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MESSINA E CIMBRI HANNO TOLTO CASTAGNA DAL FUOCO – BANCO BPM CERCA DI RESTARE A GALLA DOPO L’OFFERTA DI INTESA E UNIPOL SU MPS, CHE HANNO SFILATO IL “MONTE” DALLE BRAME DELL’EX POPOLARE DI MILANO – BPM È TROPPO PICCOLA PER METTERE SUL TAVOLO UNA CONTROFFERTA A QUELLA DI INTESA – L’ALTERNATIVA? IL BANCO POTREBBE CONCENTRARSI SU UNA STRATEGIA DI CRESCITA IN SOLITARIA, O PUNTARE ALL’AGGREGAZIONE CON ISTITUTI PIÙ PICCOLI COME BANCA D’ASTI…
Estratto dell’articolo di A.Rin. per il “Corriere della Sera”
Banco Bpm cerca di restare nel risiko bancario. L’ex popolare milanese è in fase di meditazione dopo il blitz di Intesa Sanpaolo in tandem con Unipol su Monte Paschi. L’offerta recapitata a Siena per una fusione tra pari resta in piedi, anche se difficilmente il destinatario potrà rispondere a tono, dato che si trova impossibilitato a qualsiasi scappatoia dalla passivity rule .
La regola […] impone alle società oggetto di Opas di astenersi dal compiere qualsiasi operazione che possa contrastare il conseguimento dell’offerta. L’ad Giuseppe Castagna potrebbe continuare a tenere vivo il dialogo con l’omologo di Mps, Luigi Lovaglio e cercare di strutturare un’offerta per competere con quella di Ca’ de Sass.
[…] Data però la significativa differenza nelle capitalizzazioni di mercato tra le due banche, Banco Bpm parte da una posizione di relativa debolezza in termini di valore che può essere garantito ai soci di Siena. Oppure l’offerta potrebbe essere supportata da un nuovo partner, anche se la prima ondata del risiko ha ridotto drasticamente i possibili candidati.
Altrimenti il Banco potrebbe lasciare l’arena e concentrarsi su una strategia di crescita in solitaria o puntare o all’aggregazione con altri istituti. Non era un mistero che avesse puntato Banca d’Asti, di cui è socio al 9,9% e che dunque possa considerare l’acquisto di soggetti di dimensioni più contenute.
Martedì ci sarà un cda ed è probabile che si discuta del cambio di scenario intervenuto con l’offerta avanzata da Carlo Messina e Carlo Cimbri.
Un «deal» — come lo chiamano i banchieri sulla piazza di Milano — che promette 2,9 miliardi di sinergie contro quelle da 1,1, miliardi promesse da Bpm. Per non parlare dei copiosi dividendi: 61 miliardi per il periodo 2025-2029 (dai 50 previsti oggi).
Forse l’ex popolare milanese avrebbe potuto affiancare Intesa Sanpaolo nell’Opas. Aggiungere 635 sportelli ai 1.400 già in essere avrebbe potuto appaiarla a Bper e Unicredit e congiungere le storiche presenze a Nord e a Sud lungo il centro Italia. A Castagna non mancano inventiva e profonda conoscenza del business commerciale, ma deve confrontarsi con un socio straniero e pesante come il Crédit Agricole (22,8% del capitale).
giuseppe castagna 1
carlo cimbri foto lapresse
GIUSEPPE CASTAGNA
Giusepe Castagna
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