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GRAZIE TRUMP: LA GUERRA IN IRAN È UN SALASSO PER GLI ITALIANI – UNA FAMIGLIA CON DUE FIGLI NEL 2026 SPENDERÀ 1.415 EURO IN PIÙ PER I RINCARI DI PREZZI E TARIFFE – UN PENSIONATO CHE VIVE DA SOLO DOVRÀ SBORSARE 667 EURO AGGIUNTIVI RISPETTO ALLL’ANNO SCORSO, A PARITÀ DI CONSUMI – IL CARO ENERGIA, DALL’INIZIO DEL CONFLITTO IN IRAN, HA IMPOSTO A FAMIGLIE E IMPRESE UN ESBORSO DI 16,5 MILIARDI DI EURO – I CONTI DI CODACONS E CNA...
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
PIOGGIA DI RINCARI PER LA GUERRA, PER UNA FAMIGLIA CON 2 FIGLI +1.415 EURO
(ANSA) - Pioggia di rincari per la guerra in Iran: sulla base dell'inflazione acquisita dall'Istat per l'intero 2026 e considerata la totalità della spesa annua per consumi delle varie tipologie di famiglie, - calcola il Codacons - l'impatto dei rincari scattati dall'inizio del conflitto porterà un pensionato che vive da solo a spendere in totale 667 euro in più rispetto allo scorso anno a parità di consumi (e nell'ipotesi in cui i prezzi si mantengano ai livelli attuali).
Per un single sotto i 35 anni l'aggravio di spesa sarà di 704 euro, mentre una coppia senza figli dovrà mettere in conto 1.167 euro in più a fine anno. Per una famiglia monogenitoriale la spesa annua risulterà più elevata di 976 euro, che salgono a +1.281 euro per una coppia con un figlio e raggiungono i 1.415 euro se i figli a carico sono due.
Ma i rincari di prezzi e tariffe hanno un peso diverso anche a seconda della fonte principale di reddito di una famiglia - rivela il Codacons - In base alla classificazione della condizione professionale del capofamiglia così come definita dall'Istat, un disoccupato si ritroverebbe a spendere a fine 2026 +701 euro, che diventano +936 euro se lo stipendio principale in casa è quello di un operaio, +1.259 euro per un quadro o un dirigente, +1.616 euro per un imprenditore o libero professionista.
LA GUERRA DI TRUMP ALL IRAN - VIGNETTA BY GIANNELLI
CNA, DALL'INIZIO DEL CONFLITTO IN IRAN CONTO AGGIUNTIVO DA 16,5 MILIARDI
(ANSA) - Dall'inizio del conflitto in Iran il caro energia ha imposto a famiglie e imprese italiane un maggiore esborso stimato in circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio.
È quanto emerge dall'aggiornamento della Cna al 30 settembre indicando che quasi la metà dell'aggravio deriva dai carburanti. Il maggiore costo di benzina e gasolio è stimato tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono l'energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas direttamente consumato da famiglie e imprese, con 3-3,3 miliardi.
Il solo mese di settembre ha prodotto un conto aggiuntivo compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, circa un terzo dell'intero aggravio accumulato dall'inizio di marzo. Nei primi quindici giorni l'incremento era stato stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi; nella seconda metà del mese si sono aggiunti altri 2,4-2,7 miliardi.
meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni
A spingere il conto sono stati soprattutto i carburanti. La benzina ha raggiunto a settembre i valori più elevati dal marzo 2022. Il gasolio ha superato invece il precedente picco della crisi energetica del 2022, stabilendo un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996. Il 21 settembre la media settimanale della benzina era salita a 2,141 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,351 euro al litro nella rilevazione del 28 settembre.
Valori che hanno inciso direttamente sui costi delle imprese e, in particolare, delle attività che utilizzano quotidianamente furgoni e veicoli da lavoro. Il caro carburanti presenta differenze significative sul territorio. Nella rilevazione MIMIT del 30 settembre la Provincia autonoma di Bolzano registra i prezzi più elevati sia per la benzina, con 2,147 euro al litro, sia per il gasolio, con 2,360 euro.
Considerando le sole regioni, per la benzina la media più elevata si registra in Calabria, con 2,135 euro al litro, seguita dalla Sicilia, con 2,132 euro, e dalla Basilicata, con 2,128 euro. Su livelli superiori alla media nazionale si collocano anche Campania e Sardegna, rispettivamente con 2,124 e 2,122 euro. Per il gasolio, al primo posto tra le regioni si trovano Sicilia e Valle d'Aosta, entrambe con 2,342 euro al litro. Seguono Calabria e Sardegna, con 2,339 euro, e Lombardia, con 2,327 euro.
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