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ARCHIVIATA LA FASE GRILLINA, LA CASTA È TORNATA PIÙ FAMELICA DI PRIMA! – IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, VUOLE ELIMINARE IL TETTO AGLI STIPENDI PUBBLICI: “QUANDO FU INSERITO IL LIMITE DI 240 MILA EURO CON IL GOVERNO RENZI ERA PERCHÉ C’ERA UN’EMERGENZA ALLA QUALE FARE FRONTE. MA L’EMERGENZA NON PUÒ DURARE PER TREDICI O QUATTORDICI ANNI. DOBBIAMO ESSERE IL PIÙ VICINO POSSIBILE ALLE LOGICHE DI MERCATO” – LO SCORSO LUGLIO LA CONSULTA HA DICHIARATO INCOSTITUZIONALE IL TETTO DI 240 MILA EURO ANNUI, CHE VA INVECE PARAMETRATO AL COMPENSO DEL PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE…

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Estratto dell’articolo di An.Duc. per il “Corriere della Sera”

 

PAOLO ZANGRILLO

La fine di un’epoca contrassegnata dal tetto agli stipendi per chi lavora nella Pubblica amministrazione. A ormai dodici anni di distanza dal decreto, varato dal governo Renzi, con l’introduzione del limite di 240 mila euro annui, i tempi potrebbero essere maturi per la rimozione della soglia alle retribuzioni dei dirigenti pubblici.

 

A indicarlo è il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. «La definizione di un tetto per le retribuzione dei dipendenti pubblici non è corretta» spiega in un’intervista a Skytg24 [...]

 

PAOLO ZANGRILLO RENATO BRUNETTA - FOTO LAPRESSE

Il ministro aggiunge la sua motivazione e dice: «Quando fu inserito il tetto con il governo Renzi era perché c’era un’emergenza alla quale fare fronte. Ma l’emergenza non può durare per tredici o quattordici anni. Dobbiamo lavorare in prospettiva sulle dinamiche salariali dei nostri dipendenti per essere il più vicino possibile alle logiche di mercato».

 

Che il tema sia delicato e politicamente insidioso lo segnalano le stesse parole di Zangrillo. «Non abbiamo assunto una decisione definitiva. Ora il tetto è a 255mila euro, ma in prospettiva dobbiamo pensare a dinamiche per i nostri dirigenti che facciano in modo che si sentano motivati e correttamente retribuiti per quello che fanno».

 

tetto agli stipendi dei dipendenti pubblici

Nei mesi scorsi la novità decisiva in materia di retribuzioni pubbliche è stata la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il tetto fisso, introdotto nel 2014 come misura emergenziale, ritenendolo non più legittimo poiché diventato strutturale e «lesivo» dell’indipendenza della magistratura e del diritto a una giusta retribuzione.

 

Zangrillo si è soffermato anche sulle assunzioni effettuate nell’ultimo triennio, indicando che tra il 2023 e il 2025 sono state inserite nelle fila della Pubblica amministrazione 600mila persone. In particolare, ha spiegato il ministro, oltre il 50% dei nuovi assunti ha meno di 40 anni e oltre il 30% del totale un’età inferiore ai 30 anni. [...]

PAOLO ZANGRILLO