DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE…
LITIGANO I PARENTI, ARRIVANO I BARENTS - I PRINCIPI TORLONIA NON VERSANO TUTTO L’AUMENTO DI CAPITALE E NELLA BANCA DEL FUCINO ENTRA BARENTS RE, GRUPPO DI RIASSICURAZIONI CON BASE A PANAMA - DOPO QUASI 100 ANNI, LA FAMIGLIA NON AVRÀ PIÙ IL CONTROLLO DELL’ISTITUTO: POTREBBE SCENDERE FINO AL 30% DEL CAPITALE
Nino Sunseri per Libero Quotidiano
Finisce una storia centenaria nel mondo del credito. Barents Re prenderà il controllo di Banca del Fucino oggi interamente controllata dalla famiglia Torlonia che al termine dell' operazione potrebbe scendere al 30%.
Questo l' effetto dell' accordo secondo quanto ricostruito dall' agenzia Radiocor.
Il gruppo assicurativo con sede in Lussemburgo permetterà alla banca di deconsolidare tutto il portafoglio di crediti deteriorati. Come advisor Banca Rotschild la cui presenza ha accresciuto il tasso di sangue blu che scorre in tutta questa operazione. Soldi e nobilità. Un classico "feuilleton". Solo che in questa storia di romanzesco non c' è molto.
L' assemblea della Banca del Fucino ha dato ieri il via libera all' operazione che è maturata negli ultimi due mesi, sotto la spinta di Banca d' Italia. A fare precipitare la situazione sono stati i quattro figli del principe Torlonia scomparso l' 1 gennaio. Gli eredi non hanno completato il previsto versamento, dell' aumento di capitale da 50 milioni deliberato la scorsa estate. Nelle casse ne sono arrivati solo una trentina.
ALESSANDRO POMA MURIALDO GIUSEPPE DI PAOLA
Troppo pochi per andare avanti. Tanto più che il fabbisogno patrimoniale si aggira intorno agli ottanta milioni. L' advisor Rothschild, secondo fonti finanziare, aveva trovato quali possibili partner anche Banca Sella e Banco Desio oltre al fondo Jc Flowers ma la scelta della famiglia è ricaduta su Barents Re. La decisione è stata presa dal consiglio presieduto da Alexander Francis Poma Murialdo, nipote del Principe Alessandro. La situazione è apparsa subito grave: l' istituto ha circa 320 milioni di crediti deteriorati e una perdita di 7 milioni dopo il rosso di 46 milioni del 2016. Troppi per continuare.
DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE…
DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL…
DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ…
DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI…
FLASH! – I “DRAGHI BOYS” DEL POTERE ECONOMICO ITALIANO AVREBBERO ESPRESSO QUALCHE PERPLESSITA'…
DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE…