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ITALIA, 1900 – A MAGGIO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE CRESCE DELLO 0,7%, OLTRE OGNI PIU’ ROSEA PREVISIONE – A SOSTENERLA, E’ IL SETTORE METALMECCANICO ED AGROALIMENTARE: COME ALL’INIZIO DEL SECOLO SCORSO
Barbara Ardù per La Repubblica
Un balzo così deciso della produzione industriale non si vedeva da tempo, due anni per la precisione. A maggio lo scatto è stato dello 0,7% sul mese di aprile, che prepara un aumento del +2,8% sull' anno. Un numero che dà il là ai commenti positivi del governo. «Meglio delle previsioni», twitta il premier Paolo Gentiloni che aggiunge: «Impegno perché crescita dia più lavoro e meno diseguaglianze». E il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commenta come «positivo il dato anche per il lavoro».
Uno sprint che a maggio ha visto come protagonisti i comparti della fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,3%), delle altre industrie manifatturiere, la riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+6,7%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature (+5%). A tirare dunque è la meccanica, quei beni e strumenti necessari a fare industria e a far ripartire l' attività delle imprese più colpite dalla crisi.
Giù in picchiata, al contrario, i comparti dell' attività estrattiva (-18,8%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche anche per uso domestico e non elettriche (-5%). E iniziano a zoppicare anche l' industria del legno e della carta e stampa (-0,6%). E a tirare su l' indice è anche l' industria agro-alimentare, che con un +4%, supera la media, sottolinea Coldiretti, che chiede più attenzione al settore agricolo.
Dati buoni che, secondo il Centro studi Confindustria, fanno prevedere un aumento dello 0,4 per il prossimo mese di giugno e «preannunciano un andamento positivo della produzione industriale anche nei prossimi mesi». Più cauto il Centro studi Promotor: «Non ci si può accontentare di tassi di crescita come quelli che stanno caratterizzando la ripresina in atto».
Sul chi va là anche i consumatori dell' Unc, che dopo il sali scendi di questi mesi, sperano «che ora si innesti definitivamente un percorso di crescita» perché «la strada da percorrere per tornare ai valori pre crisi è molto lunga considerato che dal maggio 2008 a oggi la produzione industriale è crollata del 22,5%».
Su una ripresa duratura scommette, infine, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. «L' idea che l' Italia non ce la possa fare a consolidare la sua leadership nel manifatturiero è l' idea che dobbiamo combattere - ha dichiarato il ministro - . Non c' è un Paese al mondo che abbia la possibilità di farlo come noi. Per 20 anni - ha rivendicato Calenda - nessuno si è occupato di industria. Noi abbiamo rimesso al centro una politica industriale che è radicalmente diversa rispetto al passato», a cominciare dal Piano per l' industria 4.0.
La catena di montaggio della Sevel
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