° gennaio per il Gnl e in autunno per i flussi residui del gasdotto TurkStream. È probabile che anche questo vuoto sarà riempito soprattutto dagli Stati Uniti. [...]
IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATAR
DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ…
FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - …
DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”-…
FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI…
DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA…
DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E…