LURCH MANI DI FORBICE - DOPO GIARDA, GIAVAZZI, BONDI, FINALMENTE UN COMMISSARIO ALLA SPENDING REVIEW CHE ARRIVA ALLA FINE. RIUSCIRÀ A TAGLIARE LA SPESA STATALE?

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Roberto Petrini per "la Repubblica"

La scure cade più pesantemente sulla voce più ampia e «aggredibile» della spending review: i tagli per beni e servizi acquistati dallo Stato subiranno riduzioni per 10,3 miliardi nei prossimi tre anni. Il secondo posto in classifica è occupato dai trasferimenti alle imprese, la vecchia ricognizione del piano Giavazzi: tra quelli dello Stato centrale e quelli regionali complessivamente 6,6 miliardi in tre anni.

Non scherza la Difesa, dove non è ancora dato a sapere se gli F-35 faranno parte del pacchetto: è chiaro comunque che da oggi al 2016 le «stellette» dovranno pensare a mettere sul tavolo 2,6 miliardi. Altre sforbiciate ingenti arriveranno dalle «sinergie » tra i cinque corpi di polizia italiani e dalla eliminazione delle sovrapposizioni (come individuava il piano Giarda): 2,4 miliardi. Gli stipendi dei dirigenti dello Stato contribuiranno con 1,7 miliardi con tagli dall'8 al 12 per cento. Mentre il trasporto ferroviario e le partecipate locali (compreso il trasporto pubblico) contribuiranno per ben 5,5 miliardi.

Nel mirino anche la lobby dei Tir, i giganti della strada che beneficiano di ingenti sovvenzioni. Inoltre ci sono 3,1 miliardi dal patto per la salute: terreno scivoloso. Infine anche una citazione per l'ultimo dei commissari alla spending review «Mr.Forbici » Enrico Bondi: 600 milioni per il piano «città stellate» che prevede di ridurre l'illuminazione dei centri urbani e che allora suscitò più di una polemica.

UN INTERVENTO DA 33,9 MILIARDI
Tra vecchio e nuovo (la prima volta che si parlò di revisione della spesa fu con il «Libro verde» di Padoa-Schioppa nel 2007) il piano allestito dal Commissario alla spending review Cottarelli durante il governo Letta-Saccomanni, arriva al capolinea. Le settanta slide consegnate a Renzi e Delrio, che si occuperanno dell'operazione tagli, corredate da una mega-tabella, pubblicata ieri dal «Tempo» di Roma e confermata da Palazzo Chigi, prevedono un intervento complessivo triennale per 33,9 miliardi a regime. Solo per quest'anno sono previsti tagli da 7 miliardi (quelli chiesti da Renzi a Cottarelli) ma già amputati dagli 1,4 miliardi previsti solo per il 2014 per il contributo sulle pensioni che il presidente del Consiglio ha escluso parlando l'altro giorno a "Porta a porta".

L'AFFONDO SU DIFESA E FORZE DELL'ORDINE
Il rilancio di maggiore attualità è quello sulle forze armate e quelle di polizia. «Spendiamo troppo per la Difesa», ha detto Renzi nei giorni scorsi e il ministro della Difesa Pinotti ha già parlato di chiusura di caserme e soprattutto ha aperto all'ipotesi di ridurre i 90 caccia americani prodotti dalla Lockheed-Martin ordinati dall'Italia. Le cifre di Cottarelli indicano per quest'anno un risparmio di soli 100 milioni per la difesa che saliranno a 2,6 nel 2016, a regime. Poi c'è la partita delle forze dell'ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, varie polizie di settore (postale, ferroviaria ecc.): in questo caso si parla espressamente di sovrapposizioni di stazioni e piccoli presidi locali. In tutto 2,5 miliardi su base triennale, ma niente a partire da quest'anno.

LA "SPINA" DELLE PENSIONI
L'intervento più delicato è quello che riguarda le pensioni. Nel mirino della spending review, "versione" Cottarelli, c'è un po' di tutto (tranne l'elevazione dell'età pensionabile, già compiuta dalla Fornero).

La misura che interessa la platea più ampia e generalizzata è quella sulle donne: un anno in più di contributi (da 41 a 42) per andare in pensione di anzianità senza il vincolo dell'età anagrafica allineando il sistema a quello degli uomini. Un intervento di "genere" che darà 1,7 miliardi in tre anni.

Poi ci sono misure sulle pensioni di guerra, sulle reversibilità (vedove) e sugli assegni di accompagnamento per gli invalidi: tutti argomenti ad alta sensibilità sociale. Escluso da Renzi, ma contenuto nella tabella, il contributo sulle pensioni medio-alte. Non era da poco: 2,9 miliardi in tre anni. Resta l'incognita della deindicizzazione: da poco ripristinata dalla legge si stabilità potrebbe essere nuovamente rimossa. La tabella-Cottarelli parla di 2,1 miliardi in tre anni.

TIR, TRENI E AUTOBUS
Le Ferrovie sono nel mirino. Secondo le slide della spending review i trasferimenti dello Stato italiano sono del 55 per cento superiori alla media europea. Dunque, tagliare: 300 milioni già da quest'anno. Circa 2,4 a regime nel 2016. Sotto il tritacarne della spending review anche le partecipate locali: un mondo si almeno 4.000 enti e società, con un numero immenso di consigli di amministrazione, spesso inutili.

Da quest'anno 100 milioni, ma a regime 3,1 miliardi. Nel pacchetto anche il trasporto pubblico locale, cioè ferrovie regionali e municipalizzate. Terreni sui quali Regioni e Comuni hanno sempre eretto vere e proprie barricate. Infine i Tir: l'autotrasporto è una lobby molto forte e ogni anno, in occasione delle legge di Stabilità, riesce a portare a casa di 300 ai 400 milioni tra sconti fiscali e incentivi vari. Una partita difficile da gestire.

COSTI DELLA POLITICA, AUTO BLU, CONSULENZE
Terreno difficile ma sul quale la spending review conta molto. Per le auto blu sono già partite le lettere ad alcuni ministeri per mettere immediatamente all'asta 150 veicoli (insieme alle consulenze dovrebbero dare 600 milioni in tre anni e 100 milioni sull'unghia). Dai costi della politica, centrali e decentrati, la tabella-Cottarelli conta di poter mettere insieme circa 3 miliardi a regime ma 400 milioni fin da quest'anno. Un taglio netto dovrebbe arrivare anche alla cosiddetta legge mancia (microstanziamenti affidati al Parlamento): 600 milioni in meno in tre anni.

 

COTTARELLI carlo cottarelliPiero Giarda FRANCESCO GIAVAZZI - DALLA SUA PAGINA FACEBOOK ENRICO BONDI RENZI E PADOAN