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IL MEDIO ORIENTE VA A FUOCO E I MERCATI BALLANO! – L'ATTACCO DI STATI UNITI E ISRAELE ALL'IRAN E LO STOP DEL PASSAGGIO DELLE PETROLIERE NELLO STRETTO DI HORMUZ METTONO LE ALI AL PREZZO DEL PETROLIO: IL  BRENT SALE DI OLTRE L'8% E TOCCA GLI 80 DOLLARI – IN ROSSO TUTTE LE BORSE EUROPEE: PIAZZA AFFARI CEDE L'1,6% – CROLLANO I TITOLI DELLE COMPAGNIE AEREE, A CAUSA DELL'INTERRUZIONE DEI VOLI VERSO IL MEDIO ORIENTE – CORRONO ANCHE LE QUOTAZIONI DEI METALLI PREZIOSI, TRADIZIONALI BENI RIFUGIO, NONOSTANTE LA RISALITA DEL DOLLARO…

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Estratto dell’articolo di Paolo Paronetto e Giorgia Colucci per wwww.ilsole24ore.com

 

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee scivolano in profondo rosso nella prima seduta di contrattazioni del mese di marzo. L’attacco di Usa e Israele all’Iran e la conseguente reazione della Repubblica islamica hanno provocato un’escalation in tutto il Medio Oriente, mettendo a rischio le catene di approvvigionamento di energia e di conseguenza la tenuta dell’economia globale.

piazza affari 4

 

Parallelamente, l'interruzione dei trasporti aerei (la più grande registrata a livello globale con 19mila voli ritardati e oltre 2.600 cancellati) sta pesando sulle compagnie del settore: tra le altre, sono in forte ribasso Deutsche Lufthansa -6,93% e Air France-Klm -10,0% che hanno sospeso le tratte verso il Medio Oriente.

 

Anche le Borse asiatiche sono in forte calo, mentre i future di Wall Street perdono un punto percentuale. La possibilità di una rapida conclusione del conflitto limita tuttavia al momento la corsa agli asset sicuri, come dimostra la flessione dei Treasury Usa. In questo contesto, il FTSE MIB -1,62% di Milano si muove in netto ribasso, come gli altri listini del Vecchio Continente.

 

Giù industriali e banche, acquisti su petroliferi e difesa

PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN

I timori per la tenuta dell'economia globale, alla luce del blocco delle catene di approvvigionamento dell'energia, colpiscono i titoli industriali e le banche, mentre guadagnano terreno in controtendenza quelli della difesa e i petroliferi, trainati dal rally del prezzo del greggio.

 

Tra i principali titoli milanesi perdono così quota Stellantis -4,58% , Unipol -3,11% , Bper Banca -3,33% , Mediobanca -3,24% , Brunello Cucinelli -3,71% e Intesa Sanpaolo -2,99% . Nel Ftse Mib sono invece ampiamente sopra la parità solamente Leonardo +4,15% , Eni +2,46% , Fincantieri +3,53% , Tenaris +0,56% e Italgas +1,73% .

 

Petrolio in volata, strappa anche il gas

raffineria di petrolio colpita da israele in iran

L'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran e la conseguente decisione delle petroliere di evitare il passaggio nello stretto di Hormuz mettono le ali al prezzo del petrolio nonostante l'aumento superiore alle attese della produzione in aprile annunciato dai paesi dell'Opec+. Il future di aprile del Wti balza del 7% a ridosso dei 72 dollari, mentre il contatto per maggio del Brent sale di oltre l'8% verso gli 80 dollari.

 

Venerdì in chiusura i contratti di riferimento viaggiavano rispettivamente a 66,6 e 72,5 dollari. Dallo stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio consumato a livello globale, il 38% del quale è destinato al mercato cinese (il 3% all'Europa), oltre che il gas liquefatto del Qatar (un quinto di export globale).

 

La crisi in Medio Oriente mette così le ali anche al gas naturale: sulla piattaforma Ttf di Amsterdam il future di riferimento vola del 20% a 38 euro al megawattora. 

 

Balzo dell'oro spot, nonostante la risalita del dollaro

DONALD TRUMP E IL DOLLARO

[...] Sull’onda dell’incertezza geopolitica ed economica, balza l'oro e sono in rialzo anche l’argento, il platino e il palladio. Tra i beni rifugio per eccellenza, i metalli preziosi e l’oro sono «forse il miglior barometro per riflettere l’incertezza globale - ha affermato l’analista indipendente Ross Norman, citato da Radiocor - Dovremmo aspettarci che il metallo giallo venga rivalutato al rialzo raggiungendo nuovi record, dato che stiamo entrando in una nuova era di incertezza geopolitica».

 

Questo, nonostante il rimbalzo del dollaro che, secondo gli operatori, rende più costoso l’acquisto dei metalli preziosi e limita gli acquisti. L’euro arretra infatti dello 0,7% rispetto al biglietto verde a quota 1,17. N[...]

 

Conflitto in Iran spinge acquisti su Bund, spread a 65 punti

quotazioni oro

Il conflitto in Iran innesca un moderato, per il momento, flight-to-quality sul mercato obbligazionario europeo. Si segnala così una preferenza degli operatori per i titoli di Stato tedeschi che vedono flettere i loro rendimenti su tutte le scadenze, allargando lo spread che li separa dai titoli di Stati degli altri Paesi dell'Eurozona.

 

E' il caso dei BTp che, sulla scadenza decennale, vedono salire il loro rendimento, mentre il differenziale nei confronti del pari scadenza tedesco sale a 65 punti dai 62 del closing precedente. Rialzi frazionali si segnalano per i Bonos decennali spagnoli e per gli OaT francesi che, nelle prime battute, performano meglio dei corrispettivi italiani e mantengono le distanze rispetto al Bund tedesco che, in avvio, esibisce un rendimento del 2,66% sulla scadenza decennale.

STRETTO DI HORMUZSTRETTO DI HORMUZ