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GOOGLE ACCUSATA DI "INSIDER TRADING" - SECONDO IL TEXAS E ALTRI NOVE STATI IL GIGANTE DELLA TECNOLOGIA GESTISCE UNO "SCHEMA SEGRETO" CHE GLI CONSENTE DI UTILIZZARE I DATI DEGLI EDITORI ONLINE PER FAVORIRE LE AZIENDE CHE UTILIZZANO LA SUA TECNOLOGIA – QUESTO SISTEMA, CHIAMATO “PROGETTO BERNANKE”, HA FRUTTATO A GOOGLE MILIONI DI DOLLARI – L'ACCORDO CON FACEBOOK...
Dagotraduzione dal Dailymail.com
Google è stata citata in tribunale dallo Stato del Texas e da altri nove Stati per aver violato le leggi antistrust statunitensi e per "insider trading" sul mercato pubblicitario. Il gigante della Silicon Valley è accusato di aver favorito i suoi inserzionisti utilizzando i dati sensibili di proprietà degli editori.
Secondo il Wall Street Journal, che ha visionato i documenti del processo, il programma di Google, noto come “Project Bernanke” ha generato centinaia di milioni di entrate per l’azienda e le ha dato un vantaggio sleale sui rivali.
Google ha un accesso senza precedenti a una quantità enorme di dati: quelli dei venditori di annunci e quelli degli acquirenti. Gli editori online e i media utilizzano la piattaforma di Google AdX (DoubleClick Ad Exchange) per vendere i loro spazi pubblicitari. Da questo database Google ha accesso a moltissime informazioni: quanto viene addebitato per gli annunci, quanto spesso vengono venduti, a chi vengono venduti e, soprattutto, quanto le aziende sono disposte a pagare nelle aste per ottenere uno spazio pubblicitario.
Anche gli inserzionisti online utilizzano la piattaforma di Google per acquistare gli annunci. Esistono due strumenti a loro disposizione: DV360 e Google Ads. Ogni volta che un annuncio viene acquistato utilizzandolo uno di questi, Google riceve una percentuale.
Secondo l’accusa, Google ha utilizzato le informazioni di AdX per aiutare i suoi clienti a piazzare offerte pubblicitarie vincenti, guadagnando cifre da capogiro.
Il processo ha fornito anche maggiori dettagli su un accordo tra Google e Facebook, noto come “Jedi Blue”, per far convergere pubblicità sulla piattaforma social in cambio di un forte investimento (almeno 500 milioni di dollari) dell’azienda di Zuckeberg su Ads.
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