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“ILLIMITY” È STATO SUPERATO – BANCA IFIS PREPARA UN’AZIONE DI RESPONSABILITÀ AGLI EX VERTICI DELLA FINTECH, FONDATA DA CORRADO PASSERA, CHE IL GRUPPO DI MESTRE HA ACQUISITO LO SCORSO ANNO – TRA LE OPERAZIONI PIÙ CRITICHE C’È LA CESSIONE DEL SISTEMA TECNOLOGICO ALLA SOCIETÀ “ALTERMAIND”: IFIS HA DOVUTO RINEGOZIARE I CONTRATTI PER RIDURRE I COSTI – NON SECONDARIA ANCHE LA QUESTIONE DELLE RETRIBUZIONI DEGLI EX MANAGER, IN ALCUNI CASI INNALZATE DOPO L’OPAS DI IFIS...
Estratto dell’articolo di Carlotta Scozzari per “la Repubblica”
Banca Ifis procede verso l'azione di responsabilità agli ex vertici di Illimity Bank. A guidare la fintech era stato il fondatore Corrado Passera fino all'acquisizione da parte del gruppo di Mestre, avvenuta nel luglio 2025, dopo l'offerta lanciata a gennaio dello stesso anno.
A quanto risulta, già ad aprile, nel consiglio di amministrazione di Illimity, era partita una prima fase di accertamento delle condotte della vecchia gestione, che aveva fatto emergere una serie di criticità, poi analizzate dal cda di Ifis del 17 settembre.
Tra le operazioni passate al vaglio, la cessione del sistema tecnologico di Illimity alla società Altermaind, risalente al 24 dicembre 2024. L'operazione, da una parte, aveva generato una plusvalenza di 52 milioni che aveva contribuito al mini utile del bilancio 2024, poi "riscritto" per registrare una perdita di 38,4 milioni. Dall'altra, prevedeva costi per servizi di tecnologia pari a circa 50 milioni annui per dieci anni, per un totale di 500 milioni, quindi a carico di Ifis.
Quest'ultima, però, ha rinegoziato i contratti, onerosi in termini sia economici sia legali, con l'obiettivo di ridurre i costi mantenendo una collaborazione industriale con il fornitore, che ne ha riconosciuto il valore strategico.
Il caso Altermaind è finito anche nella recente ispezione su Ifis di Bankitalia, che ne ha evidenziato i rischi per la continuità operativa di Illimity.
C'è poi Engineering, che con la fintech nel 2023 aveva siglato un accordo per la piattaforma e i servizi tecnologici già oggetto del contratto con Altermaind. Nei primi mesi del 2025, Engineering, avendo a suo tempo acquistato parte della piattaforma poi ceduta ad Altermaind, aveva avviato un contenzioso con richiesta di danni a Illimity. Qui Ifis ha chiuso il procedimento con una transazione, pagando una penale molto inferiore all'ammontare richiesto e stipulando un contestuale accordo per servizi tecnologici.
Rilevante anche la questione delle retribuzioni degli ex manager di Illimity, in alcuni casi innalzate dopo l'Opas. In particolare, a seguito di un audit interno, Ifis ha accertato la retrodatazione di cinque accordi di golden parachute (paracadute d'oro), in realtà firmati dopo la partenza dell'offerta, che hanno fatto scattare maxi liquidazioni per cinque top manager poi usciti con l'arrivo dei nuovi proprietari.
Così, nell'ultimo anno Illimity ha richiesto svalutazioni per 405 milioni, suddivisi in rettifiche per 365 milioni nel 2025 (hanno contribuito alla perdita di 305 milioni a bilancio), più ulteriori accantonamenti per 40 milioni nel 2026. In questo quadro, il cda di Illimity del 22 settembre ha deciso di proseguire con la seconda fase di quantificazione del danno e di accertamento del nesso causale con le condotte degli ex vertici.
In base ai risultati, Ifis dovrebbe formalizzare l'azione di responsabilità. Dopo avere completato la pulizia, la capogruppo oggi guidata da Raffaele Zingone punta a procedere con la fusione di Illimity entro fine anno, così da assicurare le sinergie legate all'operazione, pari a 75 milioni annui dal 2027.
Frederik Geertman - banca ifis
ernesto furstenberg fassio presidente di banca ifis foto di bacco (2)
ernesto furstenberg fassio presidente di banca ifis foto di bacco (6)
BANCA IFIS
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