
AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ…
1. RCS: VOLA IN BORSA (+28,8%) CON OFFERTA CAIRO (+2%)
(ANSA) - Vola Rcs a Piazza Affari dopo l'offerta pubblica di scambio annunciata nella serata di venerdì da Cairo Communication. Il titolo della Rizzoli ha guadagnato il 28,79% a 0,586 euro mentre Cairo è salita del 2,07% a 4,87 euro. Sulla base delle chiusure di borsa l'offerta di 0,12 azioni Cairo per un'azione Rcs valorizza il titolo del gruppo che edita il Corriere della Sera 0,5844 euro, sostanzialmente in linea con il valore di mercato.(
2. RCS: BOCCIA, OPERAZIONE DI STRAORDINARIA IMPORTANZA
(ANSA) - "Si tratta, a prescindere da quello che succederà, di una operazione di straordinaria importanza per l'editoria del nostro Paese". Il presidente designato di Confindustria, Vincenzo Boccia, interpellato dall'ANSA a margine di un incontro a Salerno, commenta così l'offerta di scambio di Cairo per Rcs Media. "Il fatto che sia una operazione interamente di mercato è rassicurante, per di più - dice - proposta da un editore puro, italiano, che ha dimostrato di saper fare molto bene il suo mestiere".
3. CAIRO, CREDO ANCORA NEI GIORNALI
(ANSA) - "I giornali? Io ci credo ancora". Così Urbano Cairo, a margine dell'incontro del collegio dei fondatori dello Stato Filadelfia, in risposta ad una domanda sulle affermazioni di Beppe Grillo. "Ho valutato la Rcs - ha detto ancora, a proposito della Ops tra Cairo Communications ed Rcs - 770 milioni di euro, 680 togliendo i 90 milioni ricavati dalla vendita di Rcs Libri. Nel giro di 20 giorni la questione verrà definita: dobbiamo depositare in Consob il documento dell'offerta, la Consob avrà i tempi previsti per valutare l'offerta e dare il suo via libera. Se tutto andasse bene, dovrebbe partire l'offerta".
4. RCS: MAURI; DA CAIRO OPERAZIONE TRASPARENTE, NON SALOTTI
(ANSA) - "Io sono molto contento, sono favorevole". Così Ernesto Mauri, amministratore delegato di Mondadori, ha commentato l'offerta di scambio di Cairo per Rcs Media, parlando a margine della presentazione di Interni 'Open Borders', all'Università degli Studi di Milano. Mauri si è detto favorevole per tre motivi: "Primo, perché sulle concentrazioni sono molto favorevole, tanto è vero che abbiamo iniziato per primi. Secondo, perché mi piacciono le operazioni trasparenti, belle pulite. Terzo, perché mi piace quando chi fa queste operazioni è un esperto del settore".
Marco Tronchetti Provera Giada Tronchetti Provera Diego Della Valle foto Marie Claire
Quanto alla possibile reazione degli altri azionisti Rcs, aggiunge: "Ho detto il mio parere come addetto ai lavori. Mi piacciono i mercati trasparenti e aperti, dove le cose si dicono in pubblico e non si fanno nei salotti: il mercato è cambiato. È bene per tutti avere un azionista di riferimento". Quanto alla creazione di un potente concorrente, commenta: "Io adoro la concorrenza, preferisco aver concorrenti bravi e forti. Va a vantaggio di tutti, il settore è in crisi per la poca concorrenza, non per troppa concorrenza".
5. DAGONOTA
E’ difficile immaginare che gli altri soci forti dell’Rcs (Mediobanca, Della Valle, Unipol e Tronchetti) fossero del tutto all’oscuro dell’intenzione di Urbanetto Cairo di lanciare un’Ops (Offerta pubblica di scambio) sul capitale dell’indebitata Rcs. Almeno così la pensano molti analisti di piazza Affari.
Com’è altrettanto certo che dietro la mossa del “cavaliere pallido” alessandrino c’era la manina di Abramo Bazoli, nume tutelare del Corrierone dopo la morte dell’Avvocato e presidente onorario di Banca Intesa. Cioè del principale creditore del gruppo (300 milioni). Nella sua azione all’arma bianca l’editore de La7 (e di numerosi periodici), infatti, è assistito da Banca Imi, controllata proprio dall’istituto torinese, dal financial investiment Equita, presieduta da Alessandro Profumo, e dallo studio legale Bonelli-Erede-Pappalardo. Tre advisor che da qualche tempo sono in buoni rapporti (anche d’affari) con gli altri azionisti storici di via Solferino.
Mettendo da parte i rumors, l’ennesimo conflitto d’interessi e la bontà dell’offerta messa sul piatto dal nuovo Indiana Jones dell’editoria, l’Ops non ostile ha avuto alcuni effetti immediati che consentiranno all’Rcs e ai pattisti storici di “congelare” ancora una volta la situazione interna del gruppo dopo l’uscita in aprile del maggiore azionista, l’ex Fiat di Marchionne e Yaky Elkann.
L’Ops (titoli contro titoli, zero euro), infatti, è condizionata al fatto che fino all’approvazione del bilancio 2017 le banche dovranno rinunciare ai crediti con l’Rcs o ad altri rimborsi (a parte l’incasso per la cessione dell’Rcs libri) e sono esclusi pure aumenti di capitale che i vari (e avariati) Della Valle&C vedono come il fumo negli occhi. In aggiunta, nel giro di poche ore il titolo è balzato in Borsa di oltre il 25%, allineandosi, di fatto, ai valori dell'offerta di scambio promossa venerdì sera dalla Cairo Communication sul gruppo editoriale di via Rizzoli.
Un effetto atteso che stavolta non dovrebbe far storcere più di tanto la bocca a nessuno degli azionisti che ha visto le loro azioni deprimersi nel corso degli ultimi anni.
Il che, appunto, non dovrebbe dispiacere neppure a chi in futuro - non considerando a ragione “congrua e senza preavviso” l’offerta di Cairo, è intenzionato a sbarrare la strada all’ardito scalatore.
melania rizzoli urbano cairo
urbano cairo danzante
Magari attraverso un “Piano B” che potrebbe coinvolgere la casa editrice De Agostini o l’imprenditore romano Franco Caltagirone. Ipotesi che fin qui è stata sempre smentita dagli interessati dopo essere stata esplorata dalla Mediobanca di Nagel&Pagliaro. Lo stesso Abramo Bazoli ha cercato invano un “cavaliere bianco” (in primis Malacalza e la famiglia Rocca) trovando anche lui soltanto porte chiuse. Alla fine è arrivato il colpo di frusta di Indiana Jones Cairo che con grande coraggio va a sfidare la “maledizione del Corriere”. Già, il tempio maledetto di via Solferino che in passato non ha portato fortuna né ai Rizzoli né a Cesare Romiti.
URBANO CAIRO
URBANO CAIRO
URBANO CAIRO
enrico mentana, alessandra sardoni, urbano cairo
GIOVANNI BAZOLI MATTEO RENZI
AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ…
DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA…
DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO…
DAGOREPORT – LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER…
DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE…
DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN…