OCCHIALI RIGATI – GLI INVESTITORI TEMONO LA LITE DI FAMIGLIA TRA I SEI FIGLI (DI VARIE MOGLIE E COMPAGNE) DEL PATRON LEONARDO – SOLTANTO IL PRIMOGENITO CLAUDIO SIEDE IN CDA

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Sara Bennewitz per “la Repubblica

 

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Luxottica è una delle più belle aziende italiane, ma agli investitori non è piaciuto il nuovo assetto di governance voluto da Leonardo Del Vecchio. Il titolo dopo l’annuncio di un triumvirato ai vertici scivola in Borsa, ma quello che più sorprende i grandi fondi internazionali è il motivo “familiare” che ha portato il patron del gruppo a cambiare idea.

 

Avere più di un ad non garantirà ai sei figli di Del Vecchio di avere un’azienda gestita meglio e non li aiuterà a capire le dinamiche di un gruppo, su cui il padre si riserva di avere l’ultima parola. Vent’anni fa Del Vecchio voleva lasciare l’azienda ai manager, dieci anni l’ha affidata in mano a un giovane ad, Andrea Guerra, che si era distinto alla guida della Indesit dei Merloni. Ora invece il patron sceglie un doppio vertice e si appresta a fare da arbitro, in caso che la diarchia non funzioni.

Andrea Guerra Andrea Guerra

 

Sono poche le società al mondo che hanno un triumvirato al vertice, e negli ultimi anni chi ce l’aveva, tra cui Beni Stabili, ha abbandonato il modello cerbero per tornare a una governance normale. Stupisce inoltre che l’imprenditore all’alba dei suoi 80 anni, scelga come ridisegnare i vertici dell’azienda, prima di aver stabilito un piano di successione tra la moglie e i sei figli.

 

In passato Mr Luxottica voleva dividere le quote del colosso di occhiali in parti uguali tra i figli, lasciando fuori le loro tre diverse madri. Ma ora che si è risposato in seconde nozze con l’ex moglie, non è chiaro se Nicoletta Zampillo - che peraltro dall’imprenditore ha avuto solo Leonardo Maria - erediterà o meno azioni Luxottica.

Ray BanRay Ban

 

Se è vero che i manager a differenza dei figli li puoi licenziare, è anche vero che le nuove generazioni vanno cresciute per poter ereditare il ruolo di azionista (mentre solo il primogenito Claudio siede in cda). Altrimenti come è successo in casa Merloni, dove prima lavorava Guerra, anche il futuro delle belle aziende rischia di essere ipotecato per le liti tra i proprietari: dissidi quelli in famiglia che nessun amministratore delegato, figuriamoci due, potrà mai dirimere.

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