INTESA SANPAOLO TAGLIA I COSTI ACCORPANDO LE CONTROLLATE (E I VERTICI DELLE BANCHE LOCALI SI INCAVOLANO) - BULGARIA, BANCHE SOTTO ATTACCO - MPS RESTITUISCE ALLO STATO 3,5 MILIARDI DI MONTI-BOND

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1. INTESA ACCORPA E DISCUTE (MA INTANTO RISPARMIA)

Ma.Fe. per "il Sole 24 Ore"

 

carlo messina e moglie carlo messina e moglie

È partito dalle 96 filiali della Cassa di Risparmio di Venezia e dalle 89 della Banca di Credito Sardo il progetto di accorpamento delle banche locali di Intesa Sanpaolo: la decisione era stata presa dal Consiglio di Gestione della banca il 17 giugno scorso, ed è stata di fatto ufficializzata ieri con la pubblicazione dei documenti relativi.

 

Più in generale, il progetto di razionalizzazione – uno degli assi portanti del nuovo piano industriale messo a punto dal ceo Carlo Messina – prevede che, delle 16 banche attualmente sparse per l'Italia, 11 confluiscano nella capogruppo Intesa Sanpaolo al massimo entro il 2015; le altre cinque resteranno (almeno per ora) in vita.

 

Nonostante i primi battibecchi dentro e fuori dai consigli, l'intenzione è quella di tirar dritto, così come richiesto, peraltro, dalla Vigilanza; perché il disegno è volto a semplificare là dove si può, efficientare e anche risparmiare: nei documenti pubblicati ieri relativi alle due prime fusioni si legge infatti che si limeranno le spese di 11 milioni l'anno, di cui oltre la metà per «sinergie nelle strutture di governance»: cancellazione dei cda, dipendenti da collocare sulla rete, Iva infragruppo. I primi due accorpamenti saranno completati «auspicabilmente entro la fine del 2014».

 

2.SOFIA, LISBONA, VIENNA: PERIFERICI CON LA FEBBRE

V.D.R. per "il Sole 24 Ore"

 

Torna a salire la febbre nei periferici della Ue. La Bulgaria è entrata nell'occhio del ciclone: ieri le autorità di Sofia hanno ricevuto l'autorizzazione di Bruxelles a contribuire per la liquidità delle banche in Bulgaria aprendo una linea di credito per 3,3 miliardi di lev (circa 1,7 miliardi di euro).

 

Alla linea di credito si è ricorso per non permettere la destabilizzazione del sistema bancario in Bulgaria dopo che nei giorni scorsi sono stati diffusi messaggi anonimi via internet e sms, secondo i quali la terza banca per grandezza in Bulgaria, la Firs Investmen bank (Fib), verserebbe in gravi difficoltà.

 

UNIONE EUROPEAUNIONE EUROPEA

Queste notizie hanno provocato il panico tra i bulgari che hanno assaltato le filiali della Fib per ritirare i propri depositi. Una settimana fa una situazione analoga si era registrata con un'altra banca, la Corporate commercial bank. Le autorità hanno effettuato sei arresti per cercare di fermare queste azioni destabilizzanti via internet. La moneta bulgara è agganciata all'euro.

 

Anche Vienna è sotto osservazione. La settima scorsa Moody's ha tagliato di un livello il rating del debito di 11 banche austriache tra cui la più grande del paese, Erste Group, e la terza, la Raiffeisen Bank International. Moody's ha inoltre ridotto a livello junk il debito della Kommunalkredit. L'agenzia di rating ha citato «la natura senza precedenti» del contestato progetto di legge del governo austriaco che vuole annullare la garanzia pubblica su 890 milioni di euro di obbligazioni della Hypo Alpe-Adria-Bank che erano garantite dalla Carinzia. Una mossa spericolata.

 

Ieri poi si sono aggiunte alla febbre le obbligazioni a 10 anni del Portogallo in calo per il terzo giorno, con i rendimenti in aumento di 10 punti a 3,67%, livello più alto da tre settimane. Il movimento sembra essere spinto dal calo delle azioni del Banco Espirito Santo, la più grande banca del paese, in relazione a possibili aggiustamenti in vista del bilancio semestrale.

 

3.ARGENTINA IN DEFAULT TECNICO UN MESE PER EVITARE IL CRAC

r. e. per “La Stampa

Il termine per ripagare il suo debito è scaduto. Era stato fissato per il 30 giugno. Ma l’Argentina ha in realtà ancora 30 giorni per evitare il default. Per evitare di ripetere, 13 anni dopo, il fallimento record da 100 miliardi di dollari che la mise in ginocchio. Ancora un mese di tempo, dunque, nel corso del quale Buenos Aires dovrà trovare un accordo con tutti i suoi creditori: non solo quelli che hanno accettato il concambio proposto nel piano di ristrutturazione, ma anche con gli hedge fund americani che lo hanno rifiutato.

Cristina Fernandez de Kirchner Cristina Fernandez de Kirchner

 

Il clima è rovente, soprattutto dopo che la Corte Suprema americana ha confermato la sentenza del giudice di New York con cui si è intimato alla Bank of New York Mellon di restituire all’Argentina i fondi depositati - circa 539 milioni di dollariper il pagamento dei creditori che hanno aderito al concambio. In attesa di sviluppi il mercato si interroga se a questo punto scatteranno le bocciature da parte delle agenzie di rating.

 

4. BULGARIA, BANCHE SOTTO ATTACCO DALLA UE ARRIVANO 1,6 MILIARDI

r. e. per la “La Stampa

La Commissione europea ha accolto la richiesta della Bulgaria approvando una linea di credito da 3,3 miliardi di lev (l’equivalente di 1,6 miliardi di euro) a supporto delle banche locali, sottoposte a un attacco speculativo. Il sistema bancario della Bulgaria, si legge nel comunicato di Bruxelles, è «ben capitalizzato e con elevati livelli di liquidità, se paragonato a quello degli altri stati membri».

 

Alla linea di credito si è ricorso per non permettere la destabilizzazione del sistema bancario in Bulgaria dopo che nei giorni scorsi sono stati diffusi messaggi anonimi via internet e sms, secondo i quali la terza banca per grandezza in Bulgaria, la Firs Investmen bank (Fib), verserebbe in gravi difficoltà. Tali notizie hanno provocato il panico tra i bulgari che hanno assaltato le filiali della Fib per ritirare i propri depositi. Una settimana fa una situazione analoga si era registrata con un’altra banca, la Corporate commercial bank.

 

5.MPS RESTITUISCE ALLO STATO 3,5 MILIARDI DI MONTI-BOND

r.e. per “La Stampa

 

Chiuso con successo l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro, Montepaschi mette mano al portafogli per pagare lo Stato. Da oggi torneranno nelle casse del Tesoro 3,455 miliardi cui 3 miliardi di Monti-bond e il resto sono interessi sul prestito e per il sovrapprezzo dell’aumento.

ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA

 

L’annuncio della restituzione dei Monti bond è arrivato al termine di una seduta non positiva per il titolo, che ha ceduto il 3,7%. Clima teso alla Fondazione Mps. Non c’è accordo nella Deputazione generale riunitasi ieri per decidere le nomine della Deputazione amministratrice e del presidente che dovrà sostituire Antonella Mansi.

 

Il problema sembra all’interno del Pd, a causa della diversità di vedute tra il sindaco Bruno Valentini e una parte del partito vicina a Franco Ceccuzzi. Sui candidati alla presidenza della Fondazione continuano a spuntare nomi, tra cui quello dell’ex presidente di Mps Pier Luigi Fabrizi e dell’ex vice presidente Turiddo Campain.

 

7.A2A, ENTRO DICEMBRE LA CESSIONE DEL 5% DEI COMUNI DI MILANO E BRESCIA

fr.bas. per il "Corriere della Sera"

 

Fine dicembre. È la nuova scadenza che si sono dati i Comuni di Milano e Brescia per vendere il 5% di A2A. I due principali azionisti della multiutility lombarda inizialmente avevano manifestato l’intenzione di chiudere l’operazione entro il 30 giugno, ma il calo del titolo negli ultimi mesi (ieri ha chiuso a 0,84 euro) ha reso necessario il posticipo. Gli enti pubblici hanno il vincolo di non vendere a un prezzo inferiore alla media degli ultimi 6 mesi, fissata al momento dell’avvio della procedura di cessione.

duomo screenshot x duomo screenshot x

 

Nell’ultimo anno le azioni A2A hanno anche toccato un massimo a quota 1 euro, ora l’attesa è per un recupero del titolo sopra i 90 centesimi. Hanno pesato sull’andamento le incertezze sulla governance che hanno preceduto l’assemblea di giugno. L’intenzione dei Comuni è di cedere la quota con una «vendita accelerata», per la quale devono preventivare uno sconto del 4-5%. Il 31 dicembre è il termine che i due Comuni si sono dati, ma se si verificassero le condizioni giuste potrebbero vendere anche prima.

 

8.LA CONFINDUSTRIA FIORENTINA E LO SCONTRO PER LA PRESIDENZA REGIONALE DEI GIOVANI

an. duc. per il "Corriere della Sera"

 

Prego si accomodi. Dalle parti di Confindustria le voci fuori dal coro non sono mai piaciute, ultimamente la regola pare diventata ancora più ferrea. Almeno a sentire ambienti vicini a Gabriele Brotini, presidente dei giovani imprenditori di Firenze, vittima di un blitz che ne ha sancito la decadenza dalla carica. La vicenda ruota intorno a uno scontro risolto all’insegna della realpolitik confindustriale.

 

ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA

Un paio di settimane fa il consiglio direttivo dei giovani fiorentini di Confindustria ha sollecitato Brotini, vicino all’ex presidente nazionale dei giovani Jacopo Morelli, affinché proponesse come candidato per la presidenza regionale dei giovani Giacomo Lucibello. Quest’ultimo è un fedelissimo di Marco Gay, neopresidente nazionale dei giovani.

 

Il punto è che Brotini, forte del regolamento che disciplina la vita associativa, si è sottratto ribadendo che spettava a lui designare un candidato e che nessuno poteva imporgli un nome. Il tira e molla è andato avanti, con tanto di pressing da Roma da parte del direttore sistema associativo di Confindustria, Federico Landi, per indurre Brotini ad accelerare la pratica.

 

All’ennesimo buco nell’acqua — vale ricordare che la delega sull’organizzazione spetta a Antonella Mansi, vicepresidente nazionale e già alla guida dei giovani in Toscana — è scattato l’intervento dei probiviri. Ieri il verdetto: Brotini ha violato i doveri di correttezza e trasparenza dell’associazione.

 

Un giudizio con pochissimi precedenti nella storia di Confindustria, seguito dal verdetto di decadenza immediata dalla carica di presidente. Brotini ha già deciso di fare ricorso alla magistratura ordinaria. Anche questo un fatto senza precedenti.